Il Museo dell’Innocenza a Milano. Il luogo che ispirò il romanzo di Orhan Pamuk

Il Museo dell’Innocenza a Milano. Il luogo che ispirò il romanzo di Orhan Pamuk
25. La sofferenza dell'attesa

Sono gli ultimi giorni utili per visitare la mostra temporanea Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’Innocenza di Orhan Pamuk a Milano ospite al Museo Bagatti Valsecchi fino al prossimo 24 giugno. Per coloro che conoscono già il romanzo dello scrittore turco sarà un’occasione di trovare corrispondenza con quanto letto nelle sue pagine; per tutti gli altri sarà un’esperienza un po’ eccentrica alla scoperta di un mondo in cui un filo invisibile divide realtà e finzione.

Il Bagatti Valsecchi, collaborando con l’Accademia di Brera, con la Innocence Foundation e lo stesso Orhan Pamuk, prende in prestito 29 delle 83 teche esposte nel palazzo del quartiere di Çukurcuma a Istanbul dove è sito l’originale Museo dell’Innocenza , con le quali tenta di raccogliere lo spirito di un progetto letterario e culturale che è nato per andare oltre le pagine di un libro. «Il Museo dell’innocenza non è un’illustrazione del romanzo omonimo così come il romanzo non è una descrizione del museo. Ho concepito l’idea del romanzo e del museo contemporaneamente agli inizi degli anni ’90». Con queste parole Pamuk sfata uno dei miti che investono museo e romanzo, ossia che l’uno sia stato di ispirazione postuma per l’altro e viceversa. Insieme sono stati concepiti e parallelamente sono stati sviluppati, oggetto dopo oggetto, capitolo dopo capitolo, fino alla pubblicazione del romanzo nel 2008 e all’inaugurazione del museo nel 2012.

Un altro mito riguarda la natura della storia: realmente accaduta o finzione ben orchestrata? Per sua natura, il romanzo è intriso di numerose immaginazioni collocate in un contesto – la Istanbul degli anni Settanta e Ottanta – talmente concreto da contaminare di verità l’intera narrazione. Le teche della mostra sono colme di “ricordi”, di oggetti toccati da persone autentiche e vissute. Le definiamo “viventi” quelle persone ritratte nelle fotografie sbiadite perché in un’altra vita, in un mondo lontano nel tempo e nello spazio rispetto a dove ci troviamo, vissero davvero: «Setacciavo le strade di Istanbul – racconta Pamuk – i negozi di cianfrusaglie della città e le case di amici e famigliari raccogliendo tutti gli oggetti che avrebbero poi usato i personaggi del mio romanzo». Mai i proprietari di giocattoli, pettini e soprammobili esposti nel museo avrebbero immaginato che quegli stessi oggetti che loro hanno dimenticato sarebbero diventati tanto cari a Kemal Basmacɿ, il protagonista del Museo dell’Innocenza.

In questo contesto in cui realtà e fantasia giocano insieme, il museo Bagatti Valsecchi di Milano ha un ruolo importante. La residenza è una dichiarata fonte di ispirazione per Orhan Pamuk che ne apprezza soprattutto «l’idea e la fantasia che si celano dietro queste mura», elementi che l’hanno influenzato nella creazione del suo Museo dell’Innocenza. È, inoltre, uno dei musei preferiti da Kemal, il protagonista del libro, il quale in vita sua ne visitò «5.723 in tutto il mondo» e per cui il Bagatti Valsecchi rappresenta, per dirlo con parole sue, «uno dei cinque musei più importanti della mia vita».

Museo dellinnocenza
25. La sofferenza dell’attesa

Il museo Bagatti Valsecchi

Si tratta di una dimora storica, appartenuta alla famiglia Bagatti Valsecchi, che nulla c’entra con la Istanbul di quarant’anni fa. Ristrutturata dai due fratelli Giuseppe e Fausto alla fine dell’Ottocento, è un ambizioso progetto di collezionismo. Fulcro della loro attenzione erano tanto gli strumenti d’avanguardia per l’epoca quanto gli oggetti di uso comune, che riempiono le stanze della casa con ordine e metodo. Visitandola capiamo perché una persona come Kemal, per cui le “cose” quotidiane rappresentano uno scopo di vita, trovasse conforto in una dimora le cui pareti sono impregnate delle storie della famiglia che l’ha abitata per decenni.

Ai visitatori curiosi si lascia il gusto della scoperta degli innumerevoli altri collegamenti tra il libro ed entrambi i musei, con una sola raccomandazione: ricordate di prendere il piccolo libriccino arancione che troverete all’inizio del tour, sarà una preziosa guida che vi aiuterà a capire le connessioni tra il romanzo e ciò che avete di fronte.

I prossimi eventi:

Mercoledì 20 giugno h 21:00: proiezione del documentario Istanbul Collecting, realizzato da Johanna Sunder-Plassmann, che racconta i mesi antecedenti l’apertura del Museo dell’Innocenza di Istanbul.
Per l’occasione ingresso prolungato fino alle h 23:00 e biglietto ridotto a 6 euro.

Per informazioni su prezzi e orari: https://museobagattivalsecchi.org

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