I barbari di Alessandro Baricco e la mutazione tra noi

I barbari di Alessandro Baricco e la mutazione tra noi

“Arrivano da tutte le parti, i barbari. E un po’ questo ci confonde, perché non riusciamo a tenere in pugno l’unità della faccenda, un’immagine coerente dell’invasione nella sua globalità.”

Osservare dall’interno un mondo che ci cambia sotto può disorientare ed allo stesso tempo creare disagi e problemi di comprensione.

Ecco come Alessandro Baricco nel suo saggio del 2006 (ma attualissimo anche oggi) ha analizzato da diversi punti questo processo di cambiamento tracciandolo con la splendida matita del romanziere.

Lo scenario rappresentato da barbari in azione e da villaggi saccheggiati ci racconta della nostra società in progressiva evoluzione ma anche di un’attenta osservazione di come i barbari riescono a vincere e “a disintegrare mura così alte e solide”, dove le mura sono i fondamenti della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Il Saggio di Baricco fotografa scene di saccheggi e quindi di mutazioni legate a temi quale il vino, il calcio, i libri, ma anche ai temi del sentire, e ritratti di spettacolarità, nostalgia, passato, educazione. L’invito è quello di voltarci semplicemente indietro in maniera anche rapida e captare quanto nel giro di poco tempo sia cambiato il nostro vivere e sentire.

L’epilogo viene scritto sulla Grande Muraglia cinese “serpentone di pietre e follia” che appare ai più come la fortificazione di un confine, ma in realtà è l’invenzione di un confine: è un’idea scritta con la pietra. La Grande Muraglia non difendeva dai barbari: li inventava ed il principio vero era la divisione del mondo tra civiltà e barbarie.

Oggi la mutazione è in corso e non esiste più il confine netto tra barbarie e civiltà, ci siamo tutti dentro e probabilmente siamo tutti un po’ mutanti “c’è chi è un po’ in ritardo, c’è chi non si è accorto di niente, chi fa tutto per istinto e chi è consapevole, chi fa finta di non capire e chi non capirà mai, chi punta i piedi e chi corre all’impazzata in avanti”.

Siamo tutti nella corrente della mutazione dove quello che conosciamo lo chiamiamo civiltà, mentre quello che ancora non ha nome è pura barbarie.

La notizia è che Alessandro Baricco sta preparando i Barbari 2 (il titolo sarà THE GAME ed uscirà in autunno per Einaudi).

Scrive Baricco in un’intervista rilasciata qualche settimana fa a La Repubblica: “Nel 2006 si andava a fari spenti, per così dire. Non c’era neanche l’IPhone. Non esisteva Youporn e col cavolo che si poteva twittare. Insomma si imponeva un aggiornamento”.

“L’idea è quella di uscire con un atlante attendibile della terra che siamo andati ad abitare fuggendo dal disastro del Novecento. La mappa che mi vedo crescere sotto gli occhi è sicuramente imprecisa, ma abbastanza credibile, zeppa di cose che non sapevo e di continenti che intuivo ma non avevo mai misurato bene”.

Il nome della civiltà in cui viviamo? THE GAME

FdA

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