Il collettivo The Worship The Ground ci offre una grande lezione sulla street art di nuova generazione

Il collettivo The Worship The Ground ci offre una grande lezione sulla street art di nuova generazione
© Worship The Ground

Worship The Ground, il nuovo collettivo londinese di street art, ha la particolarità di essere partecipativo. Questo gruppo di artisti percorre le strade di Londra e Bristol per rappresentare i messaggi che vengono loro inviati.

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© Worship The Ground

“No FaceTime, no Skype”. Damon, co-fondatore del collettivo artistico di strada, chiama dalla rete fissa. Come spesso nel campo della street art, l’anonimità regna sovrana. Si chiama Damon. Un indizio comunque: il suo tipico accento londinese tradisce le sue origini.

Completamente autodidatta, ha praticato per oltre 23 anni quello che viene chiamato “guerrilla marketing”. Si tratta di campagne pubblicitarie non convenzionali esposte (spesso illegalmente) in strada per scopi di marketing. Tre anni fa, Damon ha incontrato Chu, artista di strada delle Midlands e vicino a Maestro Banksy, al Festival di Glastonbury. Pochi mesi dopo, i due artisti decidono di fondare insieme Worship The Ground.

Risvegliare le coscienze attraverso la street art collaborativa

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Lo scambio fittizio tra Boris Johnson e Putin. (© Worship The Ground, tramite Instagram)

Armati delle loro bombolette spray e di stencil, gli artisti di strada di Worship The Ground si mettono al servizio della gente. Attraversano le strade di Londra e Bristol per dipingere i messaggi che le persone hanno inviato tramite il loro sito web.

“Volevamo utilizzare le stesse tecniche del guerrilla marketing e rendere l’ambiente urbano accessibile alle persone. Come artisti di strada cerchiamo sempre di essere divertenti dando tuttavia una visione politica e sociale. Messaggi seri ma non abbastanza seri da non esseri guardati “dice Damon.

Attraverso messaggi delocalizzati, il collettivo risveglia la coscienza comune. Recentemente, si è divertito a scrivere un messaggi odavanti all’ambasciata russa, indirizzato a Putin, ed uno di fronte alla casa di Boris Johnson, per riprodurre una conversazione fittizia e brillante tra i due uomini. Questi messaggi volevano denunciare il ruolo del Cremlino nell’omicidio di un ex agente russo residente nel Regno Unito.

Una lotta contro la mercificazione della street art

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© Worship The Ground

Usare lo spazio urbano in un modo anticonformista e spesso ribelle è un approccio che fa chiaramente parte del DNA della street art, il cui messaggio però, tende ad essere sempre più diluito nella massa della generazione “addicted” di Instagram. L’ascesa di Banksy, che ora ha più di 2 milioni di follower su Instagram, ha creato un effetto di estrema superficialità nella street art, che è diventata “Bankable”.

Come spiega Damon: “Dopo aver visto Bansky diventare popolare, gli artisti di oggi vogliono fare lo stesso e mettersi sotto i riflettori padroneggiando i social network: tenderanno a creare opere esclusivamente allo scopo di riempire il loro profilo di Instagram e avere il massimo delle visualizzazioni ma senza generare realmente un messaggio. I loro lavori sono molto commerciali “.

Worship The Ground vuole tornare alle origini stesse della street art e ridare significato all’esperienza dei graffiti. Come veri portavoce della generazione “connessa”, che non conosceva (o solo di rado) l’arte di strada prima dell’era di Internet, questo collettivo permette a tutti di far sentire la propria voce, attraverso i graffiti nelle strade di Londra.

Con questa forte consapevolezza politica e sociale, gli artisti del collettivo sostengono anche l’associazione The Calm Zone, che si è mobilitata contro il suicidio… Ma questo è un altro episodio…

FdA

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