Lavoro, in Francia è legge il «diritto alla disconnessione» fuori l’orario di lavoro. E in Italia?

Lavoro, in Francia è legge il «diritto alla disconnessione» fuori l’orario di lavoro. E in Italia?

La tecnologia porta tutti a essere sempre connessi e reperibili, anche per questioni lavorative e proprio per questo motivo, in Francia, è scattato il «diritto di disconnessione» per i lavoratori. Basta smartphone, tablet e pc sempre accessi con gli occhi pronti a cogliere l’ultima mail di lavoro.

Lavoro, in cosa consiste la legge francese sulla ‘disconnessione’?

Dal primo gennaio in Francia è entrata in vigore la legge  sul «diritto alla disconnessione», una norma che fa parte del pacchetto di leggi sul lavoro approvato lo scorso agosto – la cosiddetta Loi Travail – e che impone alle aziende con più di 50 dipendenti di negoziare (e rispettare) con i lavoratori il diritto a non rispondere a mail e telefonate al di fuori degli orari di lavoro, ad essere quindi ‘offline’. Una legislazione necessaria, secondo l’avvocato Patrick Thiébart, secondo cui nelle imprese «i tempi di riposo non vengono rispettati». La misura, introdotta dal ministro del Lavoro Myriam El Khomri, è pensata per stabilire un confine tra la flessibilità del lavoro e l’onnipresenza della tecnologia, che consente di essere sempre connessi, ovvero sempre disponibili. La legge infatti muove da uno studio del 2015, commissionato dallo stesso Ministero del Lavoro, che aveva evidenziato che solo un quarto dei manager coinvolti nella ricerca smette davvero di consultare mail e comunicazioni di lavoro durante il tempo libero, mentre la maggior parte richiede una regolamentazione. Ora ci si impegna così a pubblicare una carta in cui si elencano i diritti e i doveri dei lavoratori fuori dall’orario di lavoro, la definizione precisa di momenti del giorno o della settimana in cui i dipendenti hanno il diritto di non essere connessi, garantendo il diritto di non controllare supporti o device e vietando qualsiasi tipo di sanzione se non si è visto un messaggio. Oltre a mettere a rischio la salute psicofisica dei lavoratori, «essere sempre connessi abbassa la qualità del lavoro. Non agiamo più, siamo costretti a reagire di continuo», aveva dichiarato il sindacalista Jérôme Chemin aggiungendo: «È interesse dell’azienda preservare la salute dei dipendenti». Con questa certezza i sindacati si dichiarano soddisfatti di una legge che non prevede sanzioni per chi non la rispettasse. Ma per educare anche i dipendenti stessi, spesso schiavi di questa connettività non-stop, la Loi Travail prevede l’organizzazione di corsi nelle aziende per insegnare a tutti «l’uso ragionevole dei dispositivi connessi».

E in Italia?

Nel nostro Paese l’unica normativa applicabile è l’articolo 3, comma 76 del ddl S.2229 che espressamente riconosce il diritto alla disconnessione, ma «nel rispetto degli obiettivi concordati», anche se pochi lo sanno e pochi lo rispettano, lavoratori e datori di lavoro compresi. Tanto che nel decreto viene proposto anche uno stanziamento del Ministero per l’ «alfabetizzazione digitale degli adulti», per insegnare non solo a usare telefoni e computer, ma anche per insegnare a come spegnerli.

«Un lavoratore che non è reperibile quando esercita il suo diritto alla disconnessione non può essere considerato come inadempiente, e non può essere sanzionato – si legge nell’articolo. Le fasce di reperibilità non sono obbligatorie ma, in concreto, risultano molto utili alla delimitazione del diritto alla disconessione».

In Italia la salvaguardia del tempo offline del lavoratore è contemplato nelle proposte di legge sul «lavoro agile» (Smart Working) che sono all’esame del Parlamento. Il testo dedica spazio ai diritti e ai doveri dei nuovi lavoratori. Il lavoro agile non va però confuso con il telelavoro, che è una prestazione svolta da casa, mentre il testo in esame prevede che la prestazione dello smart worker venga eseguita senza la rigida determinazione di tempo e luogo. Il diritto alla disconnessione è stato recepito anche in Italia: se il testo diventerà legge, con un accordo tra azienda e dipendenti si potranno stabilire delle regole che lascino tempi liberi dalla connessione con l’ufficio.

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