Regione Abruzzo – La svolta socialista di Gianni Chiodi e dei suoi

di Loris Tarli

Un’altra riforma che va nella direzione della ristrutturazione, nell’intento di ridurre i costi – è questo lo scopo della riforma delle Ipab, le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e il loro conseguente riordino in Asp (Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona). Per capire davvero la portata di questo lavoro vi proponiamo alcuni numeri del riordino, Primo: dalle 110 Ipab esistenti si passa ad un massimo di 8 Asp (Azienda servizi alla persona). Secondo: dagli oltre 200 attuali componenti nei consigli di amministrazione a 20 membri complessivi. Terzo: da oltre 50 revisori dei conti a 12. “Un grande passo avanti”, con il merito di ridurre costi e poltrone: infatti dall’esercito composto dagli oltre 200 amministratori, revisori di conti e commissari, resteranno meno di 20 consiglieri di amministrazione.

“Da sottolineare, che è una nuova idea politica di assistenza sul territorio” – dicono assessori e presidente della regione. Si è penso soprattutto al potenziamento dei servizi alla persona, soprattutto degli anziani con le case di riposo e dei più piccoli con gli asili. Il senso vero di questa riforma, dunque, è l’aver messo a sistema il patrimonio di tutte le Ipab abruzzesi che va a concretizzare un’idea solidaristica tra tutti gli istituti. Le diverse case di cura, potranno fare riferimento ad un unico patrimonio della Asp in grado di migliorare l’offerta e i servizi. Un impegno concreto verso i più bisognosi e le fasce sociali più deboli.

L’elenco è lungo: si parte dalla riduzione degli Ato, e dei Confidi, per arrivare a quella delle Comunità montane e dei consorzi industriali – l’Abruzzo, ha dichiarato il Presidente della Regione, è stata tra le poche regioni a ridurre il numero dei dirigenti e soprattutto il compenso e le pensioni ai consiglieri regionali e il numero dei consorzi industriali.

La direzione politica presa è dettata da due motivi, cioè la crisi che sta logorando le istituzioni e l’alto debito da ripianare della sola regione Abruzzo – scelte prevedibili e inevitabili, dettate dall’esigenza di non sperperare più. Ma si sa, la realtà è più complessa della teoria! Ecco che si stanno e si sono manifestati ormai da tempo malcontenti tra i politici abruzzesi e persone a loro vicine, infatti gli imprenditori chiedono appalti e la società servizi a basso costo, ecco quindi che la politica dovrà fare una scelta tra “proletariato o borghesia”.

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