Questioni della luce nel teatro contemporaneo. Intervengono: Giancarlo Cauteruccio, Luca Farulli, Andrea Mancini, Fabrizio Crisafulli
Il libro, edito da Titivillus, rilegge, dal punto di vista delle poetiche della luce, alcune importanti vicende della messinscena teatrale occidentale del Novecento, dai grandi riformatori di inizio secolo (Mariano Fortuny, Adolphe Appia, Gordon Craig) fino ad artisti contemporanei quali Josef Svoboda, Alwin Nikolais, Robert Wilson. Non per delineare una storia organica della luce teatrale, ma per tentare di individuare, riguardo al suo uso, delle questioni di base. Le problematiche della luce vengono liberate dai contesti circoscritti della tecnica e dell’immagine nei quali restrittivamente finiscono spesso per venir relegate, ed indagate in ambiti come quelli della struttura spazio-temporale dello spettacolo, della costruzione drammatica, della creazione poetica, dell’azione, del rapporto con il performer. Un’approfondita e documentata prospettiva storica si intreccia ad una prospettiva teorica attraverso le categorie di luce-oggetto, luce-corpo, luce-azione, luce-cosmo. La storia dell’uso artistico della luce in teatro si mette in relazione con esperienze affini nel campo dell’arte (la “scena illuminante” futurista, Prampolini e Depero, il Feu d’artifice di Giacomo Balla, gli esperimenti teatrali di Kandinskij, e, al Bauhaus, le ricerche di Moholy-Nagy e gli spettacoli di luce di Hirschfeld-Mack), della danza (dalla danza-luce della statunitense Loie Fuller e dagli esperimenti di Alexandre de Salzamnn con Jacques-Dalcroze nel teatro di Hellerau, fino agli anni ’70 del ciato Nicolais), della musica (Laurie Anderson, Schönberg). La parte finale del volume, dedicata al lavoro teatrale dell’autore, documenta il punto di vista peculiare che sta alla base di questo libro, interno ai processi creativi e al rapporto operativo con la tecnica. Il titolo “luce attiva” è un riferimento diretto ad Adolphe Appia, che alla fine dell’Ottocento fu tra i primi ad affrontare in maniera precisa – con i propri scritti e con le proprie creazioni – la questione della luce quale questione artistica del teatro. Per Appia lumière active era la luce scenica “propriamente detta”: luce espressiva e creatrice di forme; luce come materia poetica e sostanza drammatica. .
TEATRO STUDIO SCANDICCI (FI)
via G. Donizetti 58
lunedì 21 aprile 2008, ore 21.00.