Legge elettorale. Sull’italicum bis manca l’accordo

Legge elettorale. Sull’italicum bis manca l’accordo

Sulla legge elettorale l’accordo fra le forze politiche è ancora in bilico.Si ragiona da ieri sul testo presentato dal presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti (Civici e Innovatori); una proposta che appare in sostanza come un’estensione al Senato dell’Italicum così come uscito dalla sentenza della Consulta di gennaio scorso, che non a caso è stata ribattezzata “Italicum bis”.

Si prevede un premio di maggioranza alla lista che abbia ottenuto il 40 % dei voti, ma è possibile che tale maggioranza non combaci tra le due Camere, il che comporterebbe una situazione di non governabilità.

Si abbassa anche al Senato la soglia di sbarramento dall’8 % al 3% per la lista, calcolato su base regionale.

Si prevedono 50 collegi plurinominali al Senato, per la cui definizione verrà data una delega al Governo, e 100 collegi plurinominali alla Camera dei deputati.

Si introduce anche in Senato il voto di preferenza, ma restano i capilista bloccati.I capilista (100 per la Camera e 50 per il Senato) verranno dunque scelti dai segretari dei partiti, gli altri candidati invece verranno scelti dagli elettori con la doppia preferenza di genere.

Tuttavia, il capolista non avrà la facoltà di scegliere il collegio, ma gli verrà assegnato quello in cui il suo partito avrà raggiunto la percentuale più bassa.

Piacciono molto ai Radicali la modifica della disciplina della raccolta delle firme, con la possibilità di sottoscrizione digitale, e la facoltà data al sindaco di delegare i cittadini all’autenticazione delle firme, in cui ravvedono strumenti di maggiore partecipazione democratica.

Forze politiche spaccate

La proposta Mazziotti viene accolta con favore dal Movimento 5 Stelle, perchè a grandi linee ricorda il “legalicum” da loro sponsorizzato. In sostanza, se nessuna lista raggiunge il 40 per cento dei voti non ottiene il premio di maggioranza e il sistema resta proporzionale. Da ciò trarrebbero giovamento anche piccoli partiti.

Forza Italia vede il testo come un buon punto di partenza e con Renato Brunetta afferma: “Diamo la nostra disponibilità in Commissione per migliorarlo e valutarlo sulla base delle nostre opinioni.”

Chi non è affatto soddisfatto è invece il Partito Democratico che propone, invece, un “sistema tedesco corretto”, metà proporzionale e metà maggioritario, che andrebbe a premiare i partiti maggiormente strutturati sul territorio. Tale proposta potrebbe giovare non solo al PD ma anche alla Lega, che infatti apre a questa possibilità, salutata, invece, con un secco no da Berlusconi, contrario sia al sistema delle preferenze sia al maggioritario. Il testo Pd sulla legge elettorale viene stigmatizzato anche dai 5 stelle, che lo bollinano come “verdinellum”, ironizzando sul possibile accordo tra dem e verdiniani.

La partita si giocherà martedì prossimo, quando la Commissione Affari Costituzionali della Camera dovrà esprimerso sull’adozione della proposta Mazziotti come testo base.

Poi fino al 19 maggio ci sarà tempo per la presentazione degli emendamenti, per arrivare in Aula il prossimo 29 maggio.

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