Oroscopi e cartomanzia, alla ricerca del giusto mezzo

Oroscopi e cartomanzia, alla ricerca del giusto mezzo

L’arrivo del 2017 porta con sé oroscopi per il nuovo anno, cartomanti che possono suggerirci la piega che prenderà la nostra vita. Quali sono però gli effetti delle credenze che non sono guidate da un giusto mezzo?

È da poco entrato il nuovo anno eppure gli oroscopi che rivelano l’andamento delle nostre vite, i cartomanti che vogliono fare la stessa cosa, ci hanno già “invaso”. Bisogna cercare d’indagare cosa accade quando tutto ciò invade il nostro modo di vivere e di agire, quindi riflettere sulla relazione che hanno gli individui con la credenza. Non bisogna infatti dimenticare una lezione fondamentale del filosofo Aristotele: la ricerca del giusto mezzo è necessaria al fine di condurre una vita degna dell’epiteto di zoòn politokòn.

Secondo un rapporto dell’Eurispes sono circa 20 milioni gli italiani che si rivolgono a pratiche di vario genere – dalla lettura dell’oroscopo, alla chiamata dei maghi che si vedono in televisione, ai chiromanti – e solitamente le vittime di truffe e raggiri hanno un’età media di 45 anni. Nello specifico: il 58% sono per lo più donne, il 38% uomini e il 4% sono bambini. Da questi rapporti emerge anche un altro dato, ovvero il basso livello medio di scolarizzazione che accomuna gli individui che si rivolgono a pratiche “magiche”. Dal 2002 sembra inoltre che la percentuale di chi frequenta questi “maghi” sia cresciuta del 30% arrivando quindi a un fatturato annuo di circa 5 miliardi di euro, di cui il 97% esenti da tasse, basti pensare al fatto che in media la lettura della mano può comportare un esborso che va dai 26 euro fino ai 129. Aumentano anche le trasmissioni dedicate all’occulto, per un ricavo pari a 500 milioni di euro, per non parlare della possibilità del telespettatore di entrare in contatto con il mago attraverso le famose linee a pagamento il cui costo si aggira intorno a 1,50 euro al minuto.
Solo nel periodo tra il 1994 e il 2003 si stimano circa 7000 segnalazioni per truffe in questi ambiti, e solo 4 vittime su 100 sporgono denuncia.

Nonostante questi dati, nonostante l’evoluzione, nonostante una crescita di consapevolezza della possibilità di agire concretamente sulla nostra vita, ancora oggi sono tanti quelli che affidano la propria esistenza e la propria vita alla lettura delle carte o all’oroscopo quotidiano.
L’intento del presente articolo non è quello di giudicare nessuno, ma cercare di analizzare e riflettere attentamente sul rapporto che intercorre tra l’individuo e ciò a cui vuole affidarsi.

Il ruolo dei mass media e la società narcisistica

Lo spazio quasi illimitato che hanno gli oroscopi e quant’altro è ovviamente offerto dalla nostra società mediatica, una società che possiede dei tratti a volte troppo astrusi per essere analizzati dettagliatamente, così come difficile è analizzare l’essere umano, sostanzialmente paradossale, che nel 2017 si lascia influenzare a tal punto da procrastinare una decisione solo perché, consultando un chiromante, è venuto a conoscenza dei pianeti in opposizione.
Ribadendo come non ci sia un giudizio dietro la precedente affermazione, ma solo un’analisi che spinge alla riflessione, e lungi dal giudicare bene o male chi ricorre a queste pratiche, ciò che è bene mettere in evidenza è come la cartomanzia non abbia nessun fondamento scientifico, nonostante questa sia molto ricercata e come, in questo campo sembra che gli effetti della crisi non si facciano sentire.

È forse proprio questo periodo di crisi, nonché di incertezza – individuale e non – ad alimentare il ricorso alle pratiche di cartomanzia? È quest’incertezza che spinge l’individuo ad affidarsi alle influenze astrali, piuttosto che all’acquisizione di consapevolezza che il destino è nelle nostre mani e che la prima cosa che dovremo fare è quella di migliorarci umanamente parlando?
È indubbio che tutto ciò che sta accadendo – in piccolo, nelle nostre case e in grande, nel nostro mondo – sia lo specchio di un essere umano che ha smarrito il suo essere-con e essere-per-gli altri.

In questo smarrimento sembra che l’uomo non faccia altro che ritrovare esclusivamente il proprio riflesso, siamo Narcisi naufraghi nel mare del bisogno dell’apparenza, un bisogno che forse viene sfruttato dal meccanismo consumistico che governa ognuno di noi che – consci o inconsci – ci lasciamo governare. Un meccanismo consumistico che si sta basando sempre di più sul bisogno di ognuno di emergere e di affermarsi.
È forse un caso che proprio negli ultimi decenni è sempre più dilagante la pubblicazione di libri che spingono all’autorealizzazione, al self made, al vivere bene soli?

È proprio a partire da questo bisogno prettamente individuale che i social media di ogni genere basano – veicolando – le affermazioni. È questo bisogno che ci spinge ad interessarci all’oroscopo piuttosto che ad informarci con quanto accade nel mondo.
Non è una novità il fatto che, con in mano un giornale, consultiamo attentamente l’oroscopo, tralasciando il resto, o come spesso ci troviamo invasi da false notizie, o notizie distorte, spinte da una disinformazione che ci rappresenta, in quanto ci limitiamo a leggere solo una parte di ciò che abbiamo di fronte e non ci spingiamo a consultare varie fonti per accertarci della veridicità di quanto appreso.
Sembra dunque essere questa società narcisistica ad alimentare – rendendola sempre più attuale – una realtà come la cartomanzia o la consultazione assidua e spasmodica dell’oroscopo, a tal punto da annullare la propria vita, riducendo le questioni del “mondo” come estranee a noi.

È il caso di qualche giorno fa. Rai 2 aveva infatti cancellato l’appuntamento con Paolo Fox e le previsioni dell’oroscopo nella trasmissione “Mezzogiorno in famiglia” per dedicare un approfondimento al tragico attentato avvenuto ad Istanbul nella notte di capodanno.
Le reazioni sui social network hanno quasi tutte un comun denominatore: l’indignazione e il dispiacere per l’aver annullato un appuntamento tanto atteso.
Tra i commenti si legge come quanto accaduto ad Istanbul sia un fatto grave, ma che le dirette e le edizioni speciali già mandate in onda al riguardo bastavano, pertanto non si riteneva necessaria la cancellazione della trasmissione su Rai 2.
Un’altra reazione è quella di un fan che scrive: “Aspettiamo una vita per poter vedere Mezzogiorno in famiglia il primo di gennaio e questo è il risultato”. Quest’ultima affermazione parla da sé: come si può essere tanto freddi di fronte ad un terribile accaduto come l’attentato ad Istanbul? In particolare come si può affermare “aspettiamo una vita”, di fronte a una tragedia in cui “una vita” tante persone l’hanno persa?
Il risultato di queste proteste sui social, è stato quello di mandare in onda la trasmissione il giorno dopo, per far contenti i tanti fans che si sono lamentati.

Il giusto mezzo, come si vedrà in seguito, è necessario al fine di arginare una volta per tutte questa mancanza di empatia, questa chiusura intersoggettiva che non mostra spiragli di apertura di nessun genere.
Non è sbagliato consultare gli oroscopi, è dannoso che sulla base dell’immersione totale nella credenza di alcun genere ci si dimentica degli altri, ci si dimentica che la vita molte volte è la somma delle nostre scelte, e non di cose che accadono. Il giusto mezzo è necessario per comprendere che esistono gli accidenti in senso filosofico, ma esiste anche la pazienza di migliorare la propria posizione.

Le credenze e le conseguenze di abbandonare il giusto mezzo

L’intento del seguente articolo è quello di far emergere come, affidarsi ciecamente agli oroscopi o a “maghi” che prevedano il futuro, possa risultare dannoso per l’andamento della nostra vita, nonché per la nostra facoltà di agire razionalmente. Non si vuole – nella maniera più assoluta – giudicare la credenza, né il suo contenuto, come non si intende giudicare chiunque ricorra a questi mezzi per prendere una decisione. Ciò che invece ognuno di noi è chiamato a fare, è riflettere sulle conseguenze di chi affida completamente la propria esistenza ad un responso astrologico, di chi si lascia andare alla sola speranza, senza agire concretamente per risollevare la propria vita.

Non c’è nulla di male a consultare il proprio oroscopo, ma il pericolo è quando l’abuso si impossessa del nostro modo di giudicare e quindi il pericolo insito è quello di basare le nostre scelte unicamente sull’andamento degli astri. Questo stesso pericolo è insito nell’affidarsi al responso di un cartomante per prendere una decisione importante della nostra vita, invece che riflettere criticamente su quanto si intende fare.

L’astrologia è presente da tempi immemori, la consultazione degli astri è presente dallo stesso tempo in cui lo è l’essere umano. In passato, basti pensare agli antichi greci, gli astri venivano consultati non solo per conoscere il corso degli eventi, ma anche per scoprire il destino di ogni individuo. A seguito di questa consultazione venivano prese varie decisioni, come quella di stabilire vari appuntamenti. Una pratica che non si è arrestata nella Grecia del III secolo a.C., infatti l’ex presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, era solito non prendere appuntamenti senza aver consultato prima il proprio oroscopo.

Nonostante tutti questi secoli passati e il progresso scientifico senza pari, il fascino che esercita la consultazione degli astri non sembra diminuito, al contrario sembra si stia rafforzando sempre di più.
Il pericolo? Affidarsi ciecamente – come già accennato – all’arte divinatoria piuttosto che alle evidenze. Questo accade non solo nella vita personale, ma anche in senso più ampio, basti pensare al caso di qualche anno fa, di una giovane neolaureata che denunciò un’azienda di Torino per averla scartata ad un colloquio dopo averne calcolato l’ascendente.

Il nostro bisogno di indossare una personalità, o semplicemente quella di conoscerla, ci spinge a rifugiarci proprio nella lettura dei profili dei segni zodiacali. L’affidamento senza ragione e consapevolezza agli astri, o alle pratiche di cartomanzia, ha una profonda conseguenza sul nostro approccio con gli altri. Non è infatti una sorpresa che spesso, influenzati dall’aver letto un oroscopo o consultato un “chiromante” i nostri atteggiamenti con gli altri siano spinti – anche inconsciamente – da quanto appreso. Lo stesso vale nel prendere determinate decisioni, perché magari non ce ne rendiamo conto, ma la potenza che la nostra mente può esercitare a livello inconscio supera forse anche la nostra immaginazione. Con questo non si intende dire che la nostra mente fa cose di cui non ci rendiamo conto, ma che se facciamo dell’oroscopo, o delle carte, il nostro nucleo esistenziale, rischiamo che diventi il nostro modus operandi in ogni campo, da una scelta senza conseguenza come indossare o meno una collana regalata, a scelte che hanno conseguenze importanti che possono riguardare noi o gli altri.

Per questi motivi, si ribadisce la necessità della ricerca del giusto mezzo che ci consenta di vivere consapevolmente la nostra vita e di prendere decisioni sulla base della razionalità e non sulla posizione di un particolare pianeta in un particolare momento.

Molti individui infatti non fanno altro che lasciarsi andare alla credenza piuttosto che poi concretamente agire, abbandonano le mani al destino credendo che non possano avere voce in capitolo dal momento in cui – ad esempio un cartomante – gli ha predetto l’inevitabilità di qualcosa.
L’errore è dunque lasciarsi andare, credere che se le cose sono “scritte nelle stelle” non si può far nulla per migliorare o evitare qualcosa. Molti individui si annullano, bloccandosi letteralmente nella possibilità di agire e decidere della propria vita.

Siamo esseri evoluti, ma il nostro bisogno di certezze e rassicurazioni non è diminuito con l’avanzare di questa evoluzione o con lo sviluppo tecnologico, ma ciò che ogni individuo ha il compito di portare avanti è quello di non annullarsi per le credenze. Il modo giusto per vivere bene ogni tipo di credenza è comprendere che non bisogna basare la propria vita e le proprie decisioni su di essa, ma condurre la propria esistenza e le proprie scelte ricercando sempre il giusto mezzo.

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