Al via il XVII Festival di Pratiche Teatrali

Al via il XVII Festival di Pratiche Teatrali

A Fara Sabina esiste uno spazio in cui la creatività si manifesta sotto molteplici dimensioni: da quarant’anni il Teatro Potlach svolge un ruolo centrale nella vita culturale del territorio reatino come promotore di festival originali, performance artistiche e soprattutto come accreditata Scuola d’Arte e Mestieri dello Spettacolo.

Una storia che inizia con la scelta del nome, Potlach, che nel linguaggio degli indigeni dell’America nordoccidentale significa rito del dono gratuito: missione della struttura è quella di offrire anno dopo anno iniziative capaci di rafforzare sempre di più la comunità presente sul territorio.

Qui si tengono eventi come il Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali FLIPT, diretto da Pino Di Buduo, che è giunto alla XVII edizione, in collaborazione con l’International School of Theatre antropology ISTA, diretta da Eugenio Barba e che si terrà dal 18 giugno al 1 luglio 2018.

Due settimane di laboratori, spettacoli e dialoghi dedicati all’incontro e allo scambio creativo tra diverse culture della performance.

E quest’anno il contributo al festival sarà portato da artisti provenienti da Iran, Danimarca, Grecia, Polonia, Brasile, Ungheria, Germania, India e Italia, un confronto utile grazie alla condivisione della propria personale esperienza teatrale.

Dal 18 giugno, per quattordici giorni, nella sede del Teatro, pedagoghi di livello internazionale si avvicenderanno nella conduzione di workshop dedicati alla regia e agli elementi fondativi della presenza scenica dell’attore nelle culture orientali e occidentali.

Tra i maestri ospiti va citato Eugenio Barba, (1936) regista teatrale italiano, figura di spicco del teatro contemporaneo. Vincitore del prestigioso Premio Sonning.

Tra le mille attività nel 1964 fonda a Oslo l’Odin Teatret. Due anni dopo, con il suo teatro emigra in Danimarca, nella piccola città di Holstebro. In più di cinquant’anni di attività, l’Odin Teatret ed Eugenio Barba sono divenuti una leggenda del teatro contemporaneo.

Nel 1979, fonda l’ISTA, International School of Theatre Anthropology, un centro itinerante di studi comparativi sui principi della tecnica dell’attore e ha dato il nome di Antropologia Teatrale a questo campo di studi.  Nel 2002 da vita al Centre for Theatre Laboratory Studies in collaborazione con l’Università di Aarhus.

Barba è fra gli artisti che hanno profondamente segnato la storia del teatro del secondo Novecento, è il solo ad avere lavorato in maniera innovativa in tutti i campi della cultura teatrale: la creazione artistica; la riflessione teorica; la trasmissione delle tecniche e del sapere professionale; il lavoro sulla memoria storica; la ricerca scientifica; l’uso del teatro nel contesto sociale, come strumento transculturale per l’attivazione di relazioni fra gruppi sociali ed etnie diverse.

Il Programma degli eventi è stato suddiviso per giornate:
18-21 GIUGNO – Laboratorio “La Commedia dell’Arte: miniera di sapienza teatrale”
con Claudio De Maglio (Italia)
22-24 GIUGNO – Laboratorio “Esercizi di drammaturgia. Pensare per azioni”
con Eugenio Barba e Julia Varley (Danimarca) per partecipanti e osservatori
25-28 GIUGNO – Laboratorio “Respiro e consapevolezza della performance”
con Tian Mansha (Cina)
29-30 GIUGNO e 1 LUGLIO – Spettacolo “Città Invisibili” con tutti i partecipanti al Festival.

E per l’intera durata dell’evento, tutte le sere uno spettacolo di Teatro Potlach (Italia), Odin Teatret (Danimarca), Omma Studio (Grecia), Teatr Brama (Polonia), Julio Adriao (Brasile), Fanatika Theatre (India), e molti altri. FdA

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