Veronica Lake, antesignana del peekaboo style

Veronica Lake, antesignana del peekaboo style
veronika lake – Foto: oggi.it

Leggerezza dell’essere donna. Sono le piacevolezze della moda nell’effimera girandola degli stili che connotano la donna di tutti i tempi e in particolare la donna d’oggi nella consapevolezza di dover essere non più solo oggetto di desiderio.

Aprire l’anno con un argomento modaiolo, che oltretutto mette in primo piano l’importanza dell’essere donna, è anche un modo per esorcizzare i tempi difficili e alleggerire l’atmosfera. E le donne ne sono attrici consumate. Ecco marciare un esercito di bionde e brune, rosse e castane, giovani e attempatelle, indistintamente fedeli alla tendenza del “peek-a-boo”. Ma non tutte sono al corrente dell’origine di tale moda, specialmente le teenager che si affidano al loro giovane apprendista parrucchiere della boutique sotto casa. E’ infatti convinzione comune che la cosiddetta pettinata “a schiaffo” sia stata inventata dal creatore di Jessica Rabbit, la procace moglie di Roger Rabbit nel film d’animazione di fine anni ’80.

In realtà, il peekaboo va fatto risalire all’attrice statunitense Veronica Lake, la quale, benché scomparsa all’età di 51 anni (1922-1973), continua a rivivere a distanza di quarant’anni imponendo quella pettinatura che le copriva interamente un occhio. Quella sua onda fataleggiante – va subito chiarito – fu il modo più pratico per nascondere l’occhio destro affetto da un lieve strabismo. Ciò nonostante, il suo fascino e la sua bellezza ne fecero l’attrice d’oltreoceano che negli anni ’40 e ’50 decretò la fortuna della Paramount in una serie di film di grande successo in coppia con l’altrettanto fascinoso attore inglese Alan Ladd. Questo fu scelto dalla casa cinematografica per la bassa statura che ben si adeguava alla Lake alta soltanto 1,50, una Venere tascabile.

L’etimo del “peekaboo” nasce in definitiva dall’inglese “cucù”, il vecchio gioco dei bambini che “fanno capolino” nascondendo gli occhi con le mani ( o “capoccella” in dialetto ), per poi uscire allo scoperto e fare “bubussettete”.

peekaboo
Capelli corti alla peekaboo – foto : guida salute.it

E’ il giochino  infantile che tutti ci ha divertiti da bambini, applicato a uno stile di pettinatura che, peraltro, non va abusato nell’arco di una giornata  per non sforzare a lungo l’occhio rimasto scoperto. Chiedetelo a un oculista e ve lo dirà.  La stessa Veronica Lake non sempre appare nelle foto  col peekaboo,  pur se ben altre preoccupazioni la affliggevano per una forma di schizofrenia diagnosticata in età adolescenziale che la costringeva continuamente sul lettino dello psicoanalista. Ciò non le impedì tuttavia di perseguire i suoi successi professionali e privati, collezionando  ben tre mariti  con quattro figli all’attivo. Quando però la Paramount rescisse il suo contratto, imboccò la strada dell’alcool che la condusse fatalmente a un irreversibile  stadio di cirrosi epatica.

Questa in sintesi l’articolata e breve esistenza di Veronica Lake, icona del  “peekaboo bang”, una tendenza che negli anni 2000 ha imboccato vari settori dell’abbigliamento femminile,  borse, scarpe, abiti e accessori, dove i mercati  del consumismo si tuffano a piene mani.

Moda che restituisce il vintage  trasformandolo nelle forme e nelle nuance  più astruse dei colori, sia nei capelli che nei tessuti e nei materiali,  moda che copre e scopre il corpo femminile là dove vuole, nei punti nevralgici,  per attirare e respingere,  con un “sì” o  con un “no”, creando nuovi simboli del femminino che sembra chiaramente scegliere  la sua autonomia.  E’ la donna che vuole liberarsi dal giogo di un maschio oppressivo e violento, quello dallo “schiaffo” facile. E’ la stessa donna che combatte contro la piaga dei “femminicidi” , anche andando  dal parrucchiere a farsi l’onda davanti agli occhi,  anche  scendendo in piazza con le fiammanti scarpette rosse.

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