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CIRCOLARE: compensazione cartelle esattoriali con credito I.V.A

La compensazione dei debiti erariali iscritti a ruolo: pubblicato il decreto attuativo

Numero :
42/2011

Gruppo :
NOVITÀ

Oggetto :
IL DIVIETO DI COMPENSAZIONE DEI CREDITI PER RUOLI NON PAGATI

Norme e prassi : ART. 17, D.LGS. N. 241/97; ART. 31, COMMA 1, DL N. 78/2010; DECRETO MEF 10.2.2011; CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE 15.2.2011, N. 4/E; RISOLUZIONE AGENZIA ENTRATE 21.2.2011, N. 18/E

Con la pubblicazione sulla G.U. del Decreto contenente le modalità di definizione dei debiti erariali iscritti ruo lo,in presenza di ruoli scaduti e superiori ad euro 1.500, i contribuenti dovranno necessariamente estinguere l’intero debito iscritto a ruolo caduto prima di poter utilizzare in compensazione i crediti  a  disposizione.

 

A tal fine andrà utilizzato lo specifico codice tributo Ruol  nel modello “F24 Accise”.

Con il  presente documento si intende, in particolare, porre l’attenzione sulle principali regole applicative della nuova disciplina in tema di compensazione.

Gli  argomenti

1. PREMESSA

2. AMBITO APPLICATIVO
3. MOMENTO DI APPLICAZIONE DEL DIVIETO
4. DIVIETO DI COMPENSAZIONE
5. SANZIONI
6. PAGAMENTO SOMME ISCRITTE A RUOLO
7. PAGAMENTO PARZIALE DEL DEBITO
8. MODALITÀ DI COMPENSAZIONE DEL DEBITO
9. ESEMPI

Premessa
Come noto l’art. 31 comma 1 del D.L. n. 78/2010, c.d. “Manovra correttiva”, ha ampliato i limiti alla compensazione dei crediti erariali. In particolare, tale norma pone un limite alla compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali precludendo al contribuente la possibilità esercitarla in presenza di debiti per imposte erariali e relativi accessori iscritti a ruolo, se di importo superiore a 1.500 euro e per i quali sia scaduto il termine di pagamento .

In altri termini, a decorrere dall’1.1.2011, la cd. Compensazione ”orizzontale”, prevista dall’art. 17, comma 1 del D.Lgs. 9 luglio 1997, dei crediti relativi alle imposte erariali, è vietata fino a concorrenza dell’importo deidebiti iscritti a ruolo:

di ammontare superiore a € 1.500;

per i quali è scaduto il termine di pagamento.

di ammontare superiore a €

Dal 2011 è vietato 1.500 l’utilizzo in compensazione dei crediti “erariali”: per i quali sia scaduto il termine di Pagamento Con la pubblicazione del DM 10.2.2011, pubblicato sulla G.U. 18.2.2011, n. 40, sono state definite le modalità di estinzione dei debiti iscritti a ruolo. In particolare, si precisa che finché il contribuente presenti  somme iscritte a ruolo scadute e non pagate non potrà utilizzare in compensazione eventuali crediti d’ imposta a disposizione.

 

 

Ambito
L’ambito applicativo della disposizione in esame, come confermato
applicativo
dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 15.2.2011, n. 4/E :
riguarda la sezione erario del modello F24 di versamento e quindi risulti

circoscritta ai crediti e debiti relativi alle sole imposte erariali  e relativi

accessori (ad esempio, IRPEF, IRES, IVA ed altre imposte indirette)  non

riguardando  altre tipologie di imposte;

esclude:

i tributi locali (es. ICI);

i contributi previdenziali (es. INPS dipendenti, artigiani, commercianti,

gestione separata ex L. 335/95);

i premi INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

le sanzioni amministrative riscosse tramite ruolo (es. per violazioni al

Codice della strada).

La norma, infatti, fa esplicito riferimento alle “imposte erariali”,  e quindi

non interessa crediti e debiti contributivi.

Infatti, la circolare precisa: “quanto ai tributi cui fa riferimento, devono

intendersi, ad esempio, le imposte dirette, l’imposta sul valore aggiunto ed le

altre imposte indirette, con esclusione, quindi, dei tributi locali e dei contributi

di qualsiasi natura “.

i tributi locali ICI ecc …

Non rientrano fra i debiti

Erariali scaduti posti a i contributi previdenziali (INPS), quelli

base per il divieto INAIL  altre pretese quali le multe per

infrazioni al codice della strada

Inoltre, sciogliendo dubbi interpretativi al riguardo, nella relazione di

accompagnamento al citato DM 10.2.2011, viene precisato che  rientrano tra

le imposte erariali anche l’IRAP e le addizionali all’IRPEF. Blocco, dunque,

all’utilizzo in compensazione anche in presenza di eventuale credito IRAP o

risultante da addizionali.

Il momento in cui scatta il divieto in esame, ovvero,  il momento in cui il ruolo
applicazione del
divieto  deve considerarsi scaduto,  è quello del termine di pagamento della cartella.
Per cui, i debiti che generano la preclusione alla compensazione devono

essere debiti per i quali è scaduto il termine di pagamento delle somme

iscritte a ruolo, ossia deve essere decorso il termine di 60 giorni dalla notifica

della cartella di pagamento al contribuente, ai sensi del comma 2, dell’art.

25, D.p.r. n. 602/1973.

Nello specifico, l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 4/E del

14.02.2011 afferma che “la compensazione è, dunque, ancora possibile solo

entro 60 giorni dalla notifica della cartella, ovvero qualora il pagamento dei

ruoli sia eseguito tempestivamente”.

Ed aggiunge che “la preclusione vale anche per le cartelle già notificate

nel 2010 e, comunque, per tutte quelle il cui termine di pagamento sia già

scaduto anteriormente al primo gennaio 2011″.

Sarà, dunque, opportuno che il contribuente valuti con la giusta

attenzione, prima dello spirare del termine di 60 giorni dalla notifica della

cartella, se procedere al pagamento delle somme iscritte a ruolo non ancora

scadute al fine di evitare il blocco alle compensazioni.

Con l’emanazione Decreto ministeriale, contenente le modalità di definizione
compensazione
dei debiti erariali iscritti a ruolo, viene espressamente regolamentato che  il

contribuente deve necessariamente estinguere l’intero debito iscritto a ruolo

scaduto prima di poter utilizzare in compensazione i crediti a disposizione.

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate nella  Circolare n.

4/E, “al contribuente titolare di crediti di importo superiore a quello iscritto a

ruolo, non è consentito effettuare alcuna compensazione se non assolve,

preventivamente, l’intero debito per il quale è scaduto il termine di

pagamento, unitamente con i relativi accessori. La disposizione, pertanto,

configura un obbligo di preventiva estinzione dei debiti iscritti a ruolo e non

una “riserva indisponibile” del credito pari all’ammontare di tali debiti.”

Tale disposizione, contrariamente  a quanto indicato in precedenza

(ovvero la possibilità per il contribuente del  mantenimento di una “riserva” di

credito a copertura del debito iscritto a ruolo per poter compensare il

restante credito disponibile) precisa  che, anche in presenza di un credito di

importo superiore a € 1.500, lo stesso non può essere utilizzato in

compensazione se prima non risultano estinti i debiti erariali iscritti a ruolo.

Per cui, solo dopo la totale estinzione dei debiti erariali iscritti a ruolo e

scaduti il contribuente potrà utilizzare in compensazione l’ulteriore credito

disponibile.

A partire dalla prossima scadenza di versamento del 16 marzo, quindi,  i

contribuenti con ruoli scaduti non potranno utilizzare i crediti erariali in

compensazione, anche se “esuberanti”, se non dopo averli utilizzati per

estinguere il debito nei confronti dell’erario.

Mentre, si segnala che qualora i contribuenti abbiano utilizzato in

compensazione i crediti disponibili lo scorso 16.2 anche in presenza di debiti

iscritti a ruolo scaduti, di importo superiore a € 1.500, non incorrono in sanzioni

esclusivamente se hanno tenuto “a disposizione” una quota del credito a

copertura del debito iscritto a ruolo, utilizzando in compensazione solo

l’eccedenza.

Sanzioni
In caso di violazione del divieto in esame è applicabile la sanzione del 50%

dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali ed accessori, per i

quali è scaduto il termine di pagamento, fino a concorrenza dell’ammontare

indebitamente compensato.

La sanzione non può comunque essere superiore al 50% di quanto

indebitamente compensato.

Al riguardo secondo quanto precisato dall’ Agenzia delle entrate: “La

sanzione per indebita compensazione non può essere applicata finché sulla

iscrizione a ruolo penda contestazione in sede giurisdizionale o

amministrativa. In tale evenienza i termini per applicare la sanzione

decorrono dal giorno successivo alla definizione della contestazione.

Nelle ipotesi in cui sull’iscrizione a ruolo penda contestazione, la

decorrenza dei termini decadenziali per la notificazione dell’atto di

contestazione decorre dal giorno successivo alla data della definizione della

contestazione medesima.”

Di fatto, quindi, la sanzione:

non può essere superiore al 50% di quanto indebitamente compensato;

non può essere applicata fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo

penda contestazione giudiziale o amministrativa. In tal caso  i termini per

applicare la sanzione decorrono dal giorno successivo alla definizione della

contestazione.

Pagamento
Secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 2 del decreto 10.02.2011, la
somme iscritte  a
ruolo compensazione dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali con crediti fiscali
riguarda  anche:

gli oneri accessori relativi alle imposte erariali iscritte a ruolo (sanzioni,

interessi), compresi gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione

(per es. spese di notifica).

le imposte erariali “la cui riscossione è affidata all’agente della riscossione”

secondo le disposizioni previste dall’art. 29 del D.L. n. 78/2010 (convertito

dalla legge n. 122/2010). Si tratta, in particolare, di avvisi di accertamento

non impugnati e delle iscrizioni a ruolo provvisorie in presenza di ricorso.

Il meccanismo della compensazione si applicherà anche al nuovo

sistema di riscossione che entrerà in vigore dal 1° luglio 2011.

Pagamento
Il pagamento delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi
parziale del
debito  accessori può essere effettato anche in modo parziale mediante la
compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte.

In tale ipotesi (compensazione parziale delle posizioni debitorie), il

contribuente deve preventivamente comunicare all’agente della riscossione

le imposte che intende estinguere.

Qualora non si proceda alla suddetta comunicazione, l’agente della

riscossione provvederà all’imputazione dei pagamenti così come risulta

dall’articolo 31 del Dpr 602/1973, partendo dalle rate più vecchie.

Nel caso in cui il contribuente effettui un pagamento in misura superiore

rispetto a quanto iscritto a ruolo, ovvero effettui una compensazione

superiore alle somme dovute, per ottenere il rimborso dell’ eccedenza

versata, dovrà necessariamente presentare apposita istanza all’Agente della

riscossione.

Ai fini dell’erogazione del rimborso l’agente della riscossione verifica

presso la pubblica amministrazione competente l’effettiva sussistenza del

credito utilizzato in compensazione dal contribuente.

Pagamento parziale del “preventiva” comunicazione

debito erariale all’Agente della riscossione delle

posizioni debitorie da estinguere

Modalità di
Con la  risoluzione n. 18/E dell’Agenzia delle Entrate del 21.2.2011 è stato
compensazione
debito istituito il codice tributo denominato “RUOL”. Per cui  ai fini della
compensazione delle somme iscritte a ruolo (anche parziale), il contribuente

dovrà riportate nel modello “F24 Accise” nella sezione “Accise / Monopoli ed

altri versamenti non ammessi in compensazione”:

nel campo “ente” la lettera R;

nel campo “prov” va indicata la sigla della provincia di competenza

dell’agente di riscossione presso il quale il debito risulta in carico, desumibile

dalla “Tabella T Sigle province”;

il codice tributo “RUOL”, istituito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione

21.2.2011, n. 18/E.

CODICE DESCRIZIONE

RUOL “PAGAMENTO MEDIANTE COMPENSAZIONE DELLE SOMME ISCRITTE A RUOLO PER

IMPOSTE ERARIALI E RELATIVI ACCESSORI – ART. 31, C. 1, D.L.31 MAGGIO

2010, N. 78″.

I campi “codice identificativo”, “mese” e “anno di riferimento” non

devono essere compilati.

Secondo il Decreto in esame, restano ferme le disposizioni emanate in

materia di controllo preventivo dell’utilizzo in compensazione dei crediti IVA,

di cui all’art. 10 del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con

modificazioni, dalla legge del 30 luglio 2010, n. 122,  nonché di obbligo, per i

titolari di partita IVA, di presentazione dei modelli F24 esclusivamente con

modalità telematiche, di cui all’art. 37, comma 49, del decreto-legge 4 luglio

2006, n. 223.

I titolari di partita IVA devono presentare il

modello F24 Accise in via telematica

Utilizzo credito IVA:

Regole utilizzo

compensazione importi compensazione superiori a € 10.000, decorre dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione trimestrale

reddito IVA per importi superiori a € 15.000 annui richiede visto di conformità da parte di annuale o dell’istanza un soggetto abilitato

Va infine  precisato che il Decreto all’ art. 2 comma 3 prevede la

possibilità che gli agenti della riscossione e l’Agenzia delle entrate possano

stipulare apposita convenzione per la trasmissione telematica dei modelli F24,

in nome e per conto dei contribuenti, mediante il servizio Entratel.

Esempi
Esempio 1

Qualora il contribuente presenti la seguente situazione:

credito Iva : Euro 4.000

debito per somme iscritte a ruolo non pagate Euro 1.000

Poiché il debito per somme iscritte a ruolo non è superiore a € 1.500 il contribuente

può tranquillamente utilizzare in compensazione il credito IVA.

Esempio 2

Qualora il contribuente presenti la seguente situazione:

Credito Irpef : Euro 7.000

Debito per somme iscritte a ruolo scadute e non pagate: Euro 5.000

debito IVA in scadenza il 16.3.2011 pari a € 2.000.

Poiché il debito per somme iscritte a ruolo è scaduto ed è superiore a € 1.500, il

contribuente, per poter utilizzare il credito deve provvedere all’estinzione del debito

scaduto.

Con pagamento del debito erariale mediante l’utilizzo del credito IRPEF sarà poi

possibile  utilizzare il residuo credito pari a € 2.000 (7000 – 5.000) per il versamento in

compensazione del debito IVA.

Esempio 3

Qualora il contribuente presenti la seguente situazione:

credito Ires : Euro 13.000

debito per somme iscritte a ruolo non pagate e relative ad una cartella

di pagamento notificata il 10.2.2011: Euro 7.000

debito IVA in scadenza il 16.3.2011 pari a € 5.000.

Il debito per somme iscritte a ruolo è superiore a € 1.500 ma essendo stato notificato

il 10.2.2011 non è ancora scaduto. In tal caso  il contribuente, può utilizzare in

compensazione il credito IRES  per il versamento dell’ Iva. Nel caso faccia

decorrere i 60 giorni dalla notifica il credito Ires residuo euro 8000 (13000-5000) viene

bloccato. Per poter utilizzare ancora il credito residuo deve provvedere

all’estinzione del debito scaduto.

Esempio 4

Si ipotizzi che  il contribuente presenti la seguente situazione:

Credito Ires : Euro 3.000

Debito per somme iscritte a ruolo (Irap, sanzioni, interessi) non pagate e

scaduto: Euro 5.000

Poiché il debito per somme iscritte a ruolo è scaduto ed è superiore a € 1.500 il

contribuente per poter utilizzare il credito deve provvedere all’estinzione del debito

scaduto. In questo caso si tratta di una estinzione parziale visto che il credito Ires

disponibile non è totalmente capiente  del debito iscritto a ruolo. A tal fine sarà

necessaria una preventiva comunicazione  all’Agente della riscossione delle partite

debitorie estinte.

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