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Cuneo:

Auguri!


Auguri! Non formali, non fatti perché le feste di fine anno si avvicinano, perché “così fan tutti”, ma sentiti e di tutto cuore.
Auguri, innanzi tutto, a chi nel settore del turismo vive: agli imprenditori, ai manager, agli operatori, a quanti da questo settore, così importante per l’economia nazionale, traggono fonte di sostentamento ed anche molte soddisfazioni.
Auguri perché il nuovo anno porti novità, cambiamenti, voglia di confrontarsi e di mettersi in discussione.
Perché si abbandoni la strada dell’occhio volto al passato, delle vacanze intese come villeggiatura nello stesso luogo, della convinzione che il proprio posto è “insuperabile” rispetto agli altri, del “tanto la gente alla fine viene ugualmente”.
Occorre che il mondo dell’imprenditoria, a qualunque livello operi, capisca che l’aria è cambiata, se ne faccia una ragione ed agisca di conseguenza.
Faceva male, a ferragosto, vedere tanti alberghi senza il cartello del tutto esaurito, molte spiagge con sdraio vuote ed ombrelloni chiusi e tanti alloggi con le tapparelle abbassate.
Segno di crisi e di disaffezione, bisogna prenderne atto e  correre ai ripari.
Auguri a chi ci governa ed a chi amministra le nostre città ed i nostri paesi, le nostre province e le nostre regioni: spesso è difficile operare, le risorse mancano, le esigenze crescono.
Tutti lo sanno, ma non ci si può fermare e nemmeno lasciarsi andare al fatalismo: il turismo italiano ha bisogno del territorio, ha necessità di “fare sintesi” con quanto di meglio le singole località possono offrire, di creare un “sistema” in grado di essere concorrenziale con quelli delle altre nazioni.
Un tempo le vacanze erano viste come un fenomeno a  se stante e del territorio non si aveva bisogno, al massimo era sufficiente il baretto sulla passeggiata e qualche negozio di souvenirs e di cartoline, tanto per far sapere che si era stati in vacanza.
Ora non è più così. Si va in un posto per viverlo fino in fondo, per conoscerlo, per usufruire dei medesimi servizi dei suoi abitanti, per gustare i medesimi prodotti tipici e per vivere le medesime piazze.
Ricordo, quando ero bambino, tanti ristoranti che, a basso prezzo, proponevano un menù pressoché identico, a qualunque latitudine italiana ci si trovasse: pasta al forno, milanese e patatine.
Non è più così…per fortuna aggiungo io!
Ecco perché chi è stato chiamato a  governare ed amministrare deve portare il massimo della cura nel difendere il proprio territorio ed anche ogni sforzo per creare sistemi integrati con tutte le potenzialità che può offrire, la strada è obbligata, ma pochi dimostrano di averlo compreso.
Auguri, infine, agli utenti del turismo, a noi…tanto per essere espliciti.
A chi va in albergo ed a chi possiede una casa per le vacanze, a chi predilige i villaggi ed anche ama il camper, la caravan o la tenda: il turismo, in questo senso, non fa distinzione.
Certo alcuni segmenti sono in crisi, altri tengono, altri ancora segnano qualche punto di crescita, ma la barca sulla quale ci troviamo è sempre la stessa e le esigenze cambiano di poco.
Al turista, alle sue esigenze, va dato ascolto, ma il turista deve anche “dare una mano” responsabilmente per aiutare la crescita del settore.
Non tutte le località sono uguali, questo a prescindere da cosa sanno o possono proporre, non tutte sono accoglienti, non tutte sono idonee: migliorare l’offerta complessiva del nostro Paese deve rappresentare il punto di arrivo al quale tutti dobbiamo tendere.
Il turismo rappresenta la massima fonte di ricchezza per il nostro Paese ed in questi anni l’Italia è scesa dal primo posto al quarto nella graduatoria europea: uno smacco al quale occorre porre rimedio.
Va migliorata l’offerta, va modificato l’approccio degli operatori, va affinata l’opera degli amministratori: in una parola occorre cambiare registro ed farlo anche velocemente.
Ecco perché questi auguri non sono formali: perché puntano il dito sulle carenze strutturali nel nostro Paese, sulla perdita di competitività della nostra offerta, ma indicano anche la strada che occorre percorrere per cambiare rotta.
Il 2008 deve segnare l’inversione di tendenza. A parole lo diciamo tutti, tocca ora ai fatti.
Esempi da seguire ve ne sono molti, a partire dagli sforzi che, con soddisfazione, sono stati operati all’estero e da quanto, a macchia di leopardo, già si sta facendo in Italia.
Aiutare il settore turistico a crescere ed a tornare ad essere competitivo vuol dire dare una grossa mano al nostro Paese, alla sua economia, al suo livello di occupazione.
Auguri dunque…perché tutti insieme ci sia dia da fare!

                                                     Beppe Tassone


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Articolo pubblicato il:
24-11-2007
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