Intervista ai Ghost: “Il quarto disco è di pace interiore, serenità ed apertura”

Intervista ai Ghost: “Il quarto disco è di pace interiore, serenità ed apertura”

Ghost – Il senso della vita

I Ghost tornano sul mercato discografico con un nuovo album “Il senso della vita”, già nei negozi e digital stores dal 28 ottobre 2016, all’interno le collaborazioni con Ornella Vanoni ed Enrico Ruggeri. Ecco la nostra intervista ai fratelli Alex ed Enrico Magistri.

Ad un anno di distanza dall’ultimo, i Ghost fanno ritorno sul mercato discografico con un nuovo album dal titolo “Il senso della vita“, pubblicato lo scorso 28 ottobre 2016. La band composta dai fratelli Alex ed Enrico Magistri quest’anno festeggia 10 anni di carriera e lo ha voluto fare bene, all’interno dell’album sono presenti collaborazioni con Ornella Vanoni nel brano “Ho una vita ancora” ed Enrico Ruggeri nel brano “Il senso della vita”, mentre dal punto di vista autorale troviamo firme come Amara, Giuseppe Anastasi, Lorenzo Vizzini, Salvatore Mineo e Giuseppe Barbera.  L’album “Il senso della vita” ha raggiunto la sesta posizione in classifica TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia, fornita da FIMI.

Il primo singolo “Ho una vita ancora” scritto da Amara, Salvatore Mineo e Lorenzo Vizzini ed in duetto con Ornella Vanoni è già in rotazione radiofonica. Abbiamo incontrato Alex ed Enrico Magistri per raccontarvi il nuovo progetto dei Ghost.

Questo disco festeggia i 10 anni di carriera ed è il quarto album di inediti… cos’ha dal punto di vista artistico di diverso dal precedente?
Intanto c’è quella serenità interiore che viene dall’esperienza e dalla consapevolezza di arrivare da tre album. All’inizio magari sei inesperto, giochi e ti confronti con un mondo che non conosci molti, sei ai primi brani, hai un sacco di voglia di dimostrare ma non riesci a concretizzare come vorresti. Nel secondo album si comincia a riflettere e di scavare dentro, nel terzo è una forza e voglia di rialzarsi perchè arrivavamo da un anno non facile dove avevo avuto un incidente, poi vedi il bicchiere mezzo pieno e cerchi di trovare la forza in te stesso. Quindi nel terzo c’era un po’ di rabbia, di aver vissuto delle cose e raccontarle per scuoterti dall’interno. Adesso hai metabolizzato tutto, sei consapevole di avercela fatta e hai ottenuto varie soddisfazioni, non devi dimostrare niente a te stesso, e scrivi in libertà e sei sereno nell’affrontare i brani. E’ un disco di pace interiore e di serenità, conosci i limiti ma non li vivi più male, se devi fare un brano radiofonico lo fai conoscendo come si fa e poi scrivi in libertà.

C’è anche l’uso di strumenti poco convenzionali…
Si, dal punto di vista musicale c’è un’evoluzione rispetto al terzo album, abbiamo inserito suoni etnici e percussioni autocostruite. Nel corso di questi ultimi tre anni abbiamo fatto degli stage sperimentali nelle scuole elementari e medie, abbiamo insegnato il senso ritmico ma anche il fatto che si può suonare con qualsiasi cosa e siamo partiti con i bidoni. I bidoni utilizzati in un certo modo, suonati con le palle da baseball, i legnetti, con la bacchette, in tutti modi e abbiamo tirato fuori duemila suoni dal bidone. L’uso del bidone nel disco è stata la nostra piccola novità, mentre spesso si usano dei suoni campionati noi li abbiamo riprodotti con i bidoni, mescolando questi suoni in studio sperimentando dei nuovi suoni. Poi abbiamo deciso di fare un percorso legato ai colori, a livello cromatico, ogni brano dell’album è rappresentato da un colore e quindi si viene proiettati in questo grande universo di colori, sempre tutto come un percorso.

Il disco è subito arrivato sesto nella classifica di vendite FIMI, è evidente che in tanti aspettavano il vostro ritorno…
Si è stato un bel risultato! Soprattutto perchè in questo periodo c’è davvero un grande affollamento dal punto di vista delle uscite discografiche, e non ci aspettavamo, speravamo di arrivare tra i primi dieci. C’era molta attesa tra i fan ma sapevamo anche il periodo, e il risultato non è mai scontato. Ti rendi conto però che questa attesa è anche aver sentito la crescita, la collaborazione con Ornella Vanoni ed Enrico Ruggeri, ma anche aver vissuto l’ultimo periodo live dell’estate e la consapevolezza che arriva quando il fan ti vive “dal vivo”. Abbiamo sentito la responsabilità di fare un album che piacesse e che rappresentasse soprattutto noi, ma come ti dicevo, l’abbiamo vissuta con serenità.

E la scelta di partire con un brano con Ornella Vanoni?
Ti dirò, quando abbiamo inciso il brano con Ornella noi non pensavamo nemmeno potesse essere un singolo, poi invece a sensazione abbiamo deciso che poteva funzionare lo stesso, anche perchè a iniziare a cantare è lei nel pezzo, però quando abbiamo sentito il risultato è nato tutto in maniera spontanea e ci è piaciuto farlo uscire come singolo. Volevamo fare qualcosa di particolare per i nostri 10 anni, il nostro produttore Carlo Avarello ci ha proposto delle collaborazioni ed una volta realizzate, riascoltando tutto ci siamo trovati d’accordo su fare uscire “Ho una vita ancora”.

Il disco viene descritto come una dedica alle cose semplici contro un mondo comandato dal denaro, oggi questo quanto si riflette nel vostro modo di scrivere e comporre?
Il problema è che adesso sono i messaggi che passano, purtroppo, vengono amplificati molto di più di prima. Quello che viviamo noi è che il messaggio dell’arrivismo e del denaro prima della passione sta prendendo troppo il sopravvento, ed è legato ai talent e lo vediamo quando facciamo gli stage ai ragazzi. Poi oggi le produzioni stesse in questo momento spesso sono “meno fatica, più soldi”, riduciamo, facciamo qualcosa che si adatti al mercato e che possa darci un ritorno economico. Noi abbiamo dovuto lottare molto, ma ce ne siamo anche fregati, perchè è un nostro aspetto che abbiamo voluto sempre salvaguardare, e noi ci teniamo la nostra coerenza artistica cercando di non farci condizionare dai messaggi esterni.

Enrico Ruggeri ed Ornella Vanoni sono i nomi di questi album.
Si, che grandi collaborazioni per noi, sono state una botta al cuore! Prima non ci avevamo mai pensato ad una cosa del genere, dopo questo percorso volevamo farci un regalo. Quando poi sono arrivati questi nomi dalla produzione a quel punto abbiamo presentato delle cose che tracciavano quel limite tra qualcosa di totalmente nostro e qualcosa che poteva essere impreziosito da loro. Ma non è mai stato esattamente per loro, è stato sempre una proposta a un voler fare qualcosa insieme e vedere dove si arriva. Questi due grandi artisti oltre ad averci messo la faccia, ci hanno messo tanto cuore e hanno dato quel calore e spessore tipico di chi fa qualcosa con coerenza. Ci hanno anche aperto a cose nuove, è tutto un disco di apertura!

Avete sempre scritto e composto i vostri pezzi, com’è stato questa volta confrontarvi con altri autori?
E’ stata una crescita, perchè comunque non è scontato che da cantautori si riesca ad apprezzare i brani scritti da altri. Ti apre la mente, è stato molto bello collaborare con tutti questi autori e crediamo molto nelle contaminazioni dal punto di vista musicale e umano, ci piace condividere. E’ stata una crescita ulteriore, si condividono emozioni ma in maniera naturale e non forzato da qualcosa, è sicuramente una cosa che faremo ancora, così come continueremo a scrivere.

10 anni di carriera e siamo al quarto album, in un panorama dove bisogna sempre pubblicare e pubblicare…
Questo è perchè non abbiamo mai fatto le cose per contratti, ma sempre per percorsi, scelti di vita e momenti più o meno felici. E abbiamo fatto delle scelte personali, ad un certo punto, se dedicarci di più alla nostra carriera o alla nostra famiglia. Lo facciamo quando ne sentiamo davvero il bisogno, dopo la pubblicazione del terzo album non ci siamo fermati nemmeno un attimo per la preparazione di questo quarto, proprio perchè eravamo coinvolti a pieno nella scrittura. Quando non sentivamo il bisogno, siamo stati fermi. E abbiamo anche una produzione che non ci mette fretta. Non amiamo nemmeno mettere i brani di riempimento, proprio per il discorso che facevamo sopra.

E Sanremo?
Ma si, inutile essere ipocriti, ci abbiamo pensato e stiamo facendo un percorso. Stiamo valutando ma di certo sarebbe uno dei palchi che ci piacerebbe calcare! Ancora non sappiamo se quest’anno o il prossimo, vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi!

Quando partirà la tournée del quarto disco?
Vorremmo partire dall’Auditorium del Parco della Musica, per festeggiare questi dieci anni e fare una bella festa della musica, ci piacerebbe dare spazio alla musica, principalmente a quella. Vogliamo che ci sia l’emozione sotto forma di musica, sicuramente porteremo i bidoni e forse anche qualche ospite!
Probabilmente si farà verso marzo e poi sicuramente partirà la tournée estiva.

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  • Silvia Feliciani

    Grandi GHOST! Un album meraviglioso! 10 anni di discografia festeggiati alla grande con questi 10 nuovi brani strepitosi, per non parlare dei due duetti, uno con la Vanoni e l’altro con Ruggeri, da brividi. Grandi ❤❤❤

  • Loredana Lopez

    Bellissima intervista grazie, un cd fantastico meritate tante soddisfazioni. Grandi Ghost

  • Roberta Crocamo

    Il nuovo album dei GHOST è una grande rivelazione. Passione, sentimenti veri e una collaborazione perfetta di grandi Artisti. Grazie per questa stupenda intervista, un incontro con la bella e vera musica Italiana ❤

  • Mara Caterina

    Con la vostra bravura unita all’umiltà, dopo tanti Live io vi auguro con tutto il cuore di essere a Sanremo. Sareste come sempre i migliori. Cosi la Musica italiana dovrebbe ritornare ad essere, vera e sincera come Voi Alex ed Enrico. Bella questa intervista con piccola anticipazione dell’Auditorium Parco della Musica… appena sapro’ la data MILANO c’è

  • Rita Ceccarelli

    Intensi i colori di questo nuovo album un vero capolavoro dalla prima all’ultima traccia. Alex ed Enrico GHOST poeti che raccontano l’amore in musica e parole toccando le corde dell’anima