Barcellona, cosa sappiamo degli attentati in Catalogna

Barcellona, cosa sappiamo degli attentati in Catalogna

All’alba di un possibile referendum per l’indipendenza della Catalogna, Barcellona e Madrid non sono mai state così unite. Gli attacchi che ieri hanno colpito la comunità autonoma, fanno ripiombare l’Europa nell’incubo del terrore, un incubo divenuto ormai consueto, che ci scuote e ci sveglia e ci tiene in tensione.

I fatti

Barcellona- Poco dopo le cinque del pomeriggio di giovedì 17 agosto, un furgone a noleggio di colore bianco, è partito da Plaça de Catalunya e si è immesso sulla Rambla, la via più famosa e turistica di Barcellona, inseguendo e investendo la folla. Dopo l’attacco sulla Rambla la persona alla guida del furgone, è scappata a piedi. Ci sono stati 13 morti e più di 100 feriti. Tra le vittime anche due italiani. Uno dei due è Bruno Gulotta, 35enne di Legnano (in provincia di Milano), l’altro è Luca Russo, di Bassano del Grappa (Vicenza). Daesh ha rivendicato l’attentato tramite un comunicato diffuso dall’agenzia Amaq. Quello di Barcellona è il primo attentato dell’ISIS in Spagna, che già in passato però (l’11 marzo del 2004 a Madrid) era stata colpita da una brigata legata ad Al-Qāʿida.

Cambrils- Diverse ore dopo, intorno all’una di notte di venerdì, la polizia ha ucciso cinque persone a Cambrils (120 km da Barcellona). I cinque erano entrati a bordo di una macchina nella zona pedonale del lungomare e avevano investito delle persone uccidendone una. Oltre alla vittima sono state ferite cinque persone, di cui due in modo grave. Gli attentatori avevano addosso delle finte cinture esplosive. Tra loro c’era anche il conducente del furgone bianco che ha colpito sulla Rambla, ma non si tratterebbe di Moussa Oukabir, come si era creduto sin dal primo momento.

Gli attacchi quindi- come conferma il portavoce della polizia catalana, Josep Lluis Trapero- sono connessi tra loro e sarebbero stati attuati da una cellula collegata ad un’abitazione di Alcanar (nei pressi di Tarragona) saltata in aria mercoledì notte. Qui gli islamisti preparavano materiale esplosivo da utilizzare negli attentati. Materiale andato letteralmente in fumo dopo la deflagrazione della casa, costringendoli a rivedere (e forse ad anticipare) il proprio piano di attacco.

Il ricercato numero uno- Moussa Oukabir, 17 anni, è stato sin da subito l’indiziato numero uno. Dopo l’attentato sulla Rambla, il fratello Driss Oukabir si è presentato volontariamente alla polizia denunciando il furto dei suoi documenti da parte del fratello. Fonti investigative a La Vanguardia riferiscono che Moussa  non sarebbe morto, ma si troverebbe in un luogo sconosciuto.

I componenti della cellula- Non si sa ancora con precisione quanti siano i componenti della cellula terroristica. Finora sappiamo che 5 terroristi sono stati uccisi a Cambrils e 4 (tre di nazionalità marocchina e uno spagnolo) sono stati arrestati. Al momento la polizia catalana è alla ricerca di altri due fuggitivi: oltre a Moussa Oukabir, Younes Abouyaaqoub e Youseff Aallaa. Anche Mohamed Hychami (o Hichami), che viene indicato tra i fuggitivi, sarebbe tra i terroristi uccisi a Cabrils.

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