“Forza venite gente”, la DIAPASON ripropone lo storico musical

“Forza venite gente”, la DIAPASON ripropone lo storico musical

“Forza venite gente che in piazza si va. Un grande spettacolo c’è”. È con questa frase che inizia il musical dedicato al Santo giullare Francesco per la regia di Dario Vargas. Tutta l’atmosfera di Assisi, catapultata nel teatro Uberto Bazzi, teatro dell’oratorio di Don Bosco a Castel Gandolfo. Spettacolo allestito dalla compagnia e Associazione Culturale DIAPASON. La compagnia è nata nel 1987 e per festeggiare il trentesimo anniversario dalla prima rappresentazione, il gruppo ripropone per la terza volta il Musical “Forza Venite Gente”, che ripercorre tra prosa e canto le tappe principali dell’operato di San Francesco.

La scenografia semplice, ma curata nei minimi dettagli, ci presenta la bottega del padre, Pietro Di Bernardone, e un enorme rosone, costruito in maniera tale che sembra illuminarsi da solo. Altrettanto può essere detto per i vestiti, molto fedeli all’epoca e artigianalmente ben fatti e spettacolari.

La compagnia funziona: dietro lo spettacolo c’è stato un lavoro trentennale, ed è evidente. Sul palco c’è unione, probabilmente dovuto anche al tema trattato. Pur essendo attori amatoriali, sono riusciti a rendere giustizia al musical, ponendosi alla stessa altezza degli attori professionisti del 1991.

Gli unici attori che recitano in prosa sono il padre di Francesco, Pietro Di Bernardone, e La Cenciosa. Bernardone è interpretato meravigliosamente da Andrea Rossi, che, con l’aiuto della cadenza umbra, è riuscito  a rendere suo e personalizzare il personaggio- facendo anche parecchio ridere. Martina Anedda, che interpreta La Cenciosa, merita un plauso speciale perché interpretare in maniera naturale e non ridicolizzare un personaggio del genere non è facile.

Roberto Zevini, che interpreta Francesco, ha sicuramente colto la semplicità del personaggio, trasportandola anche nel canto. Infatti pure essendo probabilmente un tenore, ha lasciato da parte l’agilità tipica del suo registro  mantenendone però i colori caratteristici. La sua voce si intreccia perfettamente con quella di Santa Chiara, interpretata da Marta Cristofari, voce delicata e adatta al personaggio, solamente poco modulata e con poche sfumature. Il piccolo e fedele compagno scrivano di Francesco, Frate Leone, è stato interpretato da Francesco Giovannoli, che pur non proferendo parola, riesce ad esprimere ogni sentimento con le espressioni del viso. Interessante il contrasto tra Paolo Manupelli, il Lupo, voce graffiante e energica, e Daniele Monetti, il Diavolo, voce tecnica che rasenta la lirica e potente. Menzione speciale per Ludovica Lanfaloni, prima ballerina, che interpreta magistralmente sia la Luna, che la Morte. Eccezionale anche la parte corale e coreografica curata da altri ragazzi che per ragione di spazio non possiamo nominare: perfettamente coordinata, fedele all’originale e d’impatto.

Lo spettacolo sarà in scena tutti i fine settimana fino al 2 aprile, e ne vale sicuramente la pena.

Giacomo Visalli

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