Ferrara indagato, il caso Consip continua a far discutere

Ferrara indagato, il caso Consip continua a far discutere

Il caso Consip, lungi dall’essere risolto, continua a movimentare il panorama politico nazionale. È ovvio che la linea politica che sarà scelta e seguita dai vari schieramenti riguardo alla Consip, in particolar modo in vista delle prossime elezioni politiche, sarà un punto chiave (l’unico azionista è il Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Da ieri il presidente Consip Luigi Ferrara, il quale ha consegnato da due giorni le proprie dimissioni insieme alla consigliera Marialaura Ferrigno per velocizzare il rinnovamento dei vertici, tuttora ostacolato però dalla permanenza nel cda dell’ad Luigi Marroni, è indagato dalla procura di Roma per aver, secondo le accuse, fornito false informazioni ai pm. Nel colloquio di venerdì Ferrara ha ritrattato quanto detto in precedenza e per questo è stato iscritto nel registro degli indagati.

Nonostante le dimissioni dei due membri del board di Consip, l’ad Marroni non intende assolutamente mollare questo scontro che ha presto assunto una funzione politica, com’era da aspettarsi. Inizia così dunque un braccio di ferro tra Marroni ed il governo, che aveva in realtà sostenuto le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione (Marroni compreso, unico rimasto) per evitare il problema della mozione in senato presentata da Quagliarello e sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione al PD. A sostenere le dimissioni è lo stesso Padoan, ministro dell’economia e delle finanze, che nello scorso gennaio aveva invece respinto le dimissioni di Marroni difendendolo anche dagli attacchi dei cinque stelle, mentre ora sono gli stessi senatori del PD a presentare la richiesta di un ricambio al vertice in quanto «delegittimato dalle inchieste».

«Se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato. Non vorrei che si azzerasse tutto perché c’è qualcuno che vuole parlare» ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini.

Il consiglio di amministrazione di Consip è dunque decaduto, ma resta in carica solamente Marroni che entro otto giorni deve convocare l’assemblea dei soci per costituire un nuovo consiglio. Per questo motivo la mozione da presentare domani in senato rimane, come dichiarato dal senatore Augello (IDeA) «Il fatto che si siano dimessi presidente e consigliere determina lo scioglimento del Cda, tuttavia Marroni resta in carica fino alla convocazione dell’assemblea degli azionisti e c’è la possibilità che in quella sede le dimissioni vengano respinte. Del resto Padoan ha respinto già due volte quelle di Marroni. Lunedì decideremo il da farsi e martedì lo comunicheremo».

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