Gioco d’azzardo, crescita a segno + grazie alla fame

Gioco d’azzardo, crescita a segno + grazie alla fame

Inizio dai numeri, quelli di maggio 2016 parlano chiaro: il gioco d’azzardo tocca una crescita record, in netta controtendenza alla crisi economica, infatti ogni anno aumentano le cifre impressionanti del giro di affari in Italia. La Lombardia è la regione in vetta alla classifica: 14 miliardi e 65 milioni sono stati sprecati, buttati, polverizzati e chi più ne ha più ne metta, nelle infernali slot machine. Seguita dal Lazio con 7 miliardi e 611 milioni, la Campania con 6 miliardi e 821 milioni. Agli ultimi due posti il Molise con 352 milioni e la Valle d’Aosta con 132 milioni. La quota più ampia del giro d’affari, pari al 55,8% deriva dal gioco on-line (web gaming), che ha superato le lotterie istantanee, cosiddette Gratta e Vinci e le lotterie tradizionali a estrazione differita. In Italia le Newslot sono 340 mila e le Vlt sono più di 50 mila.

Ma parliamo anche di giochi di carte, che si aggirano intorno ai 12 miliardi e 502 milioni. Le lotterie con 9 miliardi e 63 milioni, il lotto con 7 miliardi e 77 milioni, il gioco sugli sport con 5 miliardi e 592 milioni, il bingo con 1 miliardo e 598 milioni. Il giro d’affari mondiale del gioco d’azzardo vale circa 380 miliardi di euro, di cui il 22% è la fetta italiana. Proliferano i sistemi per vincere al lotto, migliaia di siti dimostrano e spiegano come farlo, e miliardi di persone lì davanti imbambolati a fare i conti.

Percentuali dello Stato

L’Italia, portabandiera di apertura nei primati negativi e destinata soltanto alla medaglia di partecipazione di quelli positivi, ha toccato un nuovo record: una slot ogni 155 abitanti, a fronte di una ogni 261 in Germania e una ogni 372 negli Stati Uniti.

La domanda che sorge spontanea è perché? Che il nostro piccolo Paese sia corrotto e malavitoso a livelli spaziali non è una novità scaturita dallo studio della ludopatia, ovviamente. Ma chiediamoci come mai, e soprattutto iniziamo a fare delle scelte giuste e non semplicemente comode e facili. Come mai in questo Paese i buoni progetti muoiono appena nati, o non vedono nemmeno la luce, mentre tutto ciò che comporta uno “straziamento” della persona umana, ormai mero essere sopravvivente – non vivente –  è sempre nel massimo apogeo dello sviluppo?

Ecco perché: gli ultimi dati disponibili hanno rilevato che a fronte di 85 miliardi incassati grazie ai giochi di Stato, si hanno 23 miliardi lordi di guadagno nero per i gruppi criminali e mafiosi. Ai quali si aggiungono gli interessi dell’usura, che gravano sulle difficoltà economiche dei dipendenti dal gioco che perdono tutto e pur di non smettere si indebitano con loschi figuri. Si innesca così un circolo vizioso che smuove miliardi di soldi sporchi, macchiati dal sangue e dalla paura, dallo smarrimento e dalla fame di persone che hanno perso tutto, in prima battuta la dignità. A guadagnarci sono i settori promiscuamente collusi, dove si incontrano le frange politiche più abbiette e le associazioni mafiose. Su una crescita del gioco d’azzardo che si avvicina al 200%, le entrate erariali si gonfiano di  oltre il 30%.

Ma chi pensa alle persone?

Malattie e dipendenze sono contingenze storiche e sociali e come tali risultano essere conseguenze dei moderni modi di stare al mondo. Ed ecco che si parla di trance dissociativa da videoterminale, causata da un eccessivo uso di internet. Crescono esponenzialmente gli attacchi di panico, dovuti alla fobia di stare in mezzo alla gente. Sintomi, questi, di una malsana relazione della persona con il mondo e con se stessa, stravolgimento della  percezione di sé come di un essere interpersonale. La ludopatia è la riprova della chiusura in sé e della dissociazione dal mondo reale. Una cospicua parte dei giocatori d’azzardo patologici è composta da persone con il vizio del gioco, che diventa sempre più stringente e compulsivo, ma sta espandendosi, anche, quella zona grigia, contenitore di persone disagiate economicamente e socialmente, emarginate dalle dinamiche di mercato e per questo avvertiti come un peso dalla mentalità utilitarista del capitalismo. Uomini e donne che hanno perso il lavoro, disoccupati seriali e recidivi, stanchi di sterminate ore di ozio ogni giorno, che sperperano i pochi soldi rimasti in questi giochi. Non è un caso che con la crescita di povertà, miseria e disoccupazione (consultabili qui ) aumenti proporzionalmente ed esponenzialmente anche questo fenomeno.

Al Sud il rischio povertà, che significa l’impossibilità di ottemperare ad una dieta alimentare sana e completa, sfiora il 50% delle famiglie. Ciò comporta un numero crescente di anziani, adulti e adolescenti privi di occupazione e sistemazione salariale, e quindi totalmente sprovvisti di un’adeguata percezione del futuro. Ed è così che cambia la prospettiva della realtà: non più fattivamente costruibile e modificabile, ma ferma, statica, immobile, inaridita e spoglia. Svuotata di senso e aspettative, spinta alla progettualità che rasenta lo zero. E allora si fanno spazio le credenze più ingenue e utopiche, spesso pericolose, perché giocando si sfida questo destino beffardo, si tenta la scalata più facile e risolutiva, e ad ogni euro buttato nel gioco cresce la speranza delle vincita: ancora una, ancora, stavolta vinco, me lo sento. Passano le ore, la giornata è finita: i bambini sono andati a scuola, hanno studiato e giocato, qualche genitore lavora fino a tardi, accumulando ore di straordinari per fare un regalo ai figli, gli studenti universitari faticano ogni giorni per emergere e farsi spazio in una realtà ostile che li respinge, come nel Medioevo si faceva con i lebbrosi, portati su navi al di fuori delle mura delle città. Insomma mentre rimani seduto davanti alla slot machine o al computer, o mentre metti le radici all’interno di un bar a giocare qualsiasi tipo di schedina, il mondo va avanti e si muove e ad ogni minuto che passa sei sempre e ancora una volta un passo indietro rispetto al cambiamento e all’evoluzione. Ma sai quale evoluzione? La tua, quella della tua persona. L’appello, se così vogliamo definirlo, vuole spronare a volersi bene, a prendersi cura di sé, a difendersi da soli, poiché purtroppo il nostro Stato non lo fa per noi, non ci tutela, anzi. Ci scaraventa dentro questi vortici, di modo che possiamo ogni giorno renderlo più ricco, perché possiede delle percentuali sul gioco d’azzardo e l’altro grande vantaggio sai qual è? Chi gioca si inebetisce, non pensa a niente, se non a vincere, a guadagnare, a non perdere e se perde pensa a dove trovare i soldi per giocare ancora e provare a vincere. Il pensiero e la parola sono le armi più potenti del mondo, perché non esiste resistenza o bomba che può fermarle ed è per questo che fanno paura. Ed è per questo che viviamo in Paese e in un mondo che vuole zittirci rincretinendoci. Voletevi bene.

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