Hollande e Merkel: Grecia deve rimanere nell'Eurozona
La Grecia tornerà alle elezioni nel mese di giugno e le conseguenze si fanno sentire in borsa dove i maggiori titoli europei sono in calo e lo spread ( fra il Btp a 10 anni e il suo omologo Bund tedesco) raggiunge quota 471 punti.
La possibilità che la Grecia esca progressivamente dall'Eurozona e l'impossibilità momentanea di formare un nuovo governo hanno portato anche ad una flessione nello scambio dollaro/euro, secondo la Bce il cambio è arrivato 1,2843 euro per un dollaro.
L'Europa in pressing sulla Grecia
L'Europa continua ad esercitare pressione su Atene, nel tentativo di imprimere una spinta determinante per l'avvento di un nuovo governo in grado di rispettare gli obblighi comunitari. Nella giornata odierna, la Commissione europea, i vertici tedeschi e la Banca centrale europea hanno inviato segnali chiari e precisi alla Grecia, ipotizzando gli effetti e le conseguenze di un'uscita dall'euro che sembra uno spauracchio sempre meno improbabile. Tutto questo in attesa di sapere cosa proporranno e decideranno i ministri delle Finanze dell'eurozona all'incontro previsto lunedì a Bruxelles.
Crisi, Barroso e Monti: investimenti e rigore
La crisi in cui sta sprofondando la Spagna, insieme all'esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, hanno acceso il dibattito europeo sull'esigenza di sostenere l'economia del Vecchio Continente, per evitare un acutizzarsi delle tensioni sociali. Mentre il presidente della Bce Mario Draghi sostiene la necessità di una politica per la crescita, avallata anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel, si sta facendo largo in maniera sempre più seria l'ipotesi di investimenti mirati.
La Commissione dice no alla nazionalizzazione dell'Argentina
La Commissione europea ha risposto negativamente alla questione petrolifera riguardante la nazionalizzazione della Ypf, compagnia controllata per il 57,4% dalla società spagnola Repsol. "Dobbiamo proteggere gli investimenti all'estero dei nostri paesi membri", questa la risposta della Commissione.
Un portavoce del presidente Barroso rende noto che ''al momento non c'è alcun contatto diretto tra il presidente della Commissione europea e le autorità argentine". Tuttavia, lo stesso portavoce ha fatto sapere che "la Commissione, attraverso al delegazione Ue in Argentina, ha espresso le proprie preoccupazioni'' per la situazione che si sta prospettando.
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