GP d’Ungheria: doppietta Ferrari all’ultimo respiro

GP d’Ungheria: doppietta Ferrari all’ultimo respiro

Sono tornate. Dopo quattro gare a subire le Mercedes e anche un po’ di sfortuna come a Silverstone, le Rosse oggi sono tornate entrambe in cima al podio. Già dalle prove del venerdì si era visto che le Ferrari avevano un passo nettamente superiore agli altri. Il sabato è stata una conferma, con la pole di Vettel seguita dal secondo posto di Raikkonen davanti alle Mercedes di Bottas e Hamilton. Al via Vettel è scatta benissimo, con Raikkonen a coprire il suo capitano mentre dietro Verstappen supera Hamilton e colpisce la Red Bull gemella di Ricciardo bucandogli il radiatore e costringendolo al ritiro. Una manovra che ha infastidito molto l’australiano e che ha fatto beccare all’olandese dieci secondi di penalità durante il pit stop. Intanto davanti le Rosse prendono il largo, con Vettel e Raikkonen che costruiscono un vantaggio di sei secondi sulla Mercedes di Bottas, incapace di mantenere il ritmo. Sembrerebbe una cavalcata trionfale per le Ferrari, con un ritmo superiore su una pista che non agevola i sorpassi, ma poco prima di metà gara Vettel inizia a lamentarsi che la sua vettura tira a destra sul rettilineo. Il tedesco è costretto a girare il volante a sinistra più o meno di trenta gradi per procedere diritto ed inizia a rallentare il passo e ad evitare i cordoli. In queste condizioni anche le traiettorie nelle curve ne risentono e la pressione su Seb per mantenere la posizione è altissima. Raikkonen arriva nel frattempo negli scarichi del compagno di squadra, nota che è troppo lento e chiede il permesso dal muretto per sorpassarlo. Il muretto temporeggia, ha paura che se Raikkonen passa la garà sarà si vinta ma un Vettel in quelle condizioni sarà un boccone troppo facile per le Mercedes e la testa del campionato sarà persa. Kimi rallenta, si adegua al ritmo del compagno ma di conseguenza le Mercedes recuperano e gli arrivano a un secondo. Iceman si lamenta, si arrabbia, mette in guardia la squadra che il rischio è troppo alto e non vuole diventare un boccone per le Frecce d’Argento a causa di un problema tecnico del compagno quando la sua vettura funziona alla perfezione e stravincerebbe, ma dal muretto l’ordine è il seguente:  tieni dietro le Mercedes, costi quel che costi. Dietro Bottas è pressato da Hamilton che ormai gli è attaccato e più veloce. Dal box Mercedes arriva l’ordine di scuderia: Bottas fa passare Hamilton, il quale ha cinque giri di tempo per sorpassare Raikkonen, poi dovrà rendere la posizione al finlandese. Mancano ancora una ventina di giri, un’eternità, una tortura per Vettel e Raikkonen. Seb evita i cordoli, ha paura di un cedimento delle gomme improvviso come a Silverstone, ogni tanto spinge quel tanto che basta ma i suoi tempi sono alti, è sottoposto ad una pressione pazzesca e continua. Hamilton intanto arriva a mezzo secondo da Raikkonen, apre il DRS sul rettilineo, si avvicina tantissimo ma Kimi resiste. La tensione è alle stelle, va avanti così per venti giri. Ci sono i doppiati in mezzo, che sarebbero un’opportunità per Lewis ma Seb e Kimi li sorpassano sempre con decisione e senza incertezze, consapevoli che una minima sbavatura costerebbe la vittoria.  Hamilton supera i cinque giri di tempo che diventano quindici, vuole provarci, spera che Raikkonen commetta un errore ma l’errore non arriva e il tortuoso circuito ungherese aiuta le Rosse con i suoi pochi punti di sorpasso. La vittoria è appesa alla strenua resistenza di Raikkonen, che con una gara capolavoro e un grande spirito di sacrificio protegge il suo capitano fino a quando arriva la bandiera a scacchi. È vittoria, è doppietta, la seconda dopo Montecarlo. Dietro, Hamilton restituisce la posizione a Bottas che completa il podio. A seguire Verstappen e un grandissimo Alonso, autore di un sorpasso mozzafiato su Sainz e un sesto posto che per la Mclaren di oggi vale oro. Prima del podio arriva la pacca che Vettel sbatte sulla mano di Raikkonen, sa che deve la vittoria non solo a se stesso ma anche al compagno che lo ha messo al sicuro con un perfetto gioco di squadra. La riconferma per il 2018, secondo fonti non confermate, pare cosa fatta per i due piloti. Il vantaggio in classifica passa da uno a quattordici punti, non molti ma abbastanza per respirare e andare in vacanza tranquilli prima di tornare al lavoro in Belgio tra quattro settimane.

Ordine d’arrivo:

  1. Vettel (Ferrari)
  2. Raikkonen (Ferrari)
  3. Bottas (Mercedes)
  4. Hamilton (Mercedes)
  5. Verstappen (Red Bull)
  6. Alonso (Mclaren-Honda)
  7. Sainz (Toro rosso)
  8. Perez (Force India)
  9. Ocon (Force India)
  10. Vandoorne (Mclaren-Honda)
  11. Kvyat (Toro Rosso)
  12. Palmer (Renault)
  13. Magnussen (Haas)
  14. Stroll (Williams)
  15. Wehrlein (Sauber)
  16. Ericsson (Sauber)
  17. Hulkenberg (Renault) ritirato, freni
  18. Di Resta (Williams) ritirato, perdita d’olio
  19. Grosjean (Haas) ritirato, dado ruota
  20. Ricciardo (Red Bull) ritirato, incidente

Nota: Felipe Massa non ha partecipato alla gara a causa di problemi di salute. Il brasiliano è stato infatti colto da labirintite nella mattinata di domenica. La Williams ha quindi schierato al suo posto lo scozzese Paul Di Resta.

Alessandro Cristiano

30/07/2017

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