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Polemiche per il cachet d’oro al supermollegiato Celentano a Sanremo

Dopo un tira e molla durato parecchie settimane, tenendo  tutti in trepidazione, ecco arrivare la bella notizia: Celentano sarà Sanremo. Ma la bella notizia è stata subito offuscata e trasformata una brutta notizia, quando si è saputo che l’accordo  prevede per la Rai l’esborso di  300 mila euro a puntata, per un massimo cumulabile fino a 750 mila euro.

Ancora nulla di ufficiale, ma  a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto dovuti alla messa a punto delle condizioni contrattuali, nelle quali Adriano aveva preteso la completa libertà editoriale sugli argomenti affrontati, che invece è stata vincolata al codice etico, assicurando l’esclusione di interruzioni pubblicitarie durante il primo intervento. Comunque l’annuncio definitivo arriverà alla conferenza di presentazione del festival.

Ma la questione ha suscitato, giustamente,  un grosso polverone ed è passato in secondo piano sapere cosa farà o non farà Celentano a Sanremo. Dato il tanto decantato impegno sociale del super molleggiato, ci si sarebbe aspettato un compenso simbolico e perchè no perfino gratuito. Questa è la dimostrazione del fatto che davanti al denaro non si guarda in faccia nessuno e siamo tutti uguali, nonostante proclamiamo presunte sensibilità.

Ma vi pare che mentre l’Italia si trova  sull’orlo del baratro, in un momento in cui vengono richiesti sacrifici e rigore, la Rai riconoscerà un cachet da nababbo ad Adriano Celentano per la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Un vero è proprio schiaffo morale alle migliaia di famiglie in difficoltà e che stentano ad arrivare a fine mese, oppure a quelle migliaia di disocuupati o che stanno per diventare tali.

Certo si obietterà è il mercato, infatti questi sono state le tesi sostenute da Lorenza Lei, direttore generale della Rai, alla commissione di Vigilanza, dicendo: “Riconoscere un compenso così alto per Celentano è una libera scelta di cui risponde il dg, prima del direttore di Rai1 e del festival. Inutile parlare di concorrenza: chi si contendeva la presenza del Molleggiato? Non credo Mediaset, La7 o Sky”. Tanti anchi i dissensi nel mondo politico, da Roberto Rao, alla senatrice Adriana Poli Bortone, che propone addirittura “uno sciopero della tv appena Celentano compare sul palco di Sanremo”. Ma anche Marco Carra del Pd, lo definisce un “compenso sproporzionato e immorale”, ed ha subito avanzato un’interrogazione ai ministri Monti e Passera chiedendo: “quali strumenti siano a disposizione dell’esecutivo per evitare, nel rispetto dell’autonomia gestionale della Rai, compensi eccessivamente elevati”.

Certo Sanremo è Sanremo e le polemiche hanno sempre accompagnato il festival della Canzone Italiana,  ma per questa edizione data la precarietà economica, ci si aspettava un po’ di buon senso in più. Ora saranno gli italiani  a valutare e decidere di conseguenza se seguire le canzoni o ascoltare i monologhi di Celentano, dando in tal modo la sua approvazione o il dissenso ad una scelta a cui difficilmente seguirà un dietro front della Rai.

Sebastiano Di Mauro

31 gennaio 2012

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