Tycoon

Tycoon: voce del verbo MAGA. Nella versione originale giapponese, non ancora colonizzata dal senso inglese-americano, taicun era un antico titolo derivato da Il libro dei mutamenti cinese, utilizzato in passato per i sovrani indipendenti privi di discendenza imperiale.
Oggi indica un magnate dell’economia, una persona che ha accumulato una grande ricchezza esercitando al tempo stesso un forte potere economico e spesso mediatico. Non basta essere molto ricchi per essere definiti tali: un tycoon è qualcuno che influenza mercati, orienta decisioni e costruisce un vero e proprio “impero” imprenditoriale.
Per questo motivo tycoon non è sinonimo di milionario o imprenditore qualunque. La parola contiene un’idea di centralità e dominio, spesso associata a figure pubbliche riconoscibili, capaci di trasformare il proprio nome in un marchio. Ma qual è la tradizione nascosta dietro questo termine così tanto utilizzato oggi?
Da dove nasce il termine
L’origine della parola è molto lontano dal mondo degli affari. Il significato letterale è “grande signore/principe” o “comandante supremo”. Nel periodo Edo, questa parola è stata utilizzata come titolo diplomatico per designare lo shōgun del Giappone nei rapporti con l’estero. Il nome ufficiale è Nihon-koku taikun (日本国大君 lett. “taicun del Giappone”).
Da taikun si è passati per estensione a tycoon per definire un magnate di uno o più settori industriali. Il termine entrò nella lingua inglese durante i primi contatti diplomatici tra Giappone e Occidente, quando venne adottato per descrivere una figura di autorità suprema.
Col passare del tempo, soprattutto negli Stati Uniti, tycoon perse la connotazione strettamente politica e assunse un significato figurato. Durante l’epoca dell’industrializzazione, in particolare, la parola cominciò a essere associata ai grandi protagonisti del capitalismo nascente, uomini capaci di concentrare enormi risorse economiche e di influenzare interi settori produttivi.
Perché oggi si parla di tycoon?
Oggi il termine viene spesso affiancato alla figura di Donald Trump, 47esimo presidente americano, con alle spalle una lunga carriera da imprenditore del mattone e non solo. E’ stato spesso definito real estate tycoon, la parola serve a sottolineare che la sua autorevolezza pubblica non nasce da una carriera istituzionale tradizionale, ma dalla ricchezza e dalla capacità di trasformarla in consenso e notorietà.
Da titolo di potere istituzionale, tycoon si è così trasformato in una definizione che unisce ricchezza, comando e capacità di incidere sulla società. Oggi usare questa parola significa riconoscere che, in alcune figure, il denaro non è solo uno strumento economico, ma diventa una leva diretta di influenza sociale e culturale.




