Un’artista può fermare la costruzione di un gasdotto

Un’artista può fermare la costruzione di un gasdotto
Photo by Robin Boucher. keblog.it

Un’opera d’arte unica è stata installata in una foresta a Peekskill, New York.

L’artista ecologica Aviva Rahmani è stato contattata da un gruppo di attivisti che stavano cercando un modo per fermare la posa di un nuovo gasdotto sotto il fiume Hudson poco lontano da New York City.

“Quando ho visto le mappe della pipeline proposta, la prima cosa a cui ho pensato è stato il pentagramma”, ha detto Rahmani, ed è stato allora che le è venuta in mente un’idea: ha creato The Blued Trees Symphony e ha dipinto gli alberi come se fossero le note della melodia, rendendo così la sua opera d’arte non solo musicale ma anche visiva.

Aviva Rahmani
foto: ghostnets.com

Per opporsi a potenziali impatti ambientali come perdite di metano e contaminazione delle falde acquifere, Rahmani e un gruppo di attivisti hanno mirato a fermare la posa del gasdotto dichiarando che l’area in cui sarebbe stato posato il gasdotto era protetta da copyright poiché opera d’arte visiva e musicale.

Un’idea simile era stata messa in pratica, con successo, in Canada, quando un artista, Peter van Tiesenhausen aveva dichiarato che la sua terra, sotto la quale era prevista l’installazione di un gasdotto, era in realtà un pezzo d’arte protetta da copyright, impedendo così alle compagnie petrolifere di distruggere la sua terra.

Sfortunatamente questa volta , dopo una faticosa battaglia legale, Rahmani e i suoi compagni hanno perso la causa. Aviva Rahmani ha dichiarato: “Ero distrutta e onestamente per molto tempo così sconvolta per quello che avevano fatto che non ero sicura di quale sarebbe stata la mia mossa successiva.” Ma non tutto è perduto, secondo Aviva, “possono distruggere ogni traccia del progetto, ma le idee non possono essere uccise perché una volta che una nuova idea nasce, non viene mai persa”.

FdA

Aviva Rahmani ha iniziato la sua carriera come artista performativa, fondando l’American Ritual Theatre (1968-1971). Laureata al California Institute of the Arts e con un PhD conseguito presso l’Università di Plymouth(UK) , Rahmani ha presentato il suo approccio teorico al restauro ambientale ed esposto il suo lavoro transdisciplinare a livello internazionale, lavoro che è stato anche discusso e trattato in libri, saggi e in riviste d’arte come Art in America, Art News, The Huffington Post e Leonardo. “Trigger Points / Tipping Points”, precursore del lavoro “Gulf to Gulf”, è stato presentato in anteprima alla Biennale di Venezia del 2007. Nel 2002, il suo pionieristico progetto di azione comunitaria, “Blue Rocks”, ha contribuito a ripristinare le zone umide degradate a Vinalhaven Island, nel Maine. La “Blued Trees Symphony” (2015 – presente) ha ricevuto numerosi premi e riscontri a livello internazionale.

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