La mafia da noi non esiste, rinneghiamo solo il progresso… La Regione Abruzzo esclude le testate telematiche dalla ricezione dei comunicati stampa

di Jo Galete De Arilas

Non poche polemiche ha suscitato la deliberazione della Giunta regionale la quale stabilisce che al bando 2011 indetto dalla Regione stessa, in relazione alla possibilità da parte degli organi di informazione di poter usufruire della ricezione gratuita delle agenzie di stampa, non possano partecipare  giornali on line, testate web, testate giornalistiche diffuse a mezzo internet e per via telematica e giornali elettronici.

La deliberazione n.335, pubblicata sul Bura n.37 dell’8 giugno, è stata giustificata dal Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sulla base della constatazione di una bassa capacità finanziaria in relazione al capitolo di spesa riguardante il settore dell’informazione. Tuttavia, appare singolare che si sia voluta risolvere questa situazione escludendo dal bando – peraltro rivolto a creare un supporto alla trasmissione delle informazioni alle realtà editoriali minori, per le quali sarebbe eccessivamente oneroso l’accesso ad un collegamento di rete per l’acquisizione di informazioni – proprio le realtà che meglio rappresentano i destinatari del bando stesso, ovvero i giornali on-line.

Una decisione che, oltre ad essere contraddittoria con se stessa, si pone nettamente in contrasto con il principio della pluralità dell’informazione escludendo i siti web dai beneficiari delle chiavi di accesso alle agenzie di stampa, creando un grave pregiudizio all’attività giornalistica di questi giornali impedendo, di fatto, la pluralità dell’informazione.

In merito, il Presidente Chiodi ha dichiarato di volersi consultare al più presto con l’ordine dei giornalisti d’Abruzzo e il Corecom per trovare una soluzione all’esclusione di un’intera categoria giornalistica dalle chiavi di accesso alle Agenzie.

Mentre il Presidente dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, ha definito la delibera un “errore madornale”, in quanto i giornali on-line sono realtà vitali che “hanno tenuto alla crisi” in quanto gestiti da Cooperative e giovani – quindi a basso costo – peraltro “non difettando in informazione”.

Seppure – continua Pallotta – “E’ certamente vero che esistono testate web che lavorano solo grazie al copia e incolla delle agenzie. Non cambiano i titoli, non aggiungono nulla e non mettono la fonte, questa è una pessima abitudine, ed eticamente è scorretto.”- ribadisce che – “Questa esclusione è un vulnuns alla libertà di stampa, è necessario studiare un intervento”.

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