Need For Speed Payback sarà una rivincita?

Need For Speed Payback sarà una rivincita?

Need For Speed: tempo di rivincita?

IL PASSATO PESA?

Molti sviluppatori diversi hanno messo mano alla formula del franchise Need For Speed con tantissime variazioni: il semirealismo di Shift, l’ossessione rivolta alla personalizzazione di Underground, il gameplay spettacolare di The Run, ecc. Tuttavia, pezzo dopo pezzo, Need For Speed è tramontato fino a cadere in una posizione molto sconfortevole: quella del “si è visto di meglio”.

Il gioco con cui ogni nuovo titolo viene sempre confrontato è il leggendario Need For Speed: Most Wanted (2005) che con la sua atmosfera spaccona fece divertire, sulla carta, più di qualsiasi seguito, per poi passare al primo Underground ed, alle volte, a Carbon. Ma tutte le volte in cui il franchise si è ripresentato negli ultimi anni ha mancato, quanto meno in parte, l’obiettivo, oppure è stato valutato come imperfetto dai giocatori.

RI-PARTENZA

Need For Speed (2015), che prometteva un ritorno alle origini di un videogioco il quale ha da tempo sacrificato un identità genuina ed unitaria a fronte di una costante ricerca della novità, è tra questi, a causa di una storia giudicata come dimenticabile, una fisica implementata tutt’altro che perfettamente, un numero un po’ limitato di vetture e l’infamissima connessione online forzata.

A curare l’ultimo titolo è stata Ghost games, sviluppatore svedese, che ha raccolto la fiaccola abbandonata da Criterion implementando un sistema di tuning (modifica delle vetture sia esteticamente che nelle performance) intuitivo e piuttosto ampio.

PEZZI NUOVI ?

Ed è più o meno da lì che ripartono con Need For Speed: Payback (traducibile come rivalsa, vendetta o rivincita) cercando di ingrandirlo e migliorare l’esperienza generale. Infatti i trailer e la demo mostrate all’E3 di quest’anno raccontano questo: il feedback dei giocatori sembra essere stato ascoltato in termini di gameplay e, per quanto sia presto per dirlo, quello che si affaccia sembra un gioco migliorato nella fisica delle automobili (più leggere e reattive), nella grafica (che raggiungeva quasi il fotorealismo nel precedente gioco) e nella storia single-player offline.

Resta ora da vedere quanto saranno implementati gli aspetti dei precedenti capitoli e come sarà la narrazione. Infatti ciò che gli sviluppatori hanno detto sulla struttura della storia è che si alterneranno gare a circuito, drift (derapate), sprint, accelerazione a missioni di “fine capitolo” cinematografiche che porteranno avanti la trama in modo consistente.

I protagonisti, tra i quali ci si potrà scambiare con una modalità simile a GTA 5, saranno tre: Tyler, Jess e Mac. Sappiamo poi che torneranno dei veicoli controllati dall’intelligenza artificiale distruttibili tramite tamponamenti, che la nuova città dovrebbe avere un ciclo giorno notte e chiamarsi Fortune Valley.

PEZZI VECCHI

In questa visione promettente resta però un problema: non è innovativa. Quando si guarda al passato di Need For Speed è perché quel divertimento che si provava nel giocare un misto di velocità, tamarraggine, ed irrealismo conditi con un sistema di modifiche sufficientemente profondo ed appagante è lentamente scomparso.

La problematica è che in un arcade come questo è iniziato a mancare l’elemento fondamentale: il divertimento sul lungo termine. Non può più essere una grafica spacca mascella a sostenere un titolo, lì dove poi gli altri aspetti soffrono di assenza di ottimizzazione (guardo a te, Need For Speed 2015). Ed anche quando viene tutto ottimizzato al meglio la maggioranza dei giocatori rimarrebbe incollata allo schermo per due motivi: personalità dell’ambientazione e trama.

Perciò, per quanto ci piacerebbe dire che Payback ci ha colpiti e che riporterà NFS sull’olimpo dei giochi di corse arcade, non abbiamo ancora modo di credere che sarà così. Crediamo invece che sarà molto probabilmente un buon gioco, con molti aspetti del suo predecessore ripresi e perfezionati, ma avrà in definitiva il sapore del “già visto”.

L’aspetto che infatti è saltato subito agli occhi di tutti è stata la spettacolarità della demo, molto simile a quella dei film Fast and Furious, che non sarebbe un problema se non fosse già stato tentato con altri titoli e non apprezzato da tutti. Non ci resta che aspettare e sperare in una smentita.

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