Globe Theatre, ‘Sogno di una notte di mezza estate’ nella stagione 2017

Globe Theatre, ‘Sogno di una notte di mezza estate’ nella stagione 2017
"Sogno di una notte di mezza estate", Globe Theatre

Al Globe Theatre di Roma in scena il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare nell’ambito della stagione 2017.

Nella cornice suggestiva del ‘Silvano Toti’ Globe Theatre di Roma è possibile respirare un’aria leggera intrisa di magia: quella che promana il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. La rappresentazione, in scena dal 9 al 20 agosto 2017 (con lunedì di riposo), è un appuntamento consigliato a tutti gli amanti del genere e delle notti della Capitale. L’inizio dello spettacolo è previsto alle 21:15, con biglietti a partire dai 10 euro.

La trama fantastica del ‘Sogno di una notte di mezza estate’ ruota attorno ad un’atmosfera incantata: tra le ombre disegnate dal chiaro di luna 4 amanti si inseguono, si perdono, si ricongiungono. Tutto frutto delle magie di Oberon che, con l’aiuto dello spirito Puck, crea e disfa amori, facendo avvicinare per una notte il mondo fatato con quello dei mortali. Fate e spiriti si alternano sul palco del Globe, all’insaputa degli umani che vi vengono incolpevolmente in contatto.

I temi su cui si regge l’architettura di Shakespeare ci sono tutti: il sogno, l’amore, l’inganno. Manca, però, il tono cupo del dramma, mentre aleggia sulla rappresentazione un contegno giocoso e fiabesco, che spoglia le vicende della serietà tragica.

Il Sogno di una notte di mezza estate al Globe di Roma si sofferma sull’aspetto comico dei personaggi, piuttosto che l’introspezione psicologica. Ne risulta a tratti una commedia leggera e frizzante, allietata da sequenze buffe e argute che trasportano lo spettatore agilmente oltre la mezzanotte.

Non manca però una nota di accennata inquietudin. Nonostante il finale riconciliante, è possibile cogliere una sfumatura di malinconia nella soffice inconsistenza degli affetti giovanili e nella facilità con cui un ‘ti amo’ si scioglie e si ricompone nella trama di Shakespeare.

Una delle caratteristiche del Sogno è quello di dare rappresentazione ad almeno tre registri differenti. Come ha affermato il regista Riccardo Cavallo:

La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico”.

Una messa in scena che risulta sicuramente ben riuscita anche in virtù dell’impatto visivo e sonoro che riesce a garantire al pubblico. La scenografia, tra sbuffi di nuvole e pigre piogge di petali, si rivela di sicuro effetto, anche assommata ai costumi evocativi dei personaggi.

Al finale del Sogno shakespeariano tutti i protagonisti si ritroveranno frastornati e con un dubbio: la notte trascorsa sarà stata frutto di un sogno incantato? Questo stesso dubbio è quello che rimane allo spettatore all’uscita dal Globe

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