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L’Inter non si distrae, Sampdoria battuta 3-2

Sotto una fitta pioggia e una gelida brezza va in scena a San Siro Inter-Sampdoria, gara valida per la decima giornata del campionato di calcio di Serie A. L’obiettivo della squadra nerazzurra è vincere per poter restare in scia alla Juve capolista in vista dello scontro diretto di sabato. Stramaccioni rinuncia al turn over e sceglie un modulo di gioco inedito, il 4-3-3, affidandosi in attacco al trio Cassano-Palacio-Milito.
Gargano, Mudingayi e Guarin formano una diga a centrocampo a protezione della difesa formata da Samuel e Ranocchia, con Zanetti e Pereira sugli esterni. A difendere i pali è il solito Handanovic.
Rinuncia al tridente invece l’allenatore della Sampdoria, Ciro Ferrara, che si affida all’unica punta di ruolo Eder, con Maxi Lopez relegato in panchina.

L’Inter inizia subito a fare la partita. La Sampdoria contiene e prova a ripartire in contropiede. Il primo tiro della gara si registra al minuto numero 10 ed è a tinte nerazzurre: Palacio, imbeccato da Milito al limite dell’area, conclude alto sopra la traversa da posizione favorevole. Al 13′ Berardi rischia di sorprendere Handanovic con un tiro-cross che assume una traiettoria strana e beffarda. Ferrara per questa partita si è imbottito di centrocampisti e difensori, ma la sua scelta per ora non sta garantendo la sicurezza sperata. Milito, al minuto numero 15, porta a spasso la difesa blucerchiata e fa partire un rasoterra centrale, che Romero blocca senza grossi problemi. Due minuti più tardi l’Inter sfiora di nuovo il vantaggio, questa volta con Samuel, che stacca benissimo di testa su un calcio di punizione dalla sinistra di Pereira e sfiora la traversa.
Al 20′, però, la difesa dell’Inter paga a caro prezzo la sua prima disattenzione della gara: Ranocchia, temendo una presenza avversaria alle sue spalle che invece non c’è, colpisce goffamente una palla destinata sul fondo, facendosela carambolare addosso e apparecchiando una ghiotta occasione da gol per l’accorrente Munari, che da due passi non sbaglia e fa 1-0.
L’Inter, dunque, è costretta a giocare in salita una partita che invece dava l’impressione di poter controllare in maniera agevole, quanto meno nel gioco. Basterebbe poco alla squadra nerazzurra per affondare il coltello nella difesa blucerchiata, sembrata molle e fiacca in questo primo tempo. Al 33′ Pereira entra in area dalla sinistra e lascia partire una botta secca, a cui Romero si oppone alla grande; sul prosieguo dell’azione, la palla finisce tra i piedi di Guarin che, da ottima posizione, spreca tutto concludendo a lato della porta sampdoriana..
L’Inter prova a spingere nel finale di tempo con Milito e Cassano, ma non riesce a trovare il gol del pareggio. La prima frazione di gioco, dunque, termina sul punteggio di 1-0 per la squadra genovese.

Al rientro in campo Stramaccioni decide di operare subito un cambio, sostituendo Mudingayi con Cambiasso. Al minuto numero 51 cambia la partita: Milito viene atterrato da Costa in piena area di rigore e per l’arbitro è fallo da ultimo uomo, rigore ed espulsione. Dal dischetto il Principe non sbaglia e porta i suoi sull’1 a 1. La Sampdoria accusa il colpo e, complice anche l’inferiorità numerica, non riesce più a venire fuori dalla propria metà campo.
Al 60′ Milito dribbla in area il suo marcatore e fa partire una sassata tremenda che si stampa contro il palo. Tre minuti più tardi i nerazzurri sfiorano di nuovo il gol, questa volta con Palacio, che da dentro l’area gira male di testa un cross proveniente dalla destra. La squadra milanese ha gioco facile e al 68′ passa in vantaggio: Cassano approfitta di un passaggio corto degli avversari per partire in contropiede e servire in area Palacio che, con un preciso rasoterra di destro a incrociare, non lascia scampo a Romero. L’Inter sfrutta quindi al meglio gli spazi che la Sampdoria è inevitabilmente costretta a concedere.
Dopo il vantaggio i nerazzurri hanno vita facile nel controllare una gara che si era messa male nel primo tempo.
Al 79′ Cassano scheggia la traversa su calcio di punizione dal limite, ma è solo il preludio al gol che arriva dopo appena due minuti con Guarin, abile a sfondare in area e a bucare la rete con un potente tiro di destro.
Agli uomini allenati da Stramaccioni ormai non resta che controllare la gara e aspettare il triplice fischio.
Al 94′, però, c’è inaspettata gloria anche per Eder, che penetra in aria sfruttando un uno-due con Maxi Lopez e sigla il gol del definitivo 3-2 con un rasoterra che passa sotto le gambe di Handanovic. Ma ormai è troppo tardi e non cambia la sostanza della gara.
L’Inter batte la Sampdoria e si avvicina nel migliore dei modi al derby d’Italia di sabato, che ci dirà se davvero la squadra nerazzurra può ambire a giocare il ruolo di anti-Juve.

 

Giuseppe Ferrara (inviato al Meazza)

31 ottobre 2012

 

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