I dieci film in uscita in Italia dalla Biennale Cinema 2016 – Venezia 2016

I dieci film in uscita in Italia dalla Biennale Cinema 2016 – Venezia 2016

Venezia – E’ innegabile, un festival che per definizione è dedicato all’arte cinematografica come quello della Biennale Cinema in media proporrà sempre un genere di film più d’autore e forse meno capace di coinvolgere la fascia di pubblico più vasta. Eppure la 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica uno sforzo verso un cinema, che lo stesso direttore artistico Alberto Barbera ha definito “medio”, lo ha fatto e si vede. Tanto che di qui alle prossime quattro settimane sono già 10 i titoli che dal programma della Mostra passeranno direttamente nelle sale italiane.

venezia 2016

Se per un attimo mettiamo da parte gli aspetti più glamour e a volte un po’ trash dei grandi festival del cinema con i loro vari e chiacchieratissimi red carpet e photo call – che in definitiva servono più che altro a fare notizia -, resta il fatto che non avrebbe senso dedicare una Mostra d’arte cinematografica come la Biennale Cinema a film che non hanno bisogno della vetrina di un festival per farsi promozione. Sorge però una legittima domanda: quanti di questi film da festival poi saranno realmente visti è apprezzati dal grande pubblico in sala?

La Biennale Cinema 2016 tra cinema d’autore e intrattenimento su più larga scala

Il calendario dei film in uscita nella sale italiane nelle prossime settimane di fatto sembra confermare l’impegno di quest’anno della Biennale Cinema a voler proporre un cinema di qualità ma al tempo stesso anche adatto ad un pubblico più ampio.  E’ Tommaso di Kim Rossi Stuart il primo titolo, proveniente dalla sezione Fuori Concorso della Mostra, che compare in programmazione nelle sale cinematografiche. E’ uscito lo scorso 8 settembre e all’anteprima di Venezia ha già riscosso un discreto successo. Kim Rossi Stuart sperimenta un genere di film piuttosto particolare anche se non proprio originale che richiama tanto Moretti quanto Woody Allen: una storia molto introspettiva e egocentrata, ma ironica e leggera.

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Segue a ruota in uscita il 14 settembre L’estate addosso attesissimo nuovo lungometraggio di Gabriele Muccino. Qui alla Biennale Cinema era in programma nella sezione Cinema nel Giardino. Il regista romano propone un film che è tutta una nostalgica esaltazione dell’età adolescenziale in cui due diciottenni stringono una improbabile amicizia con la coppia di giovani adulti americani che li ospita in casa durante il periodo delle vacanze estive. Una storia che potrebbe puntare ad essere un eccitante racconto di formazione, ma in realtà si ferma al puro piano descrittivo e lascia buona parte dei passaggi narrativi privi di una comprensibile motivazione, soprattutto dal punto di vista della costruzione dei personaggi.

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Entrando nel vivo della competizione della Biennale Cinema direttamente dalla sezione dei film in concorso, Venezia 73, il 15 settembre sarà già possibile vedere nelle sale Questi giorni di Giuseppe Piccioni. Anche questa una storia di amicizia che si regge principalmente sul filo delle emozioni, dei sentimenti e delle esperienze, ma essenzialmente priva di una propria spina dorsale. Quattro giovani ragazze compiono un viaggio improvvisato verso Belgrado durante il quale ciascuna avrà modo di scoprire se stessa e le altre sue compagne. Nonostante la narrazione trovi un suo senso compiuto solo in poche scene riuscite su quasi due ore di film, le quattro interpreti protagoniste, Maria Roveran, Marta Gastini, Laura Adriani e Caterina Le Caselle, danno una buona prova di recitazione.

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Lo spirito innovativo e l’originalità espressiva delle Giornate degli Autori si trova anche in Caffè di Cristiano Bortone che il prossimo 22 settembre porterà nelle sale italiane tre storie, tre luoghi del mondo diversi e lontani legati dal profumo della stessa bevanda. Sempre il 22 settembre sarà possibile vedere sui grandi schermi anche Spira mirabilis di Massimo D’Adinolfi e Martina Parenti, documentario discutibile e discusso, concettuale ed evocativo, che ha per protagoniste terra, aria, acqua e fuoco.

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A questi ultimi due titoli però farà probabilmente una spietata concorrenza ai botteghini italiani l’uscita de I magnifici 7 di Antoine Fuqua, film Fuori Concorso che ieri sera ha chiuso la rassegna del programma della Biennale Cinema. Per l’attesissimo remake dell’originale western del 1960 basta il solo titolo a rievocare un genere che ha fatto storia e una colonna sonora, quella di Elmer Bernstein, il cui motivo resterà indimenticabile. Questa versione, pur mantenendosi nell’ambito del puro intrattenimento, regala comunque la sua buona dose di emozioni grazie soprattutto all’ottima interpretazione di Denzel WashingtonChris PrattEthan Hawke e all’irripetibile contributo musicale di James Horner, l’ultimo prima della sua scomparsa a giugno dello scorso anno.

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Sempre dal programma della sezione dei titoli Fuori Concorso della Biennale Cinema il 29 settembre uscirà nelle sale italiane Monte di Amir Nadeli. Il regista iraniano nel corso della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematogerafica è stato insignito del premio JaegerLeCoultre Glory to the Filmmaker per essere una personalità che ha segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Sempre a partire dal 29 settembre sarà proiettato nelle sale italiane Indivisibili di Edoardo De Angelis (leggi la recensione).

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Spassoso e poco impegnativo, è stato la chicca divertente nel bel mezzo del programma della Biennale Cinema: The secret life of pets. Il nuovo esilarante film d’animazione della Universal Pictures rientrava tra i titolo della rassegna Cinema del Giardino della Mostra e sarà visibile nelle sale a partire dal 6 ottobre.

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Infine il 20 ottobre sarà possibile godere al cinema del secondo dei tre film in concorso alla Biennale Cinema, Piuma di Roan Johnson. Piuma è una commedia leggera, garbata e sdrammatizzante, molto attuale e poco impegnativa nonostante il soggetto per certi versi sia delicato: la gravidanza inattesa di una coppia di adolescenti; a tratti sembra fare l’occhiolino alla commedia francese e forse troppo spesso indugia e calca troppo la mano sugli aspetti più comici e grotteschi della vicenda, ma rimane uno spettacolo godibile che lascia un buon sapore.

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