Social Media Strategies – Intervista a Cosmano Lombardo: “Verso l’utilizzo consapevole dei social”

Social Media Strategies – Intervista a  Cosmano Lombardo: “Verso l’utilizzo consapevole dei social”

Abbiamo intervistato Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group, chairman del Web Marketing Festival e dell’imminente Social Media Strategies, ecco cosa ci ha raccontato.

Search On Media Group dal 2007 organizza eventi di formazione e networking per tutti i professionisti (e non) del settore del Digitale e del Digital Marketing. È per tantissimi addetti ai lavori un esempio da seguire e lo è, soprattutto, per i molti brand che segue come Social Media Manager.

Ed è proprio da questa mattina che si apriranno le porte sulla 5° edizione del Social Media Strategies, in programma l’8 e il 9 novembre al Palacongressi di Rimini. Un evento già sold out che seguiremo in veste di media partner.

Cosmano Lombardo è Founder e CEO di Search On Media group insieme ad Andrea Pernici e Giorgio Taverniti.

Abbiamo intervistato Cosmano Lombardo per conoscere più da vicino il suo lavoro e molte sfaccettature del mondo dei social, sempre più presente in ogni settore ed in continuo sviluppo.

Siamo all’apertura del Social Media Strategies, evento realizzato da Search On Media Group – azienda organizzatrice di numerosi appuntamenti rilevanti in campo digitale e che dal 2007 ad oggi ha contribuito alla formazione di oltre 200.000 persone in Italia – di cui sei Founder e CEO: se dovessi riassumere questi 5 anni di evento in poche parole come li definiresti?
Sicuramente una maggiore consapevolezza da parte delle aziende, sia piccole e grandi, hanno iniziato soprattutto in modo più corretto e finalmente ad accoglierli ed utilizzarli. Al di là dell’aspetto aziendale ed imprenditoriale ho visto sviluppare un’utilizzo più consapevole dei social.

Tutti hanno appoggiato i social per qualsiasi cosa, ma recentemente si utilizzano in maniera più responsabile.
Ci sono due trend: uno orientato alle aziende e uno più personale.

Più consapevole in che senso?
Da un utilizzo pienamente consapevole siamo ancora lontani, ma la gente inizia a porsi delle domande su questo utilizzo consapevole. Ad oggi si continua ad utilizzarli per comunicare TUTTO quello che accade. Invece sarebbe bene capire che sono uno strumento al servizio dell’uomo.

Per utilizzo consapevole mi riferisco a porsi il dubbio su quanto e in quali momenti utilizzarli.

Oggi si comunica un po’ in stile grande fratello, invece usare in modo consapevole significa comunicarlo in modo corretto! Queste “piccole” accortezze potrebbe farci riscoprire la bellezza di un momento intimo.

E per le aziende?

Dal punto di vista delle aziende, recentemente hanno compreso che bisogna studiare i propri valori e comunicarli attraverso i social.   Su questo punto di vista si è fatto un passo avanti perché oltre all’utilizzo scorretto c’era chi non voleva proprio sentirne parlarne.

C’è anche il caso delle aziende no-profit,  inizialmente non comunicavano nulla sui social e da quando hanno iniziato a farlo stanno scoprendo l’importanza di comunicare i propri valori e solo successivamente fare digital fundraising. Un utilizzo corretto dei social può essere uno strumento ottimo per l’ottima riuscita di una campagna di fundraising.

Targetizzazione e contenuti potrebbero essere i grandi pilastri dei Social, dovessi aggiungerne uno: quale? 

Ritorniamo sempre allo studio dei valori del brand che si vuole andare a veicolare. Spesso si targettizza, si producono dei contenuti senza studiare i valori del brand e senza individuare davvero chi è interessato.

Ti faccio un esempio: il mondo delle radio, tendono a produrre contenuti solo perché questi contenuti vanno e il target li apprezza ma senza tenere in considerazione lo studio dei propri valori. Questo è un aspetto che va assolutamente tenuta in considerazione.

Quindi andando anche “contro” il contenuto che può essere virale?

Assolutamente, altrimenti si perde lo spirito del lavoro. Oggi si pensa che tutti devono parlare di tutto, semplicemente perché è un argomento che va.

Oggi c’è il caso dell’indipendenza catalana e tutti iniziano a parlarne e vediamo brand che non hanno niente a che fare con queste questioni parlarne solo per una questione puramente commerciale. Secondo me non va fatto.

Comunicare bene i propri valori con 2000 persone invece di “accontentarne” 100.000?

Esatto, diciamo che alla fine della fiera quando dovrai tirar giù il risultato e hai giocato troppo di viralità che non ti rappresenta il ritorno che hai può essere controproducente. Ritorno sulle radio, il tuo contenuto è andato virale e poi non ti ascolta nessuno, non hai un risultato vero e intanto sei andato anche contro i tuoi valori.

Non è la viralità che ottieni ma il risultato.

I contenuti pubblicati devono sempre sposare la mission e il progetto che si sta seguendo e poi lì sicuramente avrai un ritorno.

IL CASO CHE VEDREMO A SOCIAL MEDIA STRATEGIES
A Social Media Strategies ci sarà un intervento di Federica Angeli, una giornalista che ha iniziato ad utlizzare i social per trattare il tema della legalità e lo scoop di mafia capitale.

In quel caso non è stato tanto il retwitt e la viralità, ma è stata capace di portare all’attenzione dei casi sconosciuti e mettere in prigione delle persone!

Cosa misuriamo in questo caso? 

È un tema molto delicato e che coinvolge delle persone, non avrà preso  migliaia di like ma grazie all’utilizzo dei social è riuscita nel suo intento.
E ti ho preso un caso che non è aziendale ed è staccato da ogni logica di marketing.

Lo scoprirete nel dettaglio al Social Media Strategies.

Le conoscenze di un social media manager, oltre gli algoritmi che sono alla base e fino in fondo non riusciremo a conoscerli mai: 

Sicuramente una conoscenza sul mondo della comunicazione e sul marketing, dopodiché è sempre più importante utilizzare strumenti di grafica e video editing.
Conoscenza degli analytics, poiché l’evoluzione dei social è importante se riesci a tracciare i risultati.
Conoscenza sull’advertising e delle piattaforme che ottimizzano la tua presenza sui social.

Hai di recente dichiarato che questo è stato l’anno dei video. Video, video e video: quadrati, verticali, orizzontali… pensi che prima o poi ci sarà un cambio di rotta? Anche tenendo conto della bassissima attenzione degli utenti.

Guarda è un tema molto particolare.
Facebook ha seguito il trend dei video e quindi tutti hanno iniziato a fare video, apri FB e te ne accorgi.
Sicuramente si andrà a perfezionare in termini di algoritmo, dopodiché io spero che ci sia una revisione di questo trend perché spesso vedi video di qualsiasi tipo pur di fare video.
Non abbiamo idea di ciò che farà Facebook, ma una cosa che penso è non seguire in che modo può evolversi Facebook perché loro si muovono in base al nostro comportamento, quindi se riuscissimo ad essere più ponderati nella produzione di video sicuramente daremmo delle indicazioni migliori per sviluppare al meglio la piattaforma.

Noi siamo un giornale web e il mondo dell’informazione negli anni è cambiato radicalmente. Per quanto riguarda la diffusione delle notizie: il social media manager può essere “l’ufficio stampa” del futuro?

Assolutamente, è già così! Molti quotidiani hanno impiegato un po’ di tempo per comprenderlo. Al social media strategies ci sarà una sala dedicata e la possibilità di avere crediti formativi tramite un accordo con Primopiano, testimonianza del fatto che il mondo giornalistico ha preso conoscenza dell’aspetto social.

Per quanto riguarda l’aspetto ufficio stampa, ormai i social devono essere visti come una parte dell’ufficio stampa e viceversa, sempre di più sarà così.

Un esempio di brand e pagine Facebook performanti. 

Potrei tirarti fuori i casi di Ceres e Taffo, ma non voglio parlarti di pagine a cui noi facciamo consulenza e darti un esempio diverso.

Vorrei parlarti della Comunità San Patrignano, loro  hanno visto dei risultati molto interessanti. Sono un esempio virtuoso, veicolano i loro valori, comunicano la comunità anche offline e riescono a sensibilizzare al tema dell’indipendenza.

Loro hanno il giusto equilibrio di tutto.

Chiudiamo in apertura del Social Media Strategies, come il SMS darà gli strumenti per affrontare il nuovo anno?

In primis c’è questa attività con tutto il team del WFM con un job placement, i social media manager che stanno cercando occupazione e le aziende che lo cercano potranno incontrarsi in quest’area e fare dei colloqui. Questo credo che sia un modo per dare ad un SMM la possibilità di creare lavoro.

Per quanto riguarda gli strumenti ce ne saranno per tutti, per le “nuove leve” fino ai professionisti più esperti.

Per il nuovo anno la parte visual rimarrà la parte su cui bisognerà concentrarsi e in più la parte dei Messenger Bot che sicuramente avranno un ruolo importante nei prossimi mesi.

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