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Curiosità storiche:

La censura negli anni ’90: scherza coi santi ma lascia stare l’onorevole….


Il sesso ormai non fa più (quasi) paura, negli emancipati anni ’90, così come le parolacce; la sensibilità del censore è rivolta piuttosto a riferimenti politici troppo espliciti, oppure a strani casi di presunta “pubblicità occulta”, come quello capitato ai Pooh nel ’90, quando furono costretti a cambiare il verso della canzone vincitrice di Sanremo, "Uomini soli". Così "...perduti nel Corriere della Sera..." divenne: "...perduti nel giornale della sera...", temendo che si facesse pubblicità indebita al quotidiano di via Solferino.
Torniamo sullo sboccacciato irriverente con Elio e le storie tese: nel maggio 1991 la canzone "Cara ti amo" opportunamente modificata viene censurata durante il concerto del primo maggio trasmesso in Rai. L'evento sarà proposto con il nome di "Sabbiature" nel cd-single "Pippero". Lieve censura per Marco Masini a Sanremo: la sua "Disperato" viene purgata nel verso "…stanotte asciugo i bar della città" che diventa "stanotte vado e spacco la città", nella curiosa convinzione del censore che il teppismo sia meno grave dell'alcolismo…
Anno nuovo, 1992, ma il gruppo è sempre quello di Elio, la canzone è "Gomito a gomito con l'aborto", che è stata ritenuta sconveniente dalla Rai e, dopo che Elio ed i suoi avevano già registrato un passaggio televisivo, non è stata mandata in onda. L'aspetto divertente della questione, ha dichiarato lo stesso Elio, è che la spinosità del testo era stata fatta notare da lui stesso subordinando la registrazione del pezzo alla sua messa in onda integrale. Era loro stato assicurato che la cosa sarebbe avvenuta in questi termini. Invece no.
La radio diocesana di Treviso, Radiovita, ha fatto di Marco Masini un caso, censurandone le canzoni e accusandolo di volgarità, di essere un prodotto costruito e privo di valori proponibili ai giovani. Siamo nel 1993 e colpo di coda a Sanremo con la decapitazione del titolo del brano di Faletti, "Signor tenente", a cui fu tolto l'iniziale "minchia", peraltro mantenuto nel testo.
Al festival dell’anno seguente, invece, Paolo Rossi e Jannacci evocano le vicende di Tangentopoli ne "I soliti accordi": un passaggio del testo faceva "in fondo alla strada / ci son tre ladroni / sembravano onesti sembravano buoni / eran solo furboni. Il primo gridava / Forza Italia..." venne loro chiesto di soprassedere dal riferimento politico.
Federico Salvatore a Sanremo 1996 con un brano di rottura, "Sulla Porta", confessione di un ragazzo gay che si dichiara tale all'attonita mamma che nulla sospettava. Viene censurato il verso "Sono un diverso, mamma, un omosessuale" cambiato in "Sono un diverso, mamma, non volermi male"
Ancora Sanremo, riecco la Bertè, siamo nel 1997. Nel pezzo scritto da lei stessa in collaborazione con M. Piccoli, "Luna", esordiva con un esplicito "Vaffanculo luna". Le fu chiesto di evitare, acconsentì, tanto è vero che il testo pubblicato su Sorrisi e Canzoni recitava ciò che poi ha cantato come verso iniziale del pezzo, ovvero "Occhiali neri, luna": frase dal significato oscuro. Da "Il gobbo di Notre-Dame", cartone disney dell'anno: lieve censura nella canzone-preghiera con cui Esmeralda si rivolge a Dio perché aiuti i "derelitti". Nella versione originale i "fedeli" le fanno eco con uno sfacciato inno alla cupidigia ("fama, gloria e tutto l'amore che si può possedere"); in italiano il ritornello del coro si riduce ad un morigerato "l'amor e la gioia del cuor" Il 27 settembre Barbara Cola e Gianni Morandi interpretano davanti al Pontefice "Imagine" di J. Lennon, in occasione del 47° Convegno Eucaristico che si svolge a Bologna. Per rispetto glissano sui versi "…nothing to kill or die for, no religion too…".
Problemi poco dopo per i rapper 99 Posse: nonostante il successo di "Corto circuito" (160.000 copie vendute): "L'anguilla" è infatti assente dalla programmazione di alcuni grandi network. Il problema sono i versi, questa volta sulla "grande catena di montaggio sociale/nella quale lavoro da anni/e sono tanti anni che voglio sabotare/sabotare e sovvertire". I 99 se la prendono con la "gente per bene che si offende se dico pene e 'ppo votano a Berlusconi, Prodi, Dini, D'Alema, Fini mo se porta pure 'a Bonino / e va fà...". Alcune emittenti radiofoniche spiegano che non si tratta di censura parlando invece di scelta artistica, altre motivano l'esclusione per lo scarso successo commerciale del gruppo, fatto sta che la canzone non va in onda.
Quattro lettere, quelle che indicano poco elegantemente il sesso femminile, mettono di nuovo nei guai Elio e le Storie tese. Le radio, infatti, hanno censurato nel 1999 "La visione", nuovo singolo della band. Anzi, si rifiutano proprio di trasmetterlo. Tutta colpa del ritornello che insiste, a ripetizione: "la visione della fica da vicino". Un rap arrabbiato, stile centro sociale, con un testo ovviamente "demenziale", con altri passaggi contestati dai network radiofonici: "Sei proprio un coglione", "Li mando a affanculo e gli mostro lo scroto". ". Solo radio Deejay "osa" far sentire il pezzo. Radio Dimensione Suono, Rtl 102,5 e Radio Montecarlo, invece, hanno bocciato la canzone con un diplomatico "abbiamo valutato il pezzo, ma non ci è sembrato in linea con il nostro stile e i gusti del nostro pubblico". Più espliciti a radio 105. "Non trasmettiamo "La visione" per il suo testo -spiega il responsabile del palinsesto. purtroppo quella parola viene ripetuta troppe volte e non possiamo coprirla, come abbiamo fatto per altri brani, con un bip: sarebbe una sequenza di fischi che coprirebbe la musica. Nulla contro Elio e le Storie Tese, anzi aspettiamo che lancino altri pezzi perché il resto del disco è valido. Lui per tutta risposta manda tutti a quel paese, e mentre in tv canta: "La visione della Fibra è da vicino..." nei concerti ripristina i versi originali. Ma, si sa, Elio è così, prendere o...

                                                                Maurizio Targa


Dettagli su: La censura negli anni ’90: scherza coi santi ma lascia stare l’onorevole….
Articolo pubblicato il:
11-10-2006
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