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Bratislava, a city of a thousand contradictions

Reportage of one of the most beautiful cities in Europe which tries to get freedom  from a difficult past to be forgotten.

Bratislava is a city which has suffered for centuries, having been the subject of contention between Austria and Hungary because of its location close to the border of three different states: Slovakia, Hungary and Austria. Even during the Second World War it couldn’t be easy to find peace: the Nazi occupiers in fact split Czechoslovakia into two states weaker and more easily controllable. In 1945 it finally managed to free itself from the Nazi yoke and then be under the Soviet Union one until 1989 when it get free of it with the Velvet Revolution: in 31 December 1992 Czechoslovakia was officially divided and Bratislava became the capital of Slovakia.

All this can be seen from the architecture of Bratislava, the contrast of a modern attempt to emerge, the ancient which survives with its past history charm and the essential and very heavy Soviet-style, which unfortunately still permeates much of the city.
The difference between new and old generations denotes those who lived under the domination of the USSR and who face the new challenges of the future with greater and different sensitivity: it will become much easier to find someone who speaks English and who is willing to help among the new generation of Slovak capital rather than in old men and women looking tired and sad.

Most of the monuments and sights in Bratislava can be found in an area not very big: the old town. Indeed this area encompasses a few square kilometers and its city streets, with their beautiful houses built in a style now lost, several statues of pranksters who roam the streets standing still (from Napoleon leaning on a bench to individuals who emerge from manholes or saying hello cordially raising their hat), the beautiful St. Martin’s Cathedral, where there are concerts of classical music, the town hall, the door and the tower of St. Michael, the only still healthy example of the medieval Bratislava, and just over Old Town is also possible to admire the Slavin Monument, which commemorates the fallen Red Army soldiers who liberated the city from the Nazis, and the Bratislava Castle which acts as a museum and allows a beautiful view over the city.

It is also to be mentioned for its beauty the Devin Castle, a place which in the past maintained a garrison of Roman soldiers to defend the boundaries of Rome, not far from Bratislava and easily accessible by two different bus lines.

Bratislava is also known for its excellent beers and the unique quality of its food: to not forget at least a couple of visits to the wonderful chocolate shops, cafes and especially try a baget, excellent sandwich with mayonnaise and other ingredients that will help satiate the stomach in long laps trip and while waiting for a more substantial meal, and also a dish based of utopenec, delicious pickled sausage, or a delicious plate of halusky, potato dumplings and fried onions.

Bratislava, in contrast to Prague, it doesn’t offers plenty to see and therefore is the perfect candidate as a city for a touch-and-drain of a couple of days, perhaps helped by the fact that the Euro became the official currency (with pros and cons ) and that the low-cost airlines are offering very competitive proposals.

Andrea Mascolo


Bratislava, città dalle mille contraddizioni
di Andrea Mascolo

Reportage di una delle più belle città d’Europa mentre si affranca da un passato difficile da dimenticare

Bratislava è una città la quale ha sofferto per secoli il fatto di essere stata oggetto di contesa tra Austria ed Ungheria essendo la sua posizione vicina al confine di tre stati diversi: Slovacchia, Ungheria e Austria. Nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale potette trovare pace: gli occupanti nazisti infatti divisero la Cecoslovacchia in due stati più deboli e più facilmente controllabili. Nel 1945 riuscì infine a liberarsi del giogo nazista per poi trovarsi sotto quello sovietico fino al 1989 quando si liberò anche di esso con la Rivoluzione di Velluto: il 31 dicembre 1992 la Cecoslovacchia fu ufficialmente divisa e Bratislava divenne la capitale della Slovacchia.

Tutto questo si può vedere dall’architettura di Bratislava, dal contrasto di un moderno che tenta di emergere, l’antico che resiste con il suo fascino di mille storie passate e l’essenziale e mastodontico stile sovietico che purtroppo impregna tuttora gran parte della città.
Anche la differenza tra nuove e vecchie generazioni denota chi è vissuto sotto il dominio dell’URSS e chi invece affronta le nuove sfide del futuro con una sensibilità maggiore e diversa: sarà infatti molto più facile trovare qualcuno che parli inglese e che sia disposto ad aiutarci tra le nuove leve della capitale slovacca piuttosto che negli uomini e le donne dall’aria stanca e triste.

La maggior parte dei monumenti e delle cose da vedere a Bratislava si possono ritrovare in un’area non molto grande: il centro storico. Questa zona infatti racchiude in pochi chilometri quadrati le vie del centro, bellissime con le loro case costruite secondo uno stile oramai andato perduto, varie statue di burloni che si aggirano immobili per le vie (da Napoleone appoggiato ad una panca a individui che emergono da tombini o che vi saluteranno cordiali levandosi tanto di cappello), la bellissima Cattedrale di San Martino, dove si tengono anche concerti di musica classica, il Municipio, la porta e la torre di San Michele, unico esempio ancora sano della Bratislava medioevale; poco oltre il centro storico è possibile anche ammirare il Monumento Slavin, che commemora i caduti dell’Armata Rossa la quale liberò la città dai nazisti, e il Castello di Bratislava il quale funge da museo e permette una bellissima vista di tutta la città.

E’ da menzionarsi inoltre, per la sua bellezza, il Castello di Devin, luogo del mantenimento di una guarnigione di legionari Romani a difesa dei confini di Roma: poco distante da Bratislava e comodamente raggiungibile con due differenti linee di autobus.

Bratislava è anche nota per le sue eccellenti birre e la qualità particolare del suo cibo: immancabili almeno un paio di visite nelle stupende cioccolaterie, caffetterie e soprattutto provare un bageta, ottimo panino con maionese e diversi ingredienti che servirà a saziare lo stomaco nei lunghi giri turistici ed in attesa di un pasto più sostanzioso, magari a base di utopenec, squisita salsiccia sottaceto, o un delizioso piatto di halusky, gnocchi di patate e cipolle fritte.

Bratislava, al contrario di Praga, non offre tantissime cose da vedere e perciò si candida come città perfetta per un toccata-e-fuga di un paio di giorni, magari aiutati dal fatto che l’Euro è diventato valuta ufficiale (con pregi e difetti) e che le compagnie aeree low-cost offrono proposte molto competitive.


Dettagli su: Bratislava, città dalle mille contraddizioni
Articolo pubblicato il:
08-11-2009
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