Virginia Raggi onirica colf di Roma Caput… Munditiae

Virginia Raggi onirica colf di Roma Caput… Munditiae
Virginia Raggi – foto: il blogdellestelle.it

Stanotte abbiamo fatto un breve sogno piuttosto singolare, un sogno vero, non inventato per fare il pezzo, di quei sogni che prendono a prestito le esperienze quotidiane pescate a caso nel bussolotto dell’inconscio e fatte rivivere nelle nostre ore notturne. Dunque nel sogno suonavano alla porta di casa e andavamo ad aprire. Si trattava di una giovane donna, alla quale non sapevamo dare un nome, ma la cui fisionomia ci appariva stranamente familiare. E sapete chi era quella donna? Non ci crederete, ma era Virginia Raggi. Le chiedemmo il motivo della visita e lei rispose: “Sono venuta per quel posto di donna delle pulizie” (sic!).

Qui il sogno si è interrotto andando in dissolvenza… e ci siamo svegliati pervasi da una certa ilarità, dal momento che non servono né Freud né Jung per offrire al sogno un’interpretazione chiaramente bivalente. Vero è che stavamo cercando un aiuto per la nostra casa che avrebbe bisogno di un bel repulisti, ma, dal privato al pubblico, cosa stavamo aspettando noi cittadini romani? Non a caso, a personificare nel sogno l’angelo delle pulizie è Virginia. Ma ci aspettavamo forse qualche miracolo dalla giunta Raggi? No, solo delle persone capaci di rimettere in sesto una città difficile qual’è Roma. E, come avemmo a dire nel recente passato, se un gruppo di amministratori abili e coscienziosi fosse capace di portare a compimento anche uno o due soltanto dei punti di un programma di governance, i cittadini romani gliene sarebbero assai grati stendendo un tappeto rosso lungo la scalinata del Campidoglio affinché le loro impronte possano restarvi imperiture come eroici protagonisti del “ Salva-Roma “.

Dalle “stelle” alle “stalle”

Purtroppo, a conti fatti, nel corso dei sei mesi di instaurazione dei 5Stelle, non si è visto uno straccio di programma, ma soltanto degli scivoloni da parte di una giovane inesperta di politica la quale, dopo vari tentennamenti e forse lasciata dal direttorio in troppo fiduciosa autonomia, si è esibita in scelte dei suoi collaboratori a dir poco avventuristiche. Quando gli elettori romani andarono alle urne, scegliendo giocoforza il Movimento di Grillo, si aspettavano che “dalle stalle” andassimo “alle stelle”, ma la realtà ci costringe a ben altra narrazione, laddove tutti gli eventi ci conducono alla conclusione che “dalle stelle” siamo ri-caduti “nelle stalle”.

Dicevamo del sogno… Ebbene, se per Cenerentola i sogni son desideri, i cittadini romani sognano di vedere Roma pulita, che significa non solo prendere la ramazza, scopare le strade, sistemare le buche e tutto il resto, quanto dare una buona rimescolata dentro quel carrozzone comunale traballante da troppi decenni tra clientelismi e malaffare: una mole così enorme di responsabilità, capacità e volontà di trasparenza da sembrare davvero miracolistico che un gruppuscolo di novellini potesse offrirci già nell’incipit almeno un sentore di credibilità, rivelatosi nella realtà una “sentina” piuttosto maleodorante.

Poi, le scuse della sindaca, pentita della sua “buona fede”, le dimissioni della Moraro da responsabile delle “munditiae” ( N.D. “Trafficona de’Trafficoni” in ambito Ama); l’arresto di Marra, capo del personale del Comune, eletto da Virginia fidato consigliere; lo spostamento di altri personaggi da una poltroncina all’altra dell’area amministrativa capitolina, tutta una serie di operazioni frettolose e “arrepecchiate” per cercare di salvare il salvabile.

Ci sentiamo invece di dover spezzare una lancia in favore della nostra onirica colf per la sua ordinanza di divieto dei botti di fine d’anno pericolosi per uomini ed animali, subito impugnata dal Tar del Lazio a tutela dei rivenditori legali di materiale pirotecnico, i quali hanno lamentato a gran voce il relativo danno economico. Se forse la sindaca doveva meglio documentarsi prima di emettere l’ordinanza tout court, va apprezzata la sua linea di discontinuità dai precedenti amministratori, i quali, per proteggere certi interessi di categoria, non si sono mai esposti in merito, La salute pubblica va messa in prima linea.

La nostra colf onirica deve farsi le ossa facendosi perdonare certi suoi trascorsi professionali e amicali non del tutto all’insegna della trasparenza. Questi sei mesi – chiamiamoli di praticantato – le serviranno per camminare nel nuovo anno come sui gusci d’uovo. Stia attenta che non ne esca qualche altro pulcino, nero come Calimero.

Si faccia davvero “donna delle pulizie”, quella che il lessico delle ipocrisie chiama “colf” ma che le pulizie le fa lo stesso, detto con immensa considerazione per tutte le donne che attendono a questo rispettabilissimo e faticoso mestiere. Noi pure facciamo le colf in casa nostra 24h su 24, tolte le ore di sonno ricche di spunti spesso non troppo fantasiosi.

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