Turchia: perché era lecito aspettarsi l’attentato di capodanno

Turchia: perché era lecito aspettarsi l’attentato di capodanno
Foto: VOA News

Per il quotidiano Hürriyet Daily News, l’attacco terrorista che ha avuto luogo in un night club nel versante europeo di Istanbul, non era sfortunatamente imprevedibile. Il giornale denuncia come la situazione, fuori e dentro il paese, lasciasse presagire uno simile scenario

ISTANBUL – Mentre l’attentato che ha ucciso 39 persone ferendone 69 nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, è stato rivendicato dall’ISIS, il quotidiano turco Hürriyet Daily News, analizza i differenti fattori che hanno condotto a questo attacco.

“Non è difficile vedere che il numero di attentati perpetrati in Turchia dallo Stato islamico o dal PKK aumentino a dismisura insieme alle operazioni militari turche in Siria”, suggerisce il giornale. Il quotidiano ricorda che, il 31 dicembre, qualche ora prima dell’attacco, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approvava all’unanimità, il cessate il fuoco in Siria, negoziato anche dalla stessa Turchia e dalla Russia.

L’uscita del locale nella parte europea di Istanbul, dopo l’attentato – Foto: AP

CAPODANNO: UNA “CELEBRAZIONE ILLEGITTIMA”

Il quotidiano punta il dito anche e soprattutto contro le falle dei servizi segreti. Recentemente, un certo numero di avvertimenti sono stati inviati ai governatori della provincia per avvisarli che gli attentati dei terroristi avrebbero colpito grandi città, come Istanbul e Ankara, e che avrebbero colpito luoghi affollati, come i centri commerciali, i ristoranti o le discoteche, frequentate da turisti e stranieri.

Inoltre, il giornale ricorda, che per diversi anni, i servizi di sicurezza turchi sono stati gestiti dai simpatizzanti di Fethullah Gülen, un predicatore islamico che vive in America, oggi accusato di essere all’origine del fallito golpe del 15 luglio 2016. Secondo Hürriyet, i suoi sostenitori sono stati rimpiazzati da nuovi agenti, la cui mancanza di esperienza può causare problemi al coordinamento delle operazioni.

LA TURCHIA CACCIA I SOSTENITORI DI GULEN FINO IN TURKMENISTAN

Concludendo, il quotidiano si interroga sul ruolo che ha avuto l’attuale clima politico in Turchia, con “l’aumento dello sciovinismo religioso e nazionalista”. Ricorda, che due giorni prima del dramma, Mehmet Görmez, a capo della direzione degli Affari religiosi, criticava le celebrazioni del nuovo anno. In un sermone diffuso nelle moschee del paese, le qualificava come “illegittime” affermando che non hanno “nessun posto nella tradizione culturale del paese dell’Islam e della Turchia”.

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