Turchia: Erdogan si proclama vincitore, l’opposizione non ci sta e contesta

Turchia: Erdogan si proclama vincitore, l’opposizione non ci sta e contesta
Il presidente turco vota al seggio - Foto: AP Photo/Hussein Malla)

Il presidente turco Recep Tayip Erdogan, detto il “Sultano”, ha proclamato oggi la sua vittoria al referendum sul rinforzo dei suoi poteri che i risultati provvisori gli accordano, ma l’opposizione ha denunciato frodi annunciando che contesterà il risultato

ISTANBUL – Il presidente si impone. Tuttavia, stando ai risultati diffusi dall’agenzia stampa filogovernativa Anadolu, il “si” ha raccolto solo il 51,35% delle preferenze secondo lo spoglio dei dati sul 99% delle urne. In un discorso televisivo, il capo di Stato ha accolto una “decisione storica” del popolo turco ed esortato i paesi stranieri a rispettare il risultato elettorale. Poco dopo ha evocato la possibilità di organizzare un nuovo referendum, questa volta sul ristabilimento della pena capitale, un’iniziativa che andrebbe decisamente in contrasto contro il processo di adesione all’Unione Europea.

Poco prima dell’intervento di Erdogan, il Primo ministro Binali Yildirim ha rivendicato la vittoria del “si” presso al capitale Ankara. Tuttavia, i due principali partiti d’opposizione, il CHP e l’HDP (filo curdo), hanno denunciato delle presunte irregolarità e “manipolazioni” nel corso del referendum e annunciato che contesteranno il risultato. Contestano, soprattutto, una misura annunciata all’ultimo minuto dall’Alto Consiglio elettorale turco (YSK) che considera valide le schede che non riportano il timbro ufficiale del seggio e che sono finite nelle urne.

ISTANBUL E ANKARA HANNO VOTATO NO

Istanbul, Ankara e Izmir, le tre principali città del paese, hanno votato no mentre le città di maggioranza curda, specialmente nel sud est del paese, hanno votato contro l’accrescimento delle prerogative del capo di Stato. Venuti ad assistere al discorso di Yildrim ad Ankara, alcuni sostenitori dell’AKP hanno espresso la loro gioia per il risultato raggiunto. La revisione costituzionale prevede in particolar modo l’abolizione del posto del Primo ministro a beneficio di un super presidente, mentre Erdogan è già accusato di autoritarismo dai suoi detrattori.  Se la sua vittoria fosse ufficialmente confermata, Erdogan che fuggiva a un tentativo di colpo di Stato lo scorso 15 luglio, disporrebbe non solo di poteri considerevoli ulteriormente rinforzati ma potrebbe, teoricamente, restare alla guida del paese fino al 2029. Ha occupato il posto di capo di Stato tra il 2003 e il 2014, prima di essere eletto Presidente.

Parte del popolo in festa per le strade del paese – Foto: Twitter
Foto: Twitter
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Il governo presenta questa revisione costituzionale come indispensabile per assicurare la stabilità della Turchia e permetterle di far fronte alle sfide economiche e di sicurezza. L’opposizione denuncia, però, la deriva autoritaria di un uomo che accusa come accentratore assoluto. L’opposizione e le Ong hanno deplorato una campagna squilibrata con una predominanza di “si” per le strade e attraverso i media. La Turchia è peraltro, in stato di emergenza dal mancato golpe dello scorso luglio. Circa 47 000 persone sono state arrestate e più di 100 000 sospese dalle loro funzioni.

La sicurezza, quindi, ha conseguentemente occupato uno spazio importante nell’organizzazione dello scrutinio. La Turchia, essendo stata vittima negli ultimi mesi di un’ondata senza precedenti di attacchi omicidi legati all’autoproclamato Stato islamico e dalla ribellione curda.

 

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