GP del Giappone: Hamilton ipoteca il mondiale, Vettel ritirato

GP del Giappone: Hamilton ipoteca il mondiale, Vettel ritirato

Ottava vittoria stagionale e altri venticinque punti guadagnati su Vettel. Con la vittoria in Giappone Lewis Hamilton mette una grande ipoteca sul titolo mondiale 2017. Durante le qualifiche aveva conquistato l’ennesima pole position davanti al rivale diretto, il quale confidava nel passo gara della Ferrari e nelle temperature più alte per la domenica. Ci si aspettava il gran duello su una delle piste più difficili del campionato, un duello che purtroppo non ha avuto luogo. Subito dopo il via la Rossa di Sebastian Vettel ha iniziato ad essere superata da Verstappen e poi da tutti gli altri. Alla fine del primo giro il tedesco era già settimo. Qualcosa non andava e alla fine del secondo giro La Ferrari numero cinque è rientrata ai box per ritirarsi. Pare che a cedere sia stata una candela, il classico guasto cretino da pochi euro. Pochi euro che però possono costarti il mondiale.  A salire sul podio dietro all’inglese sono quindi stati i due alfieri della Red Bull, Max Verstappen e Daniel Ricciardo. L’olandese ha provato a impensierire fino all’ultimo Lewis, al punto da arrivare a un secondo di distacco, ma senza successo. L’australiano invece ha conquistato il suo nono podio stagionale, mettendo in cassaforte il quarto posto in classifica piloti, mentre il quarto posto in gara è andato a Valtteri Bottas, autore di una gara un po’ anonima e sacrificato dal suo team per proteggere Hamilton dall’arrembante Verstappen. Per quanto riguarda la Ferrari, oggi a portare i punti è stato solamente Kimi Raikkonen, autore di un incidente nelle prove libere che lo ha costretto a cambiare il cambio e a partire dall’undicesima posizione. Il finlandese è stato protagonista di una buona rimonta dopo un errore nelle fasi iniziali che gli ha fatto perdere qualche posizione ed è stato autore di diversi sorpassi, tra i quali quelli ai danni del duo della Force India, Ocon e Perez, che concluso alle sue spalle. La prestazione di Raikkonen ha dimostrato una Ferrari in ottima forma dal punto di vista prestazionale e del passo gara. Senza il problema alla candela, Vettel sarebbe stato senz’altro in grado di giocarsi alla pari la vittoria con Hamilton. Con il ritiro di oggi il distacco in classifica è ancora più grande e potrebbe aumentare ancora con ulteriori vittorie di Hamilton. L’inglese fino ad ora non si è mai ritirato e sta proprio qui il segreto del suo vantaggio in classifica. La Ferrari ha guidato il mondiale fino ad agosto, poi ha perso la leadership a Monza di pochi punti ma i guai sono arrivati esattamente dopo la gara di casa e, osiamo dire, addirittura dopo Singapore. Si, perché l’incidente di Singapore è stata la variabile impazzita nei calcoli della Ferrari, un incidente dovuto molto al caso e quindi imprevedibile. Ciò che non era imprevedibile è stata invece la mancanza di affidabilità. A Singapore la Ferrari aveva stupito tutti per la performance in qualifica, vanificata poi, come abbiamo già detto, dall’incidente. Anche in Malesia la prestazione della Ferrari era stata sorprendente e qui sono sorti i problemi: rottura del turbo per Vettel in prova e per Raikkonen in gara, che addirittura non parte. Ora, a Suzuka, la rottura di una candela. Sembra che nella ricerca della prestazione, ne abbia risentito l’affidabilità della vettura proprio nel momento clou. Quello della ricerca della prestazione col rischio di compromettere l’affidabilità è sempre un rischio calcolato, il classico rischio dalla coperta troppo corta da una parte. Siamo felici però di vedere che la Ferrari ha scelto il rischio, perché senza rischiare nelle corse è sicuro che non si vince, mettendo in campo la vettura più veloce degli ultimi nove anni e guidando il mondiale dalla prima gara fino ad agosto . In Malesia, senza i problemi al turbo, probabilmente la Ferrari avrebbe dominato con una doppietta e con Hamilton fuori dal podio, mentre in Giappone, avrebbe comunque potuto giocarsela fino all’ultimo. Mancano ancora quattro gare alla fine e la storia ci insegna che ancora tutto può succedere, soprattutto se la velocità della vettura si confermerà quella delle ultime gare, purchè esse siano portate a termine.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Verstappen (Red Bull)
  3. Ricciardo (Red Bull)
  4. Bottas (Mercedes)
  5. Raikkonen (Ferrari)
  6. Ocon (Force India)
  7. Perez (Force India)
  8. Magnussen (Haas)
  9. Grosjean (Haas)
  10. Massa (Williams)
  11. Alonso (Mclaren-Honda)
  12. Palmer (Renault)
  13. Gasly (Toro Rosso)
  14. Vandoorne (Mclaren-Honda)
  15. Wehrlein (Sauber)
  16. Stroll (Williams) ritirato, cerchio ruota
  17. Hulkenberg (Renault) ritirato, DRS
  18. Ericsson (Sauber) ritirato, fuoripista
  19. Vettel (Ferrari), ritirato, candela
  20. Sainz (Toro Rosso) ritirato, fuoripista

Alessandro Cristiano

9/10/2017

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