SDA, scontri tra sindacati per il subappalto

SDA, scontri tra sindacati per il subappalto

 

Da circa due settimane prosegue lo sciopero dei dipendenti di SDA che lavorano a Carpiano, poco a sud di Milano. Sono quindici giorni che restano di fronte ai cancelli, anche di notte, e nonostante gli scontri di lunedì sera tra corrieri e picchettatori sono ancora lì, con più di centocinquantamila pacchi fermi, di cui non si sa ancora quando e se partiranno. Altri centocinquantamila pacchi sono stati obbligatoriamente rifiutati dalla società che ha contattato i pochi clienti invitandoli a rivolgersi ad altri per i loro servizi, poiché non certi di poter svolgere correttamente il trasporto. Così la SDA rinuncia al 40% del proprio mercato.

I problemi iniziano a settembre quando il sindacato Sol Cobas ottenne da SDA l’allontanamento della cooperativa CPL che a Carpiano forniva 43 dipendenti, la quale era anche in ritardo nel pagamento degli stipendi. CPL fu sostituita dalla cooperativa UCSA, che grazie a Sol Cobas riassunse anche gli stessi 43 dipendenti con le stesse condizioni salariali. È in questo momento che interviene un altro sindacato, Si Cobas, il quale contesta l’accordo raggiunto precedentemente da Sol Cobas, sostenendo che questo non salvaguardi i lavoratori dalla possibilità di licenziamento “facile” concesso dal Jobs Act oltre ad altre questioni come il Tfr. Lo sciopero in corso, promosso da Si Cobas, riguarda dunque questa discussione in corso tra i due sindacati, che si sono anche accusati a vicenda: Sol Cobas dice che Si Cobas ha delegittimato la loro lotta sindacale dall’inizio, Si Cobas dice che Sol Cobas ha fatto male il suo lavoro e che anche i suoi iscritti sostengono i nuovi scioperi. SDA inoltre ha affermato che questa mobilitazione «mette a repentaglio il lavoro di migliaia di maestranze dirette e indirette dell’indotto dell’e-commerce. L’azienda ha già denunciato alle competenti Procure della Repubblica i comportamenti che, al di fuori del perimetro del diritto sindacale, impediscono il libero esercizio commerciale e lo svolgimento del servizio pubblico universale». Anche altri centri di smistamento, mobilitati da Si Cobas, sono entrati in sciopero, come Bologna, Roma ed altri periferici.

«Ci trattano come numeri non come operai. Vogliamo solo lavorare. Vogliamo solo che vengano mantenuti i nostri diritti» ha affermato Johannes Abraham, che lavora a Carpiano da 6 anni. La sindacalista Concetta Cice, che da un anno smista i pacchi nel centro SDA, si è così espressa «Con il nuovo contratto perderemmo l’anzianità professionale, gli scatti e con l’applicazione del Jobs Act non abbiamo nemmeno la certezza del mantenimento del posto di lavoro».

Ad aumentare le tensioni ci sono stati anche gli scontri di lunedì sera, tra i picchettatori ed i corrieri SDA venuti fin da Avellino per «difendere il nostro lavoro». La situazione è precipitata di colpo, a tal punto che ci sono stati tre feriti, uno dei quali addirittura accoltellato. Al presidio di Capriano raccontano che sono arrivati con il solo intento di picchiare i picchettatori «è stata un’aggressione come facevano gli squadristi o come facevano i malavitosi in America negli Anni Venti». La situazione ricorda ciò che è avvenuto già l’anno scorso in un centro di smistamento GLS, dove un facchino egiziano fu investito da un camion arrivato per far smontare il picchetto.

Nel tentativo di calmare le acque, senza far sì che i lavoratori ci rimettano, sono intervenute le sigle di Filt Cgil che ha richiesto l’intervento del ministro dell’Interno allo scopo di salvaguardare le attività e assicurare agli addetti la continuità occupazionale ed i trattamenti economici, e di Filt Cisl, la quale ha richiesto anche l’intervento del ministro del Lavoro «i blocchi di Carpiano sono la punta dell’iceberg di un sistema degli appalti ormai fuori controllo che sta implodendo».

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