Scambio di informazioni: nuovo accordo Italia-Svizzera

Scambio di informazioni: nuovo accordo Italia-Svizzera

Pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze il nuovo accordo tra Italia e Svizzera, entrato in vigore il 2 marzo 2017, che rende operativo lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali attraverso le “richieste di gruppo”, in base a quanto previsto dall’art. 27 della Convenzione sulle doppie imposizioni. L’intesa ha come obiettivo quello di rafforzare la collaborazione tra i due Paesi al fine di garantire una maggiore trasparenza fiscale, allineando lo scambio di informazioni al più recente standard dell’Ocse.

Si tratta di un accordo che rientra nell’ambito del più ampio quadro di normativo internazionale per la trasparenza fiscale. L’Italia potrà così ricevere in via continuativa, a partire dal mese di settembre dell’anno in corso, le informazioni nominative su contribuenti italiani che detengono disponibilità finanziarie presso un ampio numero di Paesi, ivi compreso i maggiori centri finanziari. Ciò rappresenta un’importante opportunità per i contribuenti italiani che detengono attività all’estero evadendo il Fisco di regolarizzare la propria posizione, usufruendo della Voluntary Disclosure, i cui termini sono stati di recente riaperti.

Per quanto concerne l’ambito soggettivo, l’accordo si riferisce ai contribuenti c.d. “recalcitranti”, ovverosia a quei clienti di istituti finanziari a cui è stato chiesto, ma hanno rifiutato, di fornire adeguate rassicurazioni sulla regolarità dei fondi depositati presso le istituzioni finanziarie svizzere.
Le richieste di gruppo potranno essere inviate da gruppi di contribuenti identificabili in base a determinati schemi di comportamento, senza che sia obbligatoria un’elencazione nominativa nella richiesta. Sarà invece necessario un riferimento a fatti e/o circostanze esistenti o realizzate dal 23 febbraio 2015.
La funzione delle richieste di gruppo è quella di generare elenchi nominativi in risposta, a cui potranno seguire ulteriori richieste di informazioni più dettagliate. Il tutto per consentire alle autorità competenti di Italia e Svizzera di rafforzare la reciproca collaborazione per rendere operative le richieste di gruppo anche sui conti svuotati e quelli “sostanzialmente svuotati” (cioè quelli ancora in essere che hanno una giacenza di saldo superiore ai 15 mila euro alla data di apertura della voluntary disclosure e una consistenza di meno di 7.500 alla chiusura) di pertinenza di clienti italiani.

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