Amministrative 2017: il centrodestra torna a vincere

Amministrative 2017: il centrodestra torna a vincere

In 111 città italiane si è tornati al voto dopo due settimane per eleggere il sindaco al secondo turno. I risultati vedono vincitore il centrodestra unito, il quale conquista ben 16 capoluoghi, mentre solo 6 vanno al centrosinistra. Ben lontani sono i risultati raggiunti alle precedenti elezioni dove i numeri erano praticamente invertiti con 17 capoluoghi al centrosinistra e 6 al centrodestra. Il Movimento vince in 8 comuni su 10.

La sconfitta più pesante arriva nelle città storicamente rosse che hanno deciso invece di cambiare colore come Genova o Pistoia, ma anche in altri comuni importanti il centrosinistra perde terreno come La Spezia, L’Aquila, Catanzaro ed altri ancora. A Parma Pizzarotti fa il bis venendo eletto per la seconda volta di fila, anche se con una lista civica, non potendo più utilizzare il simbolo dei penta stellati in quanto espulso dal movimento.

Matteo Renzi, ad urne chiuse, si è così espresso su Facebook «I risultati delle amministrative 2017 sono a macchia di leopardo. Come accade quasi sempre per le amministrative. Nel numero totale di sindaci vittoriosi siamo avanti noi del PD, ma poteva andare meglio: il risultato complessivo non è granché. Ovviamente i commenti per una settimana saranno i soliti, consueti, apocalittici». Tralasciando l’entusiasmo del segretario del Partito Democratico è lampante come il suo partito non stia effettivamente attraversando il miglior periodo della propria storia politica. Dopo la sconfitta del 4 dicembre ora arriva un’altra bocciatura dalle urne, sulle quali probabilmente ha pesato il caso Consip o le scissioni -tipiche- della sinistra, se di sinistra si può parlare. È inoltre vero che le amministrative non sono le elezioni nazionali, il Movimento 5 Stelle lo sa bene, ma sarebbe comunque consigliabile non far finta di nulla, una volta tanto.

Toni cinematografici per il leader del Movimento Beppe Grillo che fa affidamento ad Al Pacino per commentare i risultati di queste elezioni, ovviamente non senza aver prima sottolineato come il PD sia stato “più sconfitto” «Il Pd esce da questi ballottaggi con le ossa rotte e Renzi prende una clamorosa sberla dagli italiani, la seconda dopo quella del 4 dicembre scorso. Lui parla di risultato a macchia di leopardo, ma la realtà dei numeri dimostra che per il suo Pd è una vera e propria Caporetto. Otto mesi, alla nostra più difficile sfida: le elezioni politiche. Ora noi o andiamo avanti come squadra o cederemo un centimetro alla volta, un giorno dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso».

Chi ha vinto ovviamente esulta ed il centrodestra, se unito, pare non aver problemi a vincere nonostante alcune fratture. Matteo Salvini, leader della Lega Nord, si dice pronto ad applicare questo modello a livello nazionale per provare a governare l’Italia intera «Non vedo l’ora di esportare il modello di queste amministrative a livello nazionale. Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Se dopo decenni ci chiedono di governare Genova, Pistoia o Sesto San Giovanni, vuol dire che possiamo governare anche il Paese. Con idee chiare, senza tentennamenti fra stare o no con Renzi».

Ancora una volta, però, il partito che è riuscito a raccogliere più voti è quello degli astensionisti. L’affluenza si ferma solamente al 46% in questo turno, meno di un cittadino su due.

 

 

 

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