Ombretta Calco, la vita raccontata da una panchina

Ombretta Calco, la vita raccontata da una panchina

Ombretta Calco nasce da un incontro.

Quello fatto dall’autore, Sergio Pierattini, in un giorno caldo di luglio in una piazza milanese con una signora dall’aria sofferente abbandonata su una panchina. Alla sua domanda se ha bisogno di qualcosa, la signora risponde di no, che va tutto bene, è solo un pò accaldata. Ripassando dallo stesso luogo un’ora più tardi, l’autore vede un’autoambulanza che porta via la donna morta.

I sensi di colpa, il ricordo di quell’incontro, la vertigine di essere passato accanto alla morte danno origine a Ombretta Calco, lo spettacolo in scena all’Elfo Puccini di Milano sino al 12 novembre 2017.

La piazza milanese di cui parla Pierattini non è centrale: Piazza Maciacchini. Poco più di 10 anni fa, la metropolitana (gialla) finiva là, segnando cosi metaforicamente il confine della città. E li intorno cominciavanano già a crescere comunità extracomunitarie ora piuttosto estese.

Ecco, ho pensato leggendo il comunicato dello spettacolo, sarà una storia che porta segni di confini, di separazioni, di esclusione.

Che sorpresa invece conoscere Ombretta Calco, la simpatica e vitale signora di mezza età della panchina. È una signora normale, anche ben vestita. Può essere la nostra vicina di pianerottolo, l’impiegata della posta, la collega d’ufficio.

Ha un lavoro, una casa, una madre, un fratello più giovane vagamente Peter Pan. Appena comincia a parlare le parole scorrono, con facilità; scivolano allegramente in un flusso di narrazione continuo, che attraversa piani temporali ed emozioni tra loro distanti.

Sono i gesti sapienti di Milvia Marigliano, la sua voce, la sua mimica facciale ad armonizzarli insieme alla regia lieve di Peppino Mazzotta. Gioie, dolori, affetti traditi, rapporti famigliari, progetti; ed ora anche quel malessere in questa torrida giornata di luglio che la porta a sdraiarsi sulla panchina. La Marigliano da corpo, con sensibilità squisitamente femminile, ad una drammaturgia reale, ma mai banale. Si ride in sala per le sue parole cosi vere, spontanee, concrete dette con credibilità e generosità.

Eppure anche quelle parole apparentemente fluide raccontano di confini anche se diversi da quelli geografici, tra l’illusione della felicità sempre rincorsa e la consapevolezza che sia un miraggio; o di separazioni, come la morte della mamma o del padre; di esclusione intesa come incomunicabilità.

Il suo monologo, nonostante la concretezza, vive in un attimo di sospensione; come la panchina su cui siede e l’albero alla sua destra, pronto a morire perchè sdradicato o a vivere se ripiantato, nella bella scena ideata da Roberto Crea.

Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

Dal 7 al 12 novembre – Sala Bausch, – Martedì / sabato ore 19.30, domenica ore 15.30 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 www.elfo.org

Ombretta Calco

di Sergio Pierattini

con Milvia Marigliano

regia di Peppino Mazzotta

scene di Roberto Crea

una produzione Rossosimona

 

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