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Napoli: arrestati 56 falsi invalidi. Danni all'Inps per 2 milioni di euro...
TRA GLI INDAGATI ANCHE NOTI ESPONENTI DELLA MALAVITA NAPOLETANA
L'inchiesta sui falsi invalidi scoperti a Napoli tre anni fa non si ferma. I carabinieri del Comando provinciale del capoluogo campano hanno arrestato all'alba 56 persone. Per tutti l'accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità materiale e ideologica, distruzione degli atti e contraffazione di sigilli. Nell'operazione, a largo raggio, i militati hanno sequestrato anche 16 abitazioni e 3 terreni, più di 150 conti correnti e depositi bancari e 100 automezzi.
Napoli: quante proteste per il lavoro!
ALCUNI OPERAI IN SEGNO DI PROTESTA SI ARRAMPICANO SU DI UNA GRU IN PIAZZA MUNICIPIO. LAVORATORI DI UNA DISCIOLTA COOPERATIVA SALGONO INVECE FINO SOPRA IL VESUVIO E IN SEGNO DI PROTESTA PIANTANO LE TENDE.
Difendere il posto di lavoro, avere le dovute spettanze per i moltissimi lavoratori campani diventa sempre più difficile. Crescono così le proteste e i sit- in nelle piazze, in strada, ma anche in luoghi non comuni, pur di cercare di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica, del Governo e delle Autorità locali. Le ultime proteste partono da piazza Municipio, dove tre lavoratori sono riusciti a raggiungere una gru posta nel cantiere della metropolitana, mentri altri hanno manifestato in via Verdi, davanti alla sede comunale.
Cresce il malcontento a Napoli: incidenti davanti sede di Equitalia al Corso Meridionale
Nel corso della manifestazione feriti alcuni poliziotti e manifestanti. Fermate sette persone.
I cittadini non ce la fanno più. Ora si sta esagendo e le tasse da pagare sono veramente tante. Gli ultimi episodi di sucidio di gente disperata che non sa come pagare le cifre raddoppiate delle cartelle ricevute da "Equitalia," l'agenzia della riscossione dei tributi, sono l'emblema più evidente della grave crisi sociale ed economica che colpisce la classe meno abbiente, alimentando così la cosidetta guerra fra poveri. Manifestazioni di protesta sono state inscenate a Napoli da un consistente gruppo di manifestanti, apppartenenti a varie sigle dei disoccupati organizzati.
Imprenditore, disperato per i debiti, si uccide nei pressi del Santuario di Pompei
Prima di uccidersi Arcangelo Arpino, un imprenditore edile di 63 anni ha lasciato tre lettere significative. In una di queste egli chiede scusa del suo suicidio ai suoi familiari e alla Madonna, nella seconda si scaglia contro "Equitalia", nella terza parla di gravi problemi economici. L'uomo ha poi puntato la sua pistola di ordinanza, calibro 7, 65, alla testa e si è tolto la vita. Il folle gesto è avvenuto nel parcheggio del Santuario di Pompei. Inutili i soccorsi di alcune suore. Arpino è spirato subito dopo all'ospedale di Castellammare di Stabia.
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Video realizzato in occasione del match Sankt Pauli - Hansa Rostock del 22 aprile 2012. All'interno del servizio le interviste al vicepresidente del club Sankt Pauli, Bernd Georg Spies e al capitano, Fabian Boll. "VAI ALL'ARTICOLO
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