Chieti – un’atmosfera surriscaldata ha accompagnato l’incontro di Bomba con la Forest Oil

di Loris Tarli

La spinosa questione delle trivellazioni torna ad interessare il lago di Bomba – bisogna ricordare, infatti, che il lago era stato preso di mira dall’Eni tempo fa, la quale aveva però dovuto rinunciare ad installare le trivelle nel lago, considerato una zona idrogeologicamente fragile e già sottoposta a fenomeni di frane e di smottamenti nel tempo. Nel rapporto di V.I.A. dell’Eni veniva affermato, inoltre, che le emissioni sarebbero state superiori a quanto previsto dalle già larga legislazione italiana.

Il rapporto è stato sottoposto ad un’analisi dettagliata da parte della Forest Oil, la quale ha voluto comunque incontrare la cittadinanza di Bomba – nel comunicato con il quale la Forest Oil ha invitato la cittadinanza a partecipare all’incontro l’impianto di desolforazione da costruire in corrispondenza del lago è stato presentato come un impianto con un impatto nullo sul territorio e fonte di benefici per la città di Bomba a per l’intera Regione di Chieti.

In proposito la Prof Maria Rita D’Orsogna, docente presso l’Università degli studi di Teramo, impegnata nella lotta contro le trivelle insieme alla associazioni ambientaliste, ha dichiarato – “Noi, cittadini e associazioni indipendenti non ci crediamo e ricordiamo che il desolforatore della Forest Oil e’ semplicemente una variante del Centro Oli di Ortona”.

All’incontro con la cittadinanza per spiegare le  ragioni della costruzione di un impianto di estrazione di gas vicino alla diga del lago presente molta gente e i rappresentanti della multinazionale americana – questi ultimi hanno affrontato questioni tecniche, trovandosi però palesemente imbarazzati nel rispondere alle domande di Massimo Colonna e di altri membri del Comitato di partecipazione territoriale  che in questi 2 anni ha informato la popolazione del Sangro sui dettagli più nascosti del progetto “Monte Pallano”. Durante il dibattito è emerso che un impianto estrattivo simile a quello previsto per Bomba esiste già in Texas, ma nel deserto, a 500 miglia dall’abitazione più vicina.

Atmosfera surriscaldata quella che ha accompagnato l’incontro – non solo in sala, dove alcuni cittadini hanno fatto ingresso con mascherine sul viso, ma anche all’esterno mediante l’esposizione sulle balconate delle abitazioni di lenzuola  bianche. A criticare la Forest è stato anche il consigliere provinciale Pdl, F. M., il quale ribadisce l’opposizione della Provincia a progetti simili e prende le distanze dall’assessore all’ambiente E. C. che ha partecipato al viaggio.

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