L’estrema destra è tornata a picchiare

L’estrema destra è tornata a picchiare

La notizia che ieri ha fatto scalpore riguarda quanto accaduto al giornalista rai Daniele Piervincenzi e alla sua troupe recatasi ad Ostia per intervistare Roberto Spada sui risultati elettorali ottenuti da Casapound. Il giornalista ha fatto alcune domande a Spada, fratello di Carmine Spada, boss condannato a 10 anni per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, sul suo appoggio, tramite Facebook, alla lista Casa Pound alle elezioni comunali di Ostia.

L’inviato rai è stato colpito con una testata, che gli ha procurato una rottura del naso, dopo aver fatto qualche domanda a Roberto Spada sulle possibilità che Casapound ha di cambiare le cose ad Ostia dopo le elezioni, dato che lo stesso intervistato aveva esplicitamente dichiarato il suo appoggio alla lista. Dopo qualche domanda ha perso le staffe ed ha colpito prima l’intervistatore e poi il camera man, inseguendoli anche con un bastone.

Le reazioni sono arrivate quasi subito da tutto il mondo della politica e del giornalismo anche grazie al fatto che la notizia, con annesso video, è diventata virale in poco tempo. Il vicepresidente di Casapound Simone Di Stefano ha preso le distanze e ha condannato l’uso della violenza (nonostante in altre occasioni abbia dichiarato che il loro movimento politico, nel caso di necessità, non si fa problemi ad usarla) «Ci vuole poco a fare chiarezza. Roberto Spada non è un esponente di CasaPound. Con lui non condividiamo nulla, se non una sua presenza ad una festa per bambini in piazza 18 mesi fa. Non rispondiamo certo delle sue azioni e la violenza è sempre deprecabile». Dichiarazioni di solidarietà e di indignazione sono poi arrivate dagli altri candidati e candidate al municipio di Ostia, dal presidente del consiglio Gentiloni e altri ancora.

Nella stessa giornata di ieri un’altra notizia simile si è diffusa. Evgenia Kouniaki, avvocatessa greca che in passato si è spesa in difesa di alcuni migranti, è stata pestata da militanti di Alba Dorata, movimento greco di estrema destra, mentre si recava ad assistere un pescatore egiziano in un processo proprio contro Alba Dorata per aggressioni a membri di movimenti di sinistra e migranti.

In realtà, nonostante queste notizie passino quasi in silenzio, sono numeri i casi in cui movimenti di estrema destra non si fanno problemi ad utilizzare la violenza come proprio mezzo di propaganda. Proprio la settimana scorsa si era diffusa la notizia dei metodi di indottrinamento di Forza Nuova, in particolare nei giovani, ai quali viene insegnato che bisogna picchiare gli immigrati. Il problema non è solo a Roma però. A febbraio In provincia di Viterbo un ragazzo di ventiquattro anni, Paolo, è stato assalito da numerosi militanti di Casapound che tra una cinghiata ed un pugno gli urlavano contro «Fatti i cazzi tuoi, non prendere in giro CasaPound», poiché aveva condiviso un’immagine satirica di uno striscione di Casapound ritoccato con la scritta “Chi mette il parmigiano sulla pasta al tonno non merita rispetto”. A Milano il 1 aprile alcuni militanti di Forza Nuova ha effettuato un blitz contro un centro sociale con caschi e mazze. Celebre il raduno di persone che il 25 aprile si sono recate al cimitero Maggiore di Milano a commemorare i caduti della repubblica di Salò con il saluto rigorosamente romano, non considerando il divieto della procura alla manifestazione. Il 20 giugno un ragazzo a Roma è stato picchiato con un tubo metallico mentre gli viene urlato contro «Zecca di merda!» solo perché indossava una maglietta del cinema america occupato. I casi purtroppo sono numerosissimi -il più recente è il bangla tour di cui si è parlato solamente la settimana scorsa- da nord a sud e coinvolgono sempre più persone.

L’estrema destra è tornata nelle piazze e lo ha fatto con le mani alzate, con le mazze, con i bastoni, con gli insulti, con i caschi, ahimè non solo con gli striscioni ed i megafoni. Ciò che più di ogni altra aspetto preoccupa è infatti il metodo. È assolutamente inammissibile pensare che sia legale, in un paese che si definisce civile, utilizzare la violenza come mezzo per diffondere le proprie idee. Nei casi elencati le vittime non hanno fatto nient’altro che indossare magliette o condividere una foto di satira politica. Ulteriormente deprecabile è il caso del giornalista rai a cui è stato rotto il naso mentre faceva informazione durante la campagna elettorale. Questa immagine, purtroppo, fin troppo facilmente rimanda con la mente a quel regime dittatoriale che è stato il ventennio e che non è, a quanto pare, così lontano come appare nei libri di storia. La destra estrema sta tornando nelle piazze, nelle strade delle nostre città e lo fa picchiando chi non condivide le loro idee. Lo fa con la forza come sempre. Perché per quanto possa essere “del nuovo millennio” sempre di fascismo si tratta.

A Ostia il dato da considerare è il risultato raggiunto dalla lista di Casapound che ha ottenuto il 9,08% ed è riuscita quindi ad entrare in consiglio. I loro voti saranno dunque decisi nel ballottaggio. Anche se sono numeri piccoli, per lo meno per ora, va considerato il loro peso nelle elezioni nazionali, così come va considerata la gravità di una loro eventuale legittimazione istituzionale, dato che in passato hanno già “fatto amicizia” con il leader della Lega Nord Matteo Salvini: a Roma hanno manifestato insieme nel febbraio del 2015 e dal palco della Lega Di Stefano dichiarò «Siamo in piazza con Matteo Salvini perché nasce un nuovo fronte politico contro il governo Renzi, un fronte composito, con la Lega, con ‘Noi con Salvini’ e con ‘Sovranità’, la nostra nuova formazione che vuole raccogliere tutti i movimenti sociali e identitari e portarli senza tentennamenti a Salvini, che ha bisogno anche di una destra al suo interno. Condividiamo ogni singola parola del progetto di Salvini, ed in particolare i tre capisaldi: no euro; stop immigrazione, perché non c’è più posto per nessuno e prima gli italiani, prima degli altri, prima di tutti».

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