Santi ed eroi, chi sono oggi?

Santi ed eroi, chi sono oggi?
(fonte immagine: Raccontopostmoderno.com)

A ritroso negli anni giovanili, una nota scrittrice dell’epoca ci affidò per la recensione una ragguardevole pila di libri sulla vita dei santi, in quanto, nominata presidente di giuria di un importante premio letterario, non aveva tempo… né tantomeno voglia di leggerli. Ebbene, quella fatica ci servì a conoscere i risvolti meno conosciuti della vita dei santi più popolari del calendario gregoriano, che Domineddio ha a sua volta delegato come suoi rappresentanti in terra per indicarci la strada della santità. E’ questa un’attitudine cui ci tengono ben lontani i tempi che corrono, ma il cui esercizio viene costantemente raccomandato dalle alte sfere vaticane.

Sventurata la terra che ha bisogno di eroi

… e di santi, aggiungiamo noi. La citazione di Bertolt Brecht, anche se troppo scontata, appare quanto mai opportuna. Ma non ci sembra poi una sventura il fatto che, in ogni tempo, l’immaginario collettivo abbia bisogno di modelli di riferimento. Certo è che oggi, più che mai, il nostro Paese e il mondo intero sembrano non avere niente più cui aggrapparsi che crearsi dei miti, ricorrendo alle più astruse tecnologie di comunicazione, a narrazioni anche le più aberranti, per plasmare le coscienze e tenere a galla l’umanità nel suo brodo di mala cultura. La Chiesa, da parte sua, ha bisogno di vocazioni, rinfocolando le sue truppe ridotte a brandelli dagli scandali. Così l’aforisma brechtiano assume oggigiorno un suo ancor efficace significato, laddove è palpabile la disgregazione di quei capisaldi che in alcuni passaggi di secolo hanno formato l’impalcatura di un Paese. Ora, come nei terremoti, reggono solo quegli edifici che presentano i loro punti di forza. E sono ben pochi.

Eroi con le faccette

Zuckerberg & Soci l’hanno vista lunga con la colossale e miliardaria operazione di Facebook , offrendo a tutti, proprio a tutti senza discriminazioni, la democrazia dell’amore universale, la possibilità di autocelebrarsi diventando eroi di se stessi. Una catena di S. Antonio dell’ “amicizia globalizzata”, entità virtuali identificate con un clic a caso, clic che porta automaticamente a un altro e a un altro ancora senza soluzione di continuità, faccette senza voce che ti aprono le porte di casa sbattendoti in faccia tutti i gradi della parentela, compresi cani, gatti e pesci rossi. All’insegna del “volemose bbene”, un saccooo di bene… ecco la foto sexy della moglie in pigiamone (chissà se poi maltrattata) … la zia passatella in minigonna animalier…la nonna che balla il merengue col tic della protesi sull’anca…

Eroi di tutti i giorni

Gli eroi di oggi sono quelli di tutti i giorni, quelli che non vedranno mai la loro gigantografia apparire sulla facciata di San Pietro. Sono eroi silenziosi che la mattina, in ore antelucane, fanno la loro bella levataccia per guadagnarsi la fine del mese immergendosi nel gorgo delle tangenziali, quelli che girano col “cinquino” e la mascherina antismog in pericolosi slalom nella selva delle quattroruote, quelli che, con una laurea in tasca, lavorano nei call center oppure dietro il bancone di un bar o nei supermercati. Sono i piccoli eroi del quotidiano, non hanno né spada né destriero e dicono tante parolacce.
C’è, sopra gli altri, l’ eletta schiera di volti sconosciuti, gli involontari eroi del nuovo Esodo, costretti a partire dai loro Paesi lasciando il nulla, le guerre, la fame, la distruzione, nell’incognita di un viaggio spesso senza arrivo né ritorno.
A chi l’imprimatur di “santi subito”? Nella difficilissima operazione di sapersi liberare dalle passioni e dagli egoismi per il bene del “prossimo tuo”, moderni S. Giorgio contro il drago, promuoviamo un altro referendum per sapere quanti sono disposti a concorrere per l’aureola. Santi SI’, santi NO? Potrebbe essere una sorpresa. E alle sorprese siamo ormai abituati.

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