Continua a crescere la tensione nella regione asiatica

Continua a crescere la tensione nella regione asiatica

Continua a crescere, ormai a livelli altissimi, la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord, in una situazione che tiene il mondo intero con il fiato sospeso. L’ambiente è quasi surreale, l’atmosfera politica internazionale sembra richiamare i lontani tempi della guerra fredda, con due schieramenti mondiali che si minacciano a vicenda e quello orientale che però non si limita solo alle parole. Solo tre giorni fa, infatti, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, o il maresciallo, come ama farsi chiamare, ha eseguito il sesto esperimento nucleare, il più pericolo dato che la bomba H, che può essere montata sopra un missile intercontinentale, ha causato una scossa tale da essere registrata anche dai sismografi americani, i quali hanno registrato una scossa dal valore di 6.3 gradi sulla scala Richter e dalla durata di 10 secondi. Secondo gli esperi questo ordigno ha superato di dieci volte la potenza di quello utilizzato nel precedente esperimento, che già aveva la potenza della bomba atomica sganciata su Hiroshima nel 1945.

Il presidente americano Trump ha dichiarato che sta pensando all’ipotesi di interrompere gli scambi commerciali con i paesi che a loro volta ne intraprendono ancora con la Corea del Nord, mentre si dice ancora incerto sull’idea di attaccare Pyongyang.

Questa volta però il test missilistico del maresciallo ha fatto tremare anche la Cina, da tempo grande protettrice diplomatica del piccolo paese comunista con l’occidente, poiché anche la Corea del Nord torna utile alla Cina, che la può utilizzare per tenere lontane le truppe americane stanziate nella Corea del Sud. La scossa è stata avvertita perfino dal presidente Xi Jinping, impegnato con il presidente russo Putin e quello indiano Modi impegnati in un evento internazionale. Tali tensioni stanno però cambiando i rapporti tra i paesi, a tal punto che i presidenti russo e cinese si sono espressi entrambi per la necessità di una risposta rapida.

Le sanzioni finora varate non sono servite a fermare la corsa alle armi di Kim, il Giappone ha invocato anche il blocco del commercio di Petrolio da parte della Cina, che però si è fino ad ora espressa contrariamente ad una soluzione così destabilizzante.

I rapporti continuano a deteriorarsi nella regione del pacifico, seguita dall’attenzione di tutto il mondo. Seul ieri ha messo in guardia la possibilità di nuovi test da parte di Pyongyang, sostenendo che si svolgeranno probabilmente o il 9 settembre, anniversario della fondazione del regime, o il 10 ottobre, anniversario della nascita del partito dei lavoratori. Nel frattempo anche la Corea del Nord si esercita con simulazioni di lanci di missili ed attacchi aerei, insieme alla costruzione di barriere anti missili, per dimostrare che in un eventuale conflitto sapranno farsi trovare pronti.

L’ONU sta valutando maggiori sanzioni dopo quelle già applicate, come la proibizione dell’esportazione di minerali, carbone e pesce nordcoreani, o la possibilità ai lavoratori della Corea del Nord di lavorare all’estero per portare i guadagni alla patria. L’unica soluzione rimasta sembrerebbe il già citato embargo petrolifero, al quale però la Cina continua ad opporsi, anche per non avere un nemico pericoloso ed imprevedibile così vicino.

Oggi l’ambasciatore di Kim all’ONU ha annunciato che invierà altri «pacchi regalo» agli Stati Uniti, creando così ulteriore preoccupazione, a maggior ragione dopo le segnalazioni dell’intelligence che nella notte hanno scoperto lo spostamento sulla costa occidentale di un lanciatore di missili a lungo raggio.

Trump ha quindi annunciato via Twitter la vendita di armi sofisticate a Corea del Sud e Giappone, mentre la ministra della difesa francese Florence Parly ha affermato l’esistenza di un rischio elevato anche per l’Europa, data la distanza che i missili di Pyongyang possono raggiungere.

L’atmosfera internazionale è particolarmente instabile e imprevedibile a causa dell’isteria militare del leader della Corea del Nord. Ci aspettano giorni particolarmente tesi, a livello mondiale.

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