THE RING 3 | Samara è passata al digitale

THE RING 3 | Samara è passata al digitale

La maledizione di Samara non si è ancora interrotta, ha solo cambiato medium. In The Ring 3 si passa dalla videocassetta al filmato sul computer, sicuramente più facile da vedere e da copiare. Ed effettivamente eravamo rimasti che l’unico modo per interrompere la spirale di terrore era diffondere il filmato: ma allora per quale motivo Samara continua a mietere vittime?

Anni dopo i fatti narrati nel secondo capitolo della saga, il professore universitario di biologia Gabriel Brown (Johnny Galecki) trova in un mercatino dell’usato un vecchio registratore con una videocassetta dentro. Tornato a casa la guarda, dando il via di nuovo alla maledizione di Samara. Nel frattempo, Julia (Matilda Lutz) è in agitazione perché ha una strana conversazione via Skype con una ragazza, mentre il fidanzato Holt (Alex Roe), partito per il college qualche mese prima, non le risponde più al telefono. Lo raggiunge dunque a Seattle, scoprendo che è entrato a far parte di un progetto segreto guidato proprio dal professor Brown che si prefigge di dimostrare la sopravvivenza dell’anima dopo la morte. Lo studioso ha trovato un modo per sopravvivere ai fatidici 7 giorni, cioè creare una “coda” per cui chi guarda il video lo copia su un altro dispositivo e lo passa ad una nuova cavia umana.

 

Tutto sembra funzionare per il meglio, fino a quando il tempo per Holt sta per scadere e non si trova una coda disponibile. Così Julia, non sapendo cosa fare, guarda il video e si addossa consapevolmente la maledizione. Quando i ragazzi vanno a copiare il video per passarlo a qualcun altro, scoprono che il file di Julia è più pesante. Hanno trovato un “film dentro il film”, contenente frammenti del video che nessuno aveva mai visto prima. Per fermare le visioni che la ragazza comincia ad avere la coppia si reca a Sacrament Valley, il luogo in cui tutto probabilmente ha avuto inizio.

Già dalla prima scena capiamo che qualcosa non va in The Ring 3. Samara appare su un aereo di linea per compiere la sua maledizione: la scena è suggestiva, con tutti i televisorini da sedile che proiettano il celeberrimo filmato. Ma piuttosto che eliminare la vittima prescelta, lo spirito malefico fa crollare l’intero aereo. Cosa è successo alla bambina maledetta che se la prendeva con chi non diffondeva il video? Il cortocircuito filmico si palesa nella sua interezza quando nel bel mezzo della narrazione viene inserito il mito di Orfeo ed Euridice, del quale non si sentiva veramente il bisogno. The Ring era un film cupo, oscuro, nel quale il centro della paura era costituito dalla morbosa ricerca della verità sulla vita della piccola Samara. Altro che jump scares e trovate mitologiche varie.

Tuttavia bisogna ammettere che il nuovo capitolo della saga ha un grande punto di forza: contrariamente a quanto succede nella maggior parte dei sequel, la storia viene portata avanti con coerenza rispetto ai precedenti film. La ricerca delle origini di Samara e della sua famiglia naturale arriva finalmente a compimento, rivelando una terribile verità che spiega tanti avvenimenti precedenti. Ma soprattutto, The Ring 3 lascia un finale aperto, per la gioia dei fan della saga: un finale agghiacciante, che apre uno spunto enorme per la narrazione. E speriamo che qualcuno riesca a cogliere la palla al balzo, perché il personaggio di Samara non stanca mai e il terrore che genera è palpabile in ogni sua apparizione.

 

VOTO 6

 

Dati tecnici di The Ring 3

TITOLO: The Ring 3
TITOLO ORIGINALE: Rings
USCITA: 16 marzo 2017
REGIA: F. Javier Gutiérrez
SCENEGGIATURA: David Loucka, Jacob Aaron Estes, Akiva Goldsman
DURATA: 102 minuti
GENERE: horror
PAESE: Stati Uniti d’America, 2017
CASA DI PRODUZIONE: Macari/Edelstein, Parkes+MacDonald Image Nation, Vertigo Entertainment, Waddieish Claretrap
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Universal Pictures
FOTOGRAFIA: Sharone Meir
MUSICHE: Matthew Margeson
MONTAGGIO: Jeremiah O’Driscoll
CAST: Matilda Lutz, Johnny Galecki, Aimee Teegarden, Zach Roerig, Alex Roe, Vincent D’Onofrio, Laura Wiggins, Bonnie Morgan

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