Il Cda Rai conferma il tetto di 240 mila euro ai compensi delle star

Il Cda Rai conferma il tetto di 240 mila euro ai compensi delle star

Dopo 8 ore di riunione, il consiglio di amministrazione Rai conferma il tetto di 240.000 euro annui alle retribuzioni delle star, che scatterà dal 30 aprile.La decisione arriva in applicazione all’articolo 9 della legge 198 del 2016 di riforma dell’editoria.

Il consiglio di amministrazione non può sottrarsi alle disposizioni normative per non andare incontro ad una possibile richiesta di danni da parte della Corte dei Conti.

Nelle scorse settimane sembrava che ci fossero dei margini all’applicazione della legge, infatti, era arrivato un parere dell’Avvocatura dello Stato che interpretava in senso “restrittivo” la norma, vincolandola ai dipendenti e ai consulenti Rai ma lasciando esclusi gli artisti.

Il cda Rai attendeva, a quel punto, un intervento formale del MEF, azionista di maggioranza della tv di Stato, che recepisse il parere dell’Avvocatura dello Stato, ma al momento questo non c’è stato.

A meno che non giunga entro la fine del mese un decreto “salva compensi”, il tetto del 240.000 euro sembra al momento confermato, così come votato ieri sera da tutti i consiglieri Rai, ad eccezione di Carlo Freccero.

E se questo non bastasse mercoledì prossimo i consiglieri sono attesi in Commissione di Vigilanza Rai, dove i parlamentari sono pronti ad inchiodare l’azienda con un atto di indirizzo che non lasci spazio ad altre perplessità sull’applicazione della legge.

Questa decisione romperà l’equilibrio tra Tv pubblica e Tv di mercato che connatura la Rai?

Di certo si defila all’orizzonte uno tzunami, con molti artisti pronti a lasciare la Tv di Stato a partire da Carlo Conti che con i suoi 2 milioni di euro annui di compenso sarebbe pronto a traslocare in Mediaset.

Tuttavia non è affatto certo che le reti concorrenti siano pronte ad assicurare lo stesso cachet agli anchormen e alle anchorwomen in fuga dalla Rai, non è detto, infatti, che possano mantenere gli stessi ascolti traslocando su un’altra rete.

E se, invece, in una previsione più ottimistica il tetto ai compensi alle star Rai portasse ad una calmierazione complessiva del mercato ? In tempi di austerità è auspicato da molti.

Difficile al momento prevederlo, a Viale Mazzini gli uffici minacciano una perdita pari a 150 milioni di euro annui in mancati introiti pubblicitari dovuta alla fuga dei volti più noti.

Ma chi sarebbero questi artisti pronti a fare le valigie per lasciare mamma Rai?

Prima Comunicazione fotografa una lista delle star che superano il tetto dei 240.000 euro:

Fabio Fazio percepisce 2 milioni di euro l’anno, Bruno Vespa 1,3 milioni di euro, Antonella Clerici 1,5 milioni di euro a Flavio Insinna 1,5 milioni di euro, Fabrizio Frizzi 1 milione di euro, Amadeus 1 milione di euro, Luciana Littizzetto 800 mila euro, Michele Guardì 500 mila euro, Giancarlo Magalli 400 mila euro, Milly Carlucci 400 mila euro, per citarne alcuni tra i più pagati.

La giornalista Lucia Annunziata che al momento percepisce 350 mila euro è l’unica che ha accettato di ridurre il proprio cachet.

Un altro aspetto va considerato, ovvero la legge 198 del 2016 sembra che vada ad intervenire sui contratti già in essere scatenando, dunque, una serie di possibili cause contro l’azienda da parte degli artisti.

Guardando, però, oltre alle possibili “perdite economiche”, questa annunciata fuga di molte star, non potrebbe fornire l’occasione per un rinnovamento della Rai?

Potrebbe essere sicuramente l’occasione per dare spazio a volti nuovi e per sperimentare nuovi format. In questo la Rai è ancora molto “timida”, preferisce adagiarsi sul “passato sicuro”, vedi Pippo Baudo a “Domenica In” o il ritorno su Rai1 (direttamente dagli anni ’80) della Parisi a fianco della Cuccarini.

La sperimentazione certo non può essere un lancio nel vuoto senza paracadute, ma l’aumento degli introiti derivanti dal canone in bolletta, possono dare un minimo di sicurezza in più per rischiare con le spalle coperte.

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  • DG

    Per la prima volta sono in lievissimo disaccordo con la bravissima Laura Bonazzi.
    Nel senso che la mia posizione è un po’ meno ottimistica.
    A mio avviso, infatti, tanto nell’immaginario collettivo quanto nella sostanza, la Rai appare come un prisma formato essenzialmente da “volti rassicuranti” (talvolta persino “caserecci”: vedi Antonella Clerici e Fabrizio Frizzi), tali da costituire l’architrave e la stessa ragion d’essere dell’azienda: si pensi, ad esempio, a “Porta a Porta” e a “Ballando con le Stelle”, ormai tutt’uno, rispettivamente, con Bruno Vespa e Milly Carlucci.
    In quest’ottica va intesa la risurrezione di personaggi biblici come Heather Parisi (in coppia con Lorella Cuccarini) e Pippo Baudo (al timone, per la tredicesima volta, di “Domenica In”): una scelta coerente con un’immagine aziendale non già retrograda o nostalgica, bensì volutamente stereotipata, proprio perché mutamenti ed innovazioni esulano – in linea di principio – dalla filosofia della Rai.
    A questa immagine tradizionalmente e spiccatamente “familiare”, molti telespettatori sono affezionati e, per così dire, assuefatti.
    Va da sé che una metamorfosi repentina potrebbe sortire l’effetto dirompente di snaturarla e renderla irriconoscibile, provocando incontrollabili perdite economiche.
    Se così è, di fronte alla prospettiva di una fuga in massa degli artisti più noti, l’auspicata sperimentazione di nuovi format, allo stato, pare prematura e troppo rischiosa.
    D’altro canto, è pur vero che la delibera in argomento offre una preziosa occasione per avviare un processo di rinnovamento e di modernizzazione dell’identità aziendale prima o poi ineludibile: sotto questo profilo concordo pienamente con l’Autrice, cui rivolgo tutta la mia stima per la maestria, la brillantezza e la rara eleganza con cui narra la vita del nostro Paese.

    • Laura Bonazzi

      Gentilissmo, ti ringrazio molto per il post e per la stima e i complimenti che spero di meritare.
      Concordo con te sul fatto che il rinnovvamento della Rai non potrà che essere graduale, anche per non tradire le aspettative del pubblico già fidelizzato.
      Qualche volto nuovo però e un pò di coraggio nella sperimentazione di nuovi format potrebbero dare nuova linfa all’azienda, sempre senza trascurare la qualità.
      Molto probabilmente però la questione del tetto ai compensi delle star si concluderà con un nulla di fatto; attendiamo quale mandato darà sull’argomento il direttore generale il prossimo 4 maggio.
      Un saluto
      Laura Bonazzi