“Ad occhi chiusi” . Il Forte di Gavi li apre su Nino Ventura

“Ad occhi chiusi” . Il Forte di Gavi li apre su Nino Ventura
Forte di Gavi

Annamaria Aimone, Direttore del Forte di Gavi punta di diamante del Polo Museale del Piemonte, ha fortemente voluto questo progetto che intende aprire un dialogo molto fitto e soprattutto continuo con il territorio, la cui valorizzazione è scopo precipuo del Ministero dei Beni Culturali.

Ed è Nino Ventura l’artista da lei chiamato a raccogliere questa sfida, un artista indubbiamente a tutto tondo, dalla vena creativa inarrestabile, che si nutre di mondi fantastici grazie al suo pensare libero e al suo sperimentare al di là di qualunque limite. Il suo immenso studio a Chivasso alla Tenuta Cerello, è solo la punta di un iceberg.

Qui si vede ciò che è emerso, ma è la parte sommersa la più ricca, quella che deve ancora emergere, e che emergerà. Le sue visioni interiori si concretizzano così, fluenti, armonizzando la matrice classica delle sue origini, la Magna Grecia gli ha dato i natali, con il pragmatismo piemontese. Partendo dal Forte dove sono allestite le salette, i cortili interni della cittadella e la polveriera, nel pieno rispetto del Genius Loci, l’invito è a seguire il percorso che da qui si dipana individuato dal fil rouge dell´Arte che tocca luoghi storici o di grande affluenza, questi i “ nuovi templi” dove trovano accoglienza “Los tres peces” a Serravalle, al Designer Outlet , mentre “Le morse” è a Villa Sparina, gli “Oscillatori” alla Tenuta La Marchesa, il “Cercatore di stelle” a Broglia, “Piuma volat segno “manet” a Palazzo Reggio – Gropallo e infine “Idolo” a Palazzo Ghilini. Così il suo immaginario, fatto di elementi di un concerto di saperi custoditi nel profondo diventa ora parte del territorio, in luoghi deputati come il Forte con il suo valore storico artistico, come in altri luoghi storici o luoghi affollati “templi” di oggi si diceva, dove si avvicendano teorie infinite di persone a cui ora si dona la chiave per entrare in sintonia con quell’universo che solo un artista può essere in grado di evocare e comunque con i valori che l´arte porta con sé.

Arte di ieri e arte di oggi quindi, tradizione ed innovazione, nel solco tracciato dalla Committenza che ha reso unico al mondo il nostro Paese, sono questi gli ingredienti dell’unica forma vincente per il benessere di tutti, soprattutto delle future generazioni.

L’arte infatti non solo migliora il sistema di vita ma é motore di economia.

Tematiche queste entrambe fisiologiche ad Artour-O il MUST, il MUSeo Temporaneo, di cui mi occupo dal 2005, che unisce in un unicuum trasversale arte, design ma anche cibo, musica performance e moda e che ha visto proprio Nino Ventura tra i suoi protagonisti a Firenze, Praga e Merida in Extremadura; dovunque le sue immagini coraggiose, esseri, forme pseudo- umane, sogni, incubi, riflesso del suo mondo interiore, sono entrate in vibrazione con i visitatori. Una scelta vincente e coraggiosa questa del Direttore del Forte e del Polo tutto, nella direzione auspicata da Salvatore Settis*, tra gli autori nel 2004 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che ha modificato le leggi del 1939 conservandone tuttavia la sostanza e lo spirito e cioè che le testimonianze dell’arte sono da considerarsi lo specchio dell’identità di un Paese e della Comunità e che quindi come tale vanno amate e rispettate.

Il Forte segnato dalle alterne vicende della storia, borgo nel borgo e storicamente autosufficiente, è l’identità del territorio stesso, è parte integrante del paesaggio in cui la maestosa struttura si inserisce in modo armonico. L’affascinante ridotta del Monte Moro, che ricorda un girone dantesco introduce il visitatore alla mostra allestita all’interno che da qui si dirama, all’esterno, in modo da creare il percorso artistico – culturale su illustrato. Un’iniziativa rivoluzionaria e costruttiva questa, la prima di una serie in quest’ottica di cui il Direttore si fa promotore, in linea in modo direi naturale, con i desiderata espressi dal Mibact con il Dlgs. 171/2014, e cioè la valorizzazione dei Beni di Stato che ritrovano cosi, grazie al potere di attrattiva che l’arte emana, ieri come oggi, il loro primigenio ruolo di riferimento per il territorio.

La mostra diffusa apre ufficialmente il 30, ma fin d’ora se ne recepisce la forza anche per lo splendido catalogo che porta la firma di Nicolas Ballario. Il progetto in totale sintonia con il Polo Museale del Piemonte – diretto dall’Arch.Ilaria Ivaldi – vede la collaborazione con l’Associazione Amici del Forte di Gavi guidata dal Presidente Nicola Galleani d’Agliano

Concludo segnalando i diversi appuntamenti, incontri e conferenze, che animano l’iniziativa che sottolineano i media emblematici di Ventura:

Prima conferenza > IL MARMO – con Luciano Massari, scultore, direttore artistico del Laboratorio Cave Michelangelo di Carrara e Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara

Seconda conferenza > IL BRONZO – con la Fonderia Artistica De Carli (TO), azienda che negli ultimi anni ha sviluppato una notevole esperienza su lavori artistici che – per le particolari condizioni progettuali relative a finalità, dimensioni e impegno – possono definirsi di pubblico rilievo.

Terza conferenza > LA CERAMICA – con la Ceramica Gatti, fondata nel 1928 da Riccardo Gatti, ceramista e scultore.

Gatti si distinse nel panorama artistico faentino sin dal 1908 perché inventore di tecniche complesse ottenendo risultati eccezionali come i riflessi metallici.

Una quarta conferenza, prevista per la giornata di chiusura mostra, sempre negli spazi del Forte di Gavi, è dedicata al Vino e all’Arte, per valorizzare l’Anno del Cibo Europeo.

CATALOGO della mostra > Mondadori Electa con testi di Nicolas Ballario e immagini di Valentina Esposito.

Per informazioni, orari apertura e calendario
[email protected]<mailto:[email protected]>; T. +39 0143 643554
http://polomusealepiemonte.beniculturali.it/

Visite guidate: [email protected]<mailto:[email protected]>

Per il pubblico la mostra sarà visitabile a partire dall’inaugurazione del 30 giugno (ore 10.30) fino al 29 settembre 2018 con il pagamento del biglietto d’ingresso al Forte.

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