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Protesi killer: chirurghi plastici denunciano la Pip
Le protesi Pip non hanno causato seri danni alla salute di migliaia di persone in tutto il mondo ma hanno anche leso il lavoro di centinaia di chirurghi plastici che si sono detti pronti a denunciare la casa produttrice delle Pip, la società francese Poly Implant Prothesis e l'ente certificatore tedesco T.U.V. Rheinfeld, responsabile dei controlli dichiarandosi parte lesa.
I medici dell'Aicpe, l'Associazione che riunisce i chirurghi plastici estetici in una nota hanno detto in una nota: “Nello scandalo delle protesi Pip non solo le pazienti, ma anche noi chirurghi siamo parte lesa”.
Mario Pelle Ceravolo, vicepresidente di Aicpe, la prima associazione in Italia che riunisce chirurghi plastici che si dedicano principalmente all'aspetto estetico, ha affermato: “Abbiamo depositato al tribunale di Roma una querela contro il fabbricante delle protesi Pip e contro chi avrebbe dovuto controllarle, in quanto i chirurghi che hanno utilizzato gli impianti incriminati sono stati oggetto di truffa, alla stregua di tutte le pazienti. Siamo stati ingannati da un prodotto regolarmente accreditato con marchio CE e che, all'esame visivo, possedeva caratteristiche fisiche del tutto appropriate e ottimali per i tipi di intervento di mastoplastica che dovevamo. Abbiamo operato nel rispetto delle norme che regolano la professione medica, osservando le leggi vigenti in tutti gli stati europei”. Ceravolo ha poi ricordato che: “Le protesi Pip avevano un costo paragonabile a quello di altre protesi prodotte da ditte diverse, non sono state scelte sulla base di un costo inferiore ma per le loro caratteristiche intrinseche”
Per il vicepresidente dell’Aicpe inoltre l’utilizzo ultradecennale delle protesi Pip, costituiva un ulteriore elemento tranquillizzante circa l'affidabilità del prodotto, per questo motivo: “non può quindi essere riconosciuta nessuna colpa – ai chirurghi - in quanto hanno utilizzato un prodotto con marchio CE, riconosciuto sia dalla comunità scientifica, sia dagli organismi incaricati del controllo sulla qualità”.
Alessandra Cetronio
4 febbraio 2012
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