Il bonus cultura non conquista i giovani, ma il governo ci riprova

Il bonus cultura non conquista i giovani, ma il governo ci riprova

Il bonus cultura destinato ai giovani nati nel 1998 non ha avuto l’appeal sperato e solo il 61% degli aventi diritto ne ha fatto domanda.

Il Governo Renzi nella legge di stabilità 2016 (legge 28/12/2015 n. 208, comma 279) aveva previsto un buono da 500 euro riservato a tutti coloro che avessero compiuto 18 anni nel 2016, da utilizzare per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri (scolastici e non), nonchè per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo.

Per coprire questa misura erano stati stanziati ben 290 milioni di euro.

Tuttavia, dei 579.597 giovani nati nel 1998, soltanto 351.523 ne hanno fatto richiesta, lasciando nelle casse dello Stato ben 175,7 milioni di euro.

Pochi forse sapranno che una parte di queste risorse inutilizzate dai neo-diciotteni sono state recentemente destinate con il “decreto Mezzogiorno” alle Province, per l’espletamento delle “funzioni fondamentali”.

Sì, perchè la Legge Delrio che avrebbe dovuto abolire questi enti in realtà ha realizzato una riforma incompleta, una riorganizzazione che avrebbe dovuto essere perfezionata con la riforma della Costituzione, che però è stata bocciata con il referendum del dicembre scorso. Ma questa è un’altra storia…

Tornando al “bonus giovani”, sicuramente si trattava di una buona opportunità, 500 euro per un ragazzo che molto probabilmente ancora non lavora sono una bella cifra da utilizzare per svariate attività ludico-ricreative, nonchè formative. Eppure qualcosa non ha funzionato.

E se da un lato la ministra Boschi, intervistata al TG1, plaude alla riuscita di questa iniziativa come ad un successo del suo governo, i numeri dicono altro.

Quali le cause?

Forse l’insufficiente informazione al riguardo, ma anche le procedure piuttosto complesse per richiedere l’identità digitale (SPID) e registrarsi sulla piattaforma informatica www.18App.it.

In molti casi è mancato l’interesse per l’utilizzo del bonus, considerato da alcuni troppo limitativo nell’offerta.

Secondo quanto riportato da Striscia la Notizia durante un servizio, il buono è stato anche oggetto di un illegale baratto tra librerie e studenti che, in cambio dell’intero importo della Carta, hanno fornito ai giovani la metà del compenso in contanti.

Il governo però ci riprova.

Lo strumento del bonus cultura è stato esteso, infatti, anche ai nati nel 1999 che avranno tempo per richiedere la Carta sino a giugno 2018 e per fare acquisti sino al dicembre 2018.

Stavolta tra i beni acquistabili sono stati aggiunti anche musica registrata e corsi di musica, teatro e lingua straniera.

Elisabetta C. che ha compiuto 18 anni nel 2017 è tra coloro che apprezzano il bonus: «Spesso sentiamo che da parte dei giovani c’è un disinteresse per la cultura, in realtà non è così. Considero questa una buona iniziativa, molto stimolante, che sfrutterò per l’acquisto di libri e per pagarmi gli ingressi nei musei in un viaggio a Venezia che ho già in programma.

Sia io che i miei compagni di classe siamo abbastanza informati sia sulle procedure per richiedere la Carta sia sulle modalità di acquisto, che non sono così complicate come sembra.» Elisabetta, così come i suoi amici, si sono documentati attraverso la rete ma anche con il passaparola.

Sarà la volta buona per avvicinare i giovani alla cultura? O ancora una volta le risorse stanziate verranno poi dirottate dal governo per altre finalità?

 

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