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Skianto di e con Filippo Timi – Un viaggio tra sogni e disabilità

filippo-timi-skiantoTorna Filippo Timi sul palco del Teatro Franco Parenti di Milano, dopo “Il Don Giovanni” arriva un’altra produzione dal titolo “Skianto” in scena dal 24 marzo al 6 aprile 2014.

L’attore ritorna alla forma del monologo, su suggerimento di Andreè Ruth Shammah abbandonando tutti gli eccessi e raccontandosi da solo per un intimo dialogo con il pubblico dove lottano i sentimenti contrastanti di un bambino con la “scatola cranica sigillata” che sogna e vive come tutti gli altri.

Il monologo, in parte in dialetto umbro, si sviluppa all’interno di una cameretta ed una palestra di scuola, due luoghi chiusi da cui non c’è possibilità di entrare e nemmeno di uscire, come a rappresentare i pensieri di un ragazzo in una testa in cui nessuno riesce – o vuole – capire, la disabilità fa da tema portante dello spettacolo, debilitante all’apparenza ma che all’interno nasconde una profonda consapevolezza e voglia di vivere, cercando di trasmettere il messaggio di chi non riesce ad usare la parola e come arma ha solo il proprio pensiero.

E’ un urlo liberatorio, uno skianto (scritto con la k per rievocare gli anni 80′) verso una realtà dove si vogliono abbattere quei muri inibitori che impediscono la libertà, imprigionati dentro se stessi senza sapere come scappare, è una vicenda sviluppata solamente sulla gioventù e non trova una conclusione esplicita, ad intrecciare maggiormente ci pensa la fata di Pinocchio, a cui l’attore chiede una chance, una possibilità di vivere “almeno come un burattino”.

Si gioca anche sulla nascita e sulla sessualità, dal concepimento fino alla morte senza mezzi termini, a volte quasi cadendo nella volgarità che viene subito giustificata da altrettanti messaggi che l’attore vuole comuniciare.

Per la stesura del copione l’autore non si è ispirato solo alla sua esperienza personale, al suo passato travagliato e tormentato ma anche ad una sua cugina affetta da handicap a cui si è ispirato per la realizzazione finale.

Sul palco non troviamo solo Timi, ad affiancarlo un grande chitarrista e cantante, Andrea di Donna che si esibisce in brani musicali di grande spessore che è davvero un piacere ascoltare perchè al giovanissimo Andrea di certo non manca il talento ed è sicuramente un bel plus ultra allo spettacolo.

Il monologo nonostante abbia un’atmosfera decisamente forte ed intensa, non manca di quelle “firme” che Timi è solito spargere nei suoi spettacoli come ad esempio l’uso video insoliti presi direttamente da YouTube, ne troviamo un paio decisamente interessanti che spezzano bene le scene.

Filippo Timi si muove egregiamente anche in questo spettacolo, si vede e si sente soprattutto dalle parole quello che ha vissuto da giovane, affronta i suoi complessi giovanili a testa alta sul palco condividendo tutto con il pubblico, una bella prova quella sul palco che nel corso delle repliche non può che maturare ancora di più.

Nonostante abbia abbandonato (almeno per il momento) le vesti del Don Giovanni e si sia dato ad un allestimento più “sobrio”, anche in questo spettacolo si incontrano alcuni elementi di stravaganza, a cominciare dai costumi curati sempre da Fabio Zambernardi spaziano dal giacche alla Freddy Mercury al costume di un cavallo, dando un tocco in più alla messa in scena e la scenografia minimale ma molto funzionale usata fino all’ultimo centimetro.

Non resta che assistere a Skianto per schiantarsi, per davvero, contro il muro della realtà.

Paolo Marco Rimmaudo
27 marzo 2014

Skianto di e con Filippo Timi – Un viaggio tra sogni e disabilità ultima modidfica: 2014-03-27T00:24:17+00:00 da Marco Rimmaudo

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