ARF! (Astutamente Riscoprirsi Fumettari!): il festival del Fumetto di Roma colpisce ancora

ARF! (Astutamente Riscoprirsi Fumettari!): il festival del Fumetto di Roma colpisce ancora
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Parlare di ARF!, il Festival del Fumetto a Roma, svoltosi gli scorsi 25-26-27 maggio, giunto ormai alla sua (consolidata) quarta edizione, significa sostanzialmente parlare di mercato, tre volte mercato.

In primis la collocazione romana, suggestiva, post-industriale e con un suo fascino mercantile: trattasi del MACRO, al secolo il Mattatoio (vecchio) di Roma, al bordo del Quartiere (ex) popolare di Testaccio. Mattatoio come luogo di macellazione, ma anche come luogo di negoziazione e compravendita delle carni, dunque mercantile (e uno). Uno spazio ampio e ampiamente sfruttato (no, riusato con intelligenza!) come sede di festival e mostre varie (non ultima la splendida mostra “Macro MANARA”, la scorsa estate, dedicata al Maestro veronese – d’adozione – anche lui nobile fumettaro).

In secundis, il Festival è sostanzialmente una mostra mercato del fumetto, non grandissima ma in costante crescita (quest’anno si annette un altro padiglione, per un totale di 8000 mq espositivi): editori meno noti, case editrici di nicchia, autori in affermazione, tutti espongono negli stand allineati nei padiglioni del MACRO, in un certo senso trattasi dell’analogo a fumetti del “Più libri, più liberi”, la Fiera della piccola editoria, tradizionalmente a Roma per il weekend dell’Annunziata.

Oggi siamo (finalmente? temporaneamente?)  in estate, l’afa non aiuta nel rimescolarsi della folla che spilucca riviste e volumi rilegati, ma la tentazione è irresistibile: perdersi tra copertine e pagine patinate, spizzicare nuove storie e nuovi personaggi passeggiando nella Galleria delle Vasche, è un tuffo nella fantasia, un ritorno al passato e una riscoperta del presente, in ogni caso una sorpresa continua.

Si va dai ‘classici’ pezzi d’autore, da collezionista (come “La Ballata del Mare Salato”) alle ultime edizioni di Bao o di Aurea. Non mancano le ‘grandi’ (Sergio Bonelli, Ronin), né le Scuole, più o meno blasonate (Scuola Romana dei Fumetti, Scuola Internazionale di Comics). Stili e soggetti, i più disparati, ce n’è per tutti i gusti…e i portafogli.

Già, perché il mercato (e tre) del fumetto è in piena crescita: sdoganato dalle mensole del bagno di casa, arricchito da una grafica e da sceneggiature spesso raffinate, declinato dalla saga western allo piscodramma, il “business delle nuvolette” vale in Italia ormai più di 200 milioni di euro (2016, dati AIE, Associazione Italiana Editori, e stime da Fumettologica.it), circa il 10% per cento del totale del mercato editoriale in senso generale (2 miliardi di euro, sempre nel 2016), ed è in costante crescita.

L’aver saputo trasformare quello che era tutto sommato un oggetto di consumo (il vecchio ‘albo’) in un raffinato veicolo emozionale, seducente e ammiccante, di fatto ormai anche e soprattutto un oggetto da collezione, ha creato le premesse per una vera e propria esplosione mondiale del settore (in Giappone si fatturano 4 miliardi di euro, negli USA 840 milioni, mentre i cugini francesi vendono ‘nuvole’ per quasi mezzo miliardo).

Ecco quindi un fiorire di eventi e festival che fungono da vetrina per le ‘piccole’ case editrici, che poi costituiscono la maggior parte del tessuto imprenditoriale di settore, e soprattutto quello più vitale, innovativo, creativo. Infatti il fumetto, a differenza dell’editoria ‘da leggere’ , gioca la sua attrattiva sull’innovazione – soprattutto grafica – per attirare il lettore e fidelizzarlo. Le storie infatti possono ripetersi, essere imitate e soprattutto si dimenticano, sono tipicamente un consumo “one shot”, mentre le immagini, la grafica, la coloritura, il dettaglio e il ‘taglio’ originali, non solo piacciono, ma si torna a guardarle con piacere, vengono ‘rilette’ sempre piacevolmente, dando così ragione dell’acquisto e della collezione: le quali sostengono questo mercato così vivace e prospero.

Passare un pomeriggio tra gli stands di ARF! è quindi occasione di buone memorie (per i più maturi) e di ‘aggiornamento’ (per i più giovani), ma è soprattutto per tutti il piacere della (ri)scoperta, della curiosità e – budget permettendo – di qualche buon acquisto.

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